CE N'EST QU'UN DEBUT... CONTINUONS LE COMBAT!

domenica 4 dicembre 2011

video di una domenica in via la Pergola


Domenica 4 Dicembre 2011:  "via la Pergola bene comune" dalla speculazione finanziaria alla riqualificazione sociale.
Una giornata di socialità organizzata dai ragazzi di #occupypisa via la Pergola, comitato vicini di casa (P.zz Carrara - P.zz San Giorgio) e il comitato dell'acqua.




mercoledì 30 novembre 2011

comunicato studenti occupy dsu

Scriviamo questo comunicato dalla segreteria di direzione dell’Ardsu perché in questo momento il consiglio di amministrazione riunito a Firenze si appresta a decidere ulteriori misure di tagli ed austerità nei confronti di noi studenti e studentesse. I motivi con cui i dirigenti del DSU giustificano i tagli che vedranno aumentare ancora una volta i costi della mensa, tramite la fasciazione in base al reddito, sono i tagli che il governo ha fatto e continuerà a fare nei confronti della regione.

Noi siamo qui oggi per dire che queste giustificazioni non ci convinceranno mai: la crisi del debito non è responsabilità nostra, ma di tutta quella casta di banchieri, dirigenti, speculatori e politici, che da anni lucra sulle nostre vite. Oggi rischiamo di vederci aumentare la mensa, domani di sopprimere i residui di welfare e di vederli risucchiati dal meccanismo perverso - che sta fallendo in tutto il mondo - del “prestito d’onore”.

Noi di fronte a questa situazione vogliamo affermare il diritto di tutti gli studenti a poter studiare e di opporsi alle grinfie del sistema del debito. Non ci appartiene la logica delle rinunce e del “meno peggio”: c’è veramente rimasto pochissimo da salvare.

Comunichiamo a tutti gli organi di stampa e a tutti i dirigenti che stanno decidendo misure di austerità, che, come dimostrano i movimenti che si stanno sviluppando contro la mercificazione della formazione, non staremo a guardare che le nostre vite siano sacrificate dal ricatto dei tagli e del sistema finanziario.
Studenti e studentesse pisani contro il debito
 
 

mercoledì 23 novembre 2011

#OCCUPY DSU! LE NOSTRE VITE NON SONO IN DEBITO

Gli effetti dei tagli iniziano a concretizzarsi a partire dalle riforme universitarie e dalla distruzione degli ultimi residui di diritto allo studio. Con gli effetti della riforma e le liberalizzazioni proposte dal nuovo governo Monti molti corsi vengono cancellati, gli spazi disponibili nelle università diventano sempre meno, il sistema del “prestito d'onore” trasforma le borse di studio in indebitamento.
Il dsu potrà garantire agevolazioni soltanto ad una minima parte di richieste a fronte delle migliaia e migliaia che verranno tagliate fuori. E per chi continuerà ad essere “idoneo” il dsu vuole imporre un aut aut: lo studente “borsista” dovrà scegliere se avvalersi del contributo monetario, ritrovandosi però a pagare la mensa e l'alloggio, oppure scegliere di usufruire gratuitamente di questi servizi senza però ricevere la borsa di studio. In questo quadro d'impoverimento generalizzato si aggiungono i disagi legati al ritardo della pubblicazione delle graduatorie definitive che lascia gli studenti ritenuti “idonei” nella graduatoria provvisoria, in una sorta di limbo in cui si trovano a fare i conti con spese d'affitto e di mantenimento ingenti.

martedì 22 novembre 2011

DONA MOBILI A VIA DELLA PERGOLA!

Da circa una settimana centinaia di persone stanno attraversando gli spazi liberati di via della Pergola e sottratti all'abbandono ed alla speculazione delle banche.
 
L'idea di costruire al suo interno un nuovo modello di società, partendo proprio dai nostri bisogni, vuole essere materializzata proprio in questi spazi, dove studenti, disoccupati e ragazzi dei quartieri popolari se ne sono riappropriati con l'intenzione di riaprire questo spazio alla collettività.

In questi spazi stanno cominciando a materializzarsi molti progetti tra cui la costruzione di una foresteria, un’università popolare, uno sportello contro il debito e laboratori di attività culturale.


In questi primi giorni, anche molti abitanti del quartiere hanno portato la propria solidarietà a questa occupazione, ma anche un interesse e una partecipazione a costruirla insieme.

Gli spazi liberati di via della Pergola hanno bisogno di essere riempiti, per questo chiediamo a chiunque stia già contribuendo e a chi vorrebbe essere partecipe, di donare letti, mobili, tavoli, sedie e altro materiale che non viene utilizzato o che avete intenzione di buttare.

Occupy Pisa è un'idea, un progetto, una possibilità, una risposta, un punto da cui ripartire per creare forme di cooperazione, di scambio, di messa in comune che vadano oltre la povertà che ci cade addosso ogni giorno e che siano il segno tangibile di un cambiamento reale.


Via la Pergola è un divenire, attraversiamola, conosciamola, costruiamola!

Assemblea pubblica tutti i giorni ore 15!
 
CONTATTI:
chiama: 3335882725
scrivi: occupypisa@hotmail.it

___OCCUPY PISA____

Licenziamenti, cassa integrazione, contratti precari, affitti troppo alti, rate del mutuo insostenibili, aumento delle bollette, spese sanitarie non più accessibili. 
QUESTA E’ LA CRISI CHE STIAMO PAGANDO! 
Chi ci governa da Berlusconi a Monti, da Napolitano fino alla BCE, non ha interesse a risolvere la nostra crisi, ma solo a colmare un debito creato da alcuni decenni di politiche economiche scellerate che hanno arricchito pochi e impoverito tanti.
 
Noi non vogliamo lasciar spazio a chi ci chiede ulteriori sacrifici per ripagare questo debito!
A questi “signori” rispondiamo che la misura è colma!
Che se ne vadano tutti a casa, noi il vostro debito non lo paghiamo!
 
E’ arrivato il momento di cominciare a mettere in pratica questa risposta. Non diamo spazio alle guerre tra poveri in cui vorrebbero indurci; questo è il momento di mettere in campo una cooperazione dal basso con cui cominciare a riappropriarsi di tutto quello che ci viene toltoo che non abbiamo mai avuto.
 
E’ tempo di cominciare a immaginare nuove forme di organizzazione che siano risposte reali alla crisi. Dobbiamo iniziare a rivendicare il diritto all’insolvenza per riaffermare quello alla dignità della vita. OCCUPYPISA vuole essere questo!
 
OCCUPYPISA in questi giorni ha trovato casa: in via la pergola immaginiamo uno spazio che sia attraversato da grandi e piccini, da famiglie, disoccupati, migranti, studenti, uno spazio in cui dare vita a uno sportello contro il debito, a uno studentato autogestito, all’università popolare e a tutte quelle forme di condivisione dei saperi che possono diventare patrimonio di tutte e tutti.
 
Via la Pergola è la concretizzazione dello slogan Occupy Pisa.
 
Occupy Pisa è un'idea, un progetto, una possibilità, una risposta, un punto da cui ripartire per creare forme di cooperazione, di scambio, di messa in comune che vadano oltre la povertà che ci cade addosso ogni giorno e che siano il segno tangibile di un cambiamento reale.
Via la Pergola è un divenire, attraversiamola, conosciamola, costruiamola!
 
Assemblea pubblica tutti i giorni ore 15!

#occupypisa, work in progress in via la pergola.

sabato 19 novembre 2011

OccupyPisa interviene dal palco di Celestini

Siamo studenti, precari, disoccupati, abitanti dei quartieri popolari, giovani che probabilmente non avranno mai la pensione.

In questi giorni siamo bombardati dai titoli dei media maistream che sostengono la possibilità di una prossima uscita dalla crisi, un’uscita che richiederà sacrifici da parte di tutti, parlano quindi di equità. Non fidarsi del governo Monti non nasce da un pregiudizio, ma dalla consapevolezza che i sacrifici che verranno chiesti partiranno da noi e si concluderanno a noi.


La nostra realtà quotidiana è già questa: da quando la crisi economica è esplosa, noi abbiamo cominciato a pagarla!La paghiamo ogni giorno nei luoghi di lavoro, nelle nostre scuole che cadono a pezzi, nelle nostre università sempre più fabbriche di precariato. La paghiamo nelle nostre città, che nella morsa della crisi divengono sempre più luoghi inariditi e desocializzanti.


Per questo oggi siamo qui, in un luogo come il teatro Verdi, centro e parte della cultura pisana; crediamo che arte, cultura, saperi rappresentino parte del patrimonio da difendere e da non assoggettare alle logiche delle banche e del profitto. La cultura per noi non è logica commerciale, non è un nemico come lo è stato per il governo Berlusconi, ma è qualcosa che necessariamente deve essere accessibile a tutti, deve essere un elemento risocializzante, che non abbia confini, che sia anche occasione di ridefinizione degli spazi urbani troppo spesso suddivisi tra un centro città-vetrina e quartieri-dormitorio.


Questa è la sfida che proponiamo!Possiamo costruire un presente e un futuro di cambiamento che non si risolvano unicamente nella brutalità delle logiche finanziarie?!


Questo è quello che stiamo provando a fare!Questo è quello che vorremmo realizzare sperimentando nuovi spazi di socialità, di democrazia e di organizzazione.


E’ per questo motivo che da qualche giorno ci siamo riappropriati di uno spazio vuoto della nostra città. Uno stabile nel cuore della città universitaria, che è stato oggetto di diverse speculazioni, passando da una proprietà all’altra, di banca in banca, rimanendo inutilizzato.

Via la Pergola è per noi la concretizzazione dello slogan Occupy Pisa.


Occupy Pisa è un’idea, un progetto, una possibilità, una risposta, un punto da cui ripartire per creare forme di cooperazione, di scambio, di messa in comune che vadano oltre la povertà che ci cade addosso ogni giorno e che siano il segno tangibile di un cambiamento reale.

Via la Pergola è un divenire, vi invitiamo ad attraversarla, a conoscerla, a costruirla!

 

giovedì 17 novembre 2011

occupata ex cassa di risparmio, #occupyeverywhere

"Così si è detto, così si è fatto!". Oggi a Pisa intensa giornata all'insegna del blocco e dell'occupazione.

Dopo lo scorso 11 novembre in cui, nella piazza davanti al comune, studenti medi insieme a universitari e giovani dei quartieri periferici lanciavano lo slogan #occupypisa; la manifestazione di oggi ha dimostrato che l'unica alternativa reale alla crisi e ai governi tecnici, è quella di tradurre il "noi il vostro debito non lo paghiamo", costruendo risposte che partano dal basso.

Alle 9:30 in centinaia si son dati appuntamento in piazza Sant'Antonio con l'obiettivo di lasciare il segno dell'incompatibilità alla logica dei sacrifici rappresentata dal banchiere Monti, dai ministri tecnocrati del suo governo.
Di fronte alla sede dell'Inps, difesa da un'ingente schieramento di polizia, studenti universitari sono riusciti ad entrare nell'edificio e calare uno striscione dal terzo piano: "ridateci la grana, noi non pagheremo il vostro debito"; sintomo della consapevolezza che le casse pubbliche sono ormai agli sgoccioli, perché espropriate da governo e banche per risanare il sistema del debito.

Lungo il percorso, gli studenti medi hanno invece attaccato le scuole private e la banca Unicredit, incollando manifesti inneggianti V per Vendetta.

#occupy Pisa!Via della Pergola è nostra!

Oggi 17 novembre 2011 come studenti medi, universitari, precari e giovani dei quartieri popolari, abbiamo deciso di iniziare direttamente a riprenderci quello che ci è stato tolto.

Abbiamo costruito in assemblee universitarie e di ateneo, in quelle di istituto nelle scuole e dentro i quartieri da dove proveniamo, la giornata di oggi: #occupy Pisa.

La manifestazione, dopo aver sanzionato in differenti forme (attacchinaggi di V per Vendetta, striscioni e fumogeni) banche, scuole private e l'inps, ha voluto oggi iniziare a praticare direttamente il "non pagamento del debito", sottraendo un grandissimo spazio, di proprietà della banca popolare di Lodi, all'abbandono ed alla speculazione.

Il governo tecnico di Monti, è per noi il segno che la caduta di Berlusconi rappresenta una nuova stagione di tagli ed austerità che ci verranno imposte direttamente con manovre e riforme per continuare a tenere in vita il sistema del debito. Per questo abbiamo deciso di concretizzare questo rifiuto dei sacrifici in una riappropriazione immediata di spazi: vogliamo affermare che l'unica possibilità di non pagare più la crisi sta nella conquista collettiva di tutta quella ricchezza che ci stanno togliendo, e nel tentativo di socializzare beni e servizi che le istituzioni finanziarie hanno privatizzato.

Gli edifici di #occupy pisa sono vuoti da molti anni, e rappresentano la volontà collettiva di costruire nuovi percorsi di movimento capaci di rilanciare lotte per una formazione libera dai ricatti della precarietà e per un nuovo weelfare libero dalle grinfie del debito.

#occupy pisa

martedì 15 novembre 2011

Corteo studentesco 17 novembre #occupypisa!

L’assemblea di ateneo del 14 novembre, è per noi un primo momento di confronto collettivo sulla complessa fase politica che stiamo vivendo.

Siamo studenti universitari e giovani immersi nell’università della crisi e nelle logiche del debito e della precarietà. Dopo anni di lotte, ci troviamo oggi nelle nostre facoltà a vivere l’applicazione dei tagli lineari e della riforma Gelmini, con una didattica sempre più dequalificata e una ristrutturazione in senso aziendale e verticistico del mondo della conoscenza. Soprattutto, l’imposizione dell’indebitamento sulle nostre vite di studenti si declina nel diritto allo studio, sfigurato dalla fondazione per il merito che ci obbliga a contrarre prestiti con i soliti istituti bancari per “garantirci il nostro diritto al futuro”.

Vediamo in tutto ciò l’ennesima espropriazione di ricchezze comuni: è questa la cifra delle nostre vite al tempo della crisi, connotate dall’imposizione di ricatti e dal furto del nostro futuro. In questi termini leggiamo l’avvento del governo presieduto da Mario Monti. Vogliamo dire chiaramente che non accettiamo la retorica dei governi tecnici, della necessità e dell’emergenza, dell’applicazione dei dettami della BCE. Non accettiamo di pagare un debito che non abbiamo concorso a creare. Non accettiamo l’attacco devastante al mondo del lavoro portato dall’art. 8 della manovra di ferragosto e dall’estensione generalizzata del metodo Marchionne. Non accettiamo l’espropriazione vergognosa dei beni comuni, così come avviene con il territorio in Val di Susa e più in generale con lo scippo del risultato referendario operato con l’art 4 della manovra di ferragosto.

È questo il punto della nostra analisi: non accettiamo che ventisette milioni di persone siano cancellate in nome degli umori dei mercati. Ci sembra ormai chiara l’insostenibilità della retorica propinataci dal circuito massmediatico, per la quale il bene del mercato coincide con il nostro bene. Non è così, e il nostro quotidiano lo testimonia: non possiamo accettare questo modo di imporre il pagamento del debito. Il rischio di default e la retorica del pareggio di bilancio a tutti i costi non possono essere la giustificazione per annientare i nostri diritti, per ridurre alla povertà le nostre vite: se questo deve essere il nostro futuro, diciamo che non vogliamo pagare questo debito, che è stato creato da soggetti privati e che non può essere scaricato sulle fasce più deboli della collettività.

Questo è il senso che vediamo nella giornata del 17 novembre, questi i motivi per cui saremo in piazza giovedì prossimo. Quest’anno il 17 novembre non rappresenta soltanto la giornata mondiale del diritto allo studio, ma deve essere calata in un orizzonte generale di lotta e di sciopero. Come studenti universitari, ci sentiamo parte integrante di quel 99% che non può tollerare ancora ricatti. Per questo chiediamo a tutte le donne e gli uomini schiacciati dalla crisi, a tutte le forze sociali, politiche e sindacali, di essere in piazza con noi il 17 novembre: costruiamo in questa giornata un primo momento di confronto e organizzazione collettiva, una ripresa di parola reale che parta da tutti e tutte, da luoghi come le facoltà e le piazze che devono tornare ad essere i nostri laboratori. Dire oggi “Occupy Pisa” significa scommettere sulla possibilità di creare nuove relazioni sociali, di iniziare tutti insieme a riprenderci, giorno dopo giorno, il futuro.

martedì 8 novembre 2011

Comunicato dell'assemblea di movimento autoconvocata dell'8 novembre 2011

Questa sera circa 150 studenti e studentesse hanno risposto in massa all'appello di una prima discussione collettiva del movimento universitario. La convocazione aveva come obiettivo quello di connettere le istanze e le rivendicazioni di lotta degli spazi e dei soggetti della formazione - a legge Gelmini approvata - con il livello oggi imprescindibile di critica e mobilitazione contro il pagamento del debito, generato dal sistema della banche, della finanza e di tutti gli schieramenti parlamentari ad esso asserviti.

Emblematico il fatto che l'assemblea di movimento si sia tenuta proprio nella sera della notizia dell'imminente caduta di Berlusconi. Con chiarezza tutti gli interventi hanno ribadito che davanti a qualsiasi cambio di governo che sia all'insegna della continuità con i diktat della Banca Centrale Europea – che ordinano tagli, austerità, impoverimento e volontà di pagamento del debito – la risposta è immediatamente quella della costruzione e dell'organizzazione di momenti di lotta, riappropriazione e visibilità di tutti i soggetti sociali che rifiutano di fare sacrifici, rinunce e di accettare l'impoverimento come unico orizzonte del proprio presente e futuro.


Per questo l'assemblea ha deciso:   
  • di elaborare una propria progettualità di mobilitazione che abbia l'obiettivo principale di costruire un vero e proprio movimento territoriale per rifiutare il pagamento del debito che chi sta in alto ci sta imponendo per poter continuare a lucrare sulle nostre vite, per mantenere ed arricchire i loro profitti. Sulla base di questo chiaro, comune e conflittuale obiettivo, lo sviluppo del movimento degli studenti e delle studentesse, dei precari e delle precarie, e di tutti gli altri soggetti che ne faranno parte, vedrà dotarsi delle pratiche che riterrà collettivamente più efficaci ed incisive per raggiungere l'obiettivo.
  • di esprimere incondizionata solidarietà a Carlo Seppia, ragazzo di Pisa che da più di dieci giorni è stato arrestato perché ha partecipato al corteo di centinaia di migliaia di persone a Roma, resistendo in piazza San Giovanni contro le brutali cariche e caroselli fatti dalle forze di polizia.
  • di portare avanti già dai giorni successivi lo spirito di mobilitazione globale che dal movimento #occupyeverythink, si sta diffondendo in tutto il globo, occupando piazze, luoghi e spazi per contrastare il potere finanziario, economico e politico, affermando la dignità contro il ricatto del sistema del debito e della precarietà. Per questo le assemblee di facoltà a scienze e ingegneria del 9 e del 10 novembre, l'assemblea di ateneo di lunedì 14 ed i successivi appuntamenti assembleari in università saranno partecipati per rilanciare e legare le lotte sul terreno della formazione a quelle contro il pagamento del debito
  • di costruire l'11.11.11, in linea con lo spirito della giornata globale di mobilitazione, un concentramento universitario, per venerdì alle 10 e 30 in piazza Dante, collegandosi anche con la mobilitazione degli studenti delle scuole superiori
  • di assumersi da protagonisti la data del 17 novembre.
  • di concepire un proprio orizzonte politico e una propria forza territoriale che sappia utilizzare gli appuntamenti già fissati, sia localmente, che a livello internazionale, senza per questo essere schiacciato dalla logica dell' “evento”. In questo senso tutti gli appuntamenti già citati, sia assembleari che di piazza, sono da intendersi come occasioni che permettano la nascita e lo sviluppo di un movimento permanente in questa città: #occupy Pisa.

giovedì 3 novembre 2011

Medicina: un punto di vista sull'assemblea

Ieri a medicina c’è stata un assemblea come nella nostra facoltà non se ne vedevano da anni: controversa,dibattuta, arrabbiata, ma soprattutto partecipata, consapevole e capace di essere costruttiva e propositiva.

Un’assemblea nata in un giorno, pubblicizzata solo tramite il passaparola a lezione, via e-mail, su facebook che però è riuscita a portare almeno un centinaio di studenti e studentesse a partecipare, discutere e proporre è un dato importante . Infatti se oggi non siamo rimasti a casa, ma abbiamo deciso di metterci in gioco, spendendoci il nostro tempo e le nostre energie è perché la misura è colma e il caos che si è venuto a determinare sull’iscrizione ai tirocini è la goccia che ha fatto traboccare il vaso : perché ancora una volta viene scaricato sugli studenti il peso di una endemica disorganizzazione della facoltà e quello che doveva essere un miglioramento dal punto di vista dell’accessibilità ai tirocini si è invece trasformato in un gran caos, con forti penalizzazioni per alcuni studenti.

E’ emersa quindi una forte necessità di incontrarsi e confrontarsi , anche e soprattutto per elaborare una strategia comune di risposta all’assurda condizione in cui rischiamo di restare invischiati, con la grande consapevolezza che , dovendoci interfacciare con un apparato burocratico molto rigido e sempre poco disponibile ad accogliere le istanze e i bisogni degli studenti, la peggiore situazione che può determinarsi è lo scatenare una “guerra fra poveri” tra gli studenti. Infatti gli studenti (siano essi stati penalizzati o meno) non hanno alcuna responsabilità di quanto successo ( responsabilità che spetta invece a chi ha posto “scarsa cura” nell’organizzazione e nella strutturazione di questo nuovo sistema di prenotazioni) e anzi hanno la necessità di fare fronte comune per cercare una soluzione che non penalizzi nessuno, ma anzi possa porsi come presupposto per un futuro miglioramento delle nostre condizioni di studio.

Ed è infatti per questo che l’assemblea è stata estremamente propositiva, costruttiva e concreta : perché oltre a chiedere semplicemente l’annullamento e la ripetizione delle prenotazioni , condizione che ristabilirebbe l’equità del processo di prenotazione, sono emerse delle proposte e delle rivendicazioni che puntano a rendere la prenotazione non solo equa ma anche più consapevole ed efficace.

Sono state sollevate delle importanti questioni : dalla richiesta di una maggiore partecipazione( non soltanto formale) degli studenti nei processi decisionali che portano all’organizzazione del nostro corso di laurea, alla richiesta dell’adeguamento dei server ai numeri della nostra facoltà ( dato che allo stato attuale sono ampiamente sottodimensionati), e alla richiesta di un calendario degli esami che non sia solo di massima e che consenta a tutti gli studenti di fare le proprie scelte sulla prenotazione del tirocinio tenendo conto anche degli altri impegni accademici (senza contare il fatto che il calendario degli esami dovrebbe essere comunque garantito per consentire agli studenti, soprattutto se fuorisede, di organizzarsi i tempi di studio e non, così come è garantito nei fatti in tutte le altre facoltà).

La parte meno proficua dell’assemblea forse è stata proprio quella in cui ci siamo confrontati con “la facoltà” ovvero il prof Zucchi che si è dimostrato piuttosto rigido in una posizione “giustificazionista” e restio nel cogliere l’iniquità della situazione che più di una volta ha tentato di sviare il discorso da tutta una serie di questioni ed esigenze che gli venivano fatte presente di volta in volta. Certe volte viene da chiedersi che cosa gli torni in tasca ( e non solo al prof.Zucchi ma a tutta la “governance” della facoltà) nell’ignorare ostinatamente le problematiche che di volta in volta gli studenti pongono.

In ogni caso la situazione dei tirocini rimane una questione aperta : le scadenze ravvicinate e l’ambiguità delle risposte dateci dalla nostra controparte istituzionale ci impongono continuare a seguire la questione con attenzione ed intelligenza se vogliamo effettivamente “cavarne un ragno dal buco” . Certo è che se vogliamo andare oltre la semplice “teoria” dobbiamo anche porci il problema di come dare continuità e forza alle nostre ragioni e rivendicazioni .

Uno studente di medicina

mercoledì 2 novembre 2011

assemblea d'ateneo



ASSEMBLEA D'ATENEO Martedì 8 Novembre ore 21.30 Polo Carmignani

Nell'Università della crisi non permetteremo più di farci rapinare di diritti per pagare un debito pubblico generato dal sistema dei baroni, dei partiti e delle banche. E' arrivato il momento di riprenderci saperi, reddito e beni comuni!

RIFIUTIAMO LA VOSTRA CRISI QUESTO DEBITO NON LO PAGHIAMO!
PARTECIPA
 
ORGANIZZATI
RIBELLATI
studenti contro il debito!

domenica 30 ottobre 2011

Alluvione in lunigiana: il tributo alla speculazione ambientale

Un contributo di una studentessa di La spezia del CUA.
7 morti in provincia di La Spezia, 2 ad Aulla (MS); un migliaio gli sfollati e decine i dispersi; due i ponti crollati (Colombiera e Stadano), frane e fango sulle strade e decine i paesi isolati, senz'acqua, luce, gas e linee telefoniche.

Questo è il bilancio dell'alluvione che ha colpito le terre bagnate dai due bellissimi fiumi, il Magra e il Vara: bellissimi quanto terribili.
Ma se fossi stata madre natura avrei reagito allo stesso modo.
Nell'ultimo decennio infatti il territorio è stato profondamente modificato dall'abuso da parte dell'uomo di cemento e dal disboscamento selvaggio.

Dove prima c'erano campi ora sorgono mostri architettonici lasciati a se stessi, palazzine e centri commerciali.
Dov'erano i boschi ci sono strade, case nuove, parcheggi, ristoranti e hotel di lusso.
Non bisogna sorprendersi se poi, a pioggia finita, onde anomale abbattono gli argini dei fiumi, già precari per le piene degli anni precedenti, e travolgono interi paesi (vedi Aulla) mentre altri restano isolati.
 
Prendiamo ad esempio Mulazzo evacuato per rischio frane: le fondamenta della parte storica hanno retto e reggono perchè su solida roccia, il problema sta altrove.
Il problema sta nella costruzioni nuove, recenti, che hanno ostruito i corsi d'acqua adiacenti le rocce e che sono stati canalizzati artificialmente in "sezioni idrauliche del tutto insufficienti per far transitare le piene in caso di forti piogge".

E questo è solo un esempio di come le logiche dei piani regolatori, approvati nelle varie giunte comunali, provinciali e regionali, che disciplinano l'uso del suolo, tengano in considerazione solo i profitti e gli interessi di speculatori, imprenditori e mafiosi di vario calibro.

giovedì 20 ottobre 2011

Comunicato

IL NOSTRO "BENVENUTO" A NAPOLITANO!
Noi non pagheremo il vostro debito! Abbiamo contestato Napolitano in più di un centinaio di studenti, precari, indignati ed incazzati, che non accettano più sfilate e passerelle che vogliono rimuovere CHI è responsabile della crisi e CHI ci sta facendo pagare sulla nostra pelle questo debito! Con pochissime ore di preparazione, con una città blindata, militarizzata, quella che era stata allestita come kermesse con tanto di bandierine dell'Italia, è stata interrotta dalla sempre più forte voce di tutti quelli che non si fanno più illudere, che sanno che gli obiettivi di trasformazione non si realizzano con letterine, richieste, e legittimazione di una figura che ha già ampiamente dimostrato da quale parte della barricata stare. Se l'anno scorso migliaia di studenti sono andati in corteo a chiedere a Napolitano di non firmare la legge gelmini, oggi - che quella legge è realtà, che il Presidente promuove i diktat della BCE, dopo la costruzione di una guerra Libica che con migliaia di morti vuole bloccare l'avanzata della vera rivoluzione nordafricana - il benvenuto che il movimento gli ha riservato è stato di tutt'altro tenore: non c'è più fiducia nelle istituzioni dell'austerità. Chi anche oggi ha deciso di ripetere formule di rappresentanza politica, dimostrandosi succube dei mass media che volevano dipingere la giornata di oggi come una decina di celebrolesi, si è trovato di fronte un movimento, che invece di chiedere, ha iniziato a pretendere.

CACCIAMOLI VIA TUTTI!


di seguito il volantino distribuito:


NAPOLITANO: NON C'è NIENTE DA INAUGURARE.

... Come studenti e precari ci troviamo a denunciare l'ennesima passeggiata istituzionale all'interno della nostra università. Non solo l'inaugurazione dell'anno accademico è per noi fuoriluogo: una beffa che vorrebbe far dimenticare quanto l'università riformata della Gelmini sia un cumulo di macerie; un'inaugurazione che vuole coprire insofferenza, rabbia e lotte che da anni costruiscono saperi e riappropriazione di bisogni, ostacolati e repressi in primis dalle istituzioni universitarie. Ma domani sarà anche il giorno in cui la “festa” d'apertura dell'università della crisi sarà presieduta da Giorgio Napolitano. Ci basti ricordare il suo ruolo di garante politico ed istituzionale, in complemento al governo Berlusconi, nei confronti dei diktat della Banca Centrale Europea; un Napolitano garante di tagli e finanziarie lacrime e sangue che continuano a distruggere il nostro presente ed il nostro futuro di studenti e precari. Napolitano rappresenta Austerità, orizzonte di accettazione di povertà, rinunce e sacrifici; rappresenta la continuità tra i governi nel far calare il pagamento del debito sulle spalle di tutti i soggetti sociali già colpiti dalla crisi.
E' per questo che diciamo che domani, non ci sarà solo il coro unanime delle diverse istituzioni accademiche e cittadine, ad applaudire il “padre della repubblica”: domani in piazza saremo presenti per riaffermare che non esiste alcuna alternativa possibile senza il rifiuto di pagare un debito che non abbiamo creato e per far capire a Napolitano che nelle nostre università e nelle nostre città non c'è niente da inaugurare.
Studenti indignati


giovedì 13 ottobre 2011

Volantino

Dalle università alla piazza romana. Verso e oltre il 15 ottobre!
 
La crisi economica mondiale è il risultato di anni di politiche finanziarie che hanno portato pochi ad arricchirsi sulle spalle di tanti, quei tanti che oggi sono costretti a sacrificarsi per tentare di uscire da questa situazione.

Governanti e politicanti di tutto il mondo hanno una sola ricetta contro questa crisi: politiche di austerità da scaricare sulle popolazioni che già subiscono gli effetti di un sistema che, imponendo una quotidiana precarietà delle vite, sottrae il presente e cancella il futuro.
 
La sempre maggiore distanza tra chi governa e chi è governato ha l’urgenza di essere colmata dalle lotte. E’ oggi il tempo in cui i movimenti, di tutto il mondo, stanno dando corpo al rifiuto di pagare il debito e alla pratica del diritto all’insolvenza, attaccando banche, agenzie di rating e tutti quei dispositivi che dettano le politiche di austerità.

Le piazze di Londra e di Atene, gli indignati spagnoli, gli studenti cileni, il popolo di New York, le sollevazioni del Maghreb ci parlano di una grande volontà di cambiamento all’insegna della lotta e del conflitto. Lo spazio transnazionale ci mostra popolazioni che non sono più disposte a subire le scelte dei governanti, popolazioni che non accettano più di vivere un’esistenza di sacrifici, che non vogliono pagare il debito e che, con forza, affermano la necessità di un cambiamento radicale del sistema.

La data del 15 ottobre, lanciata dal movimento spagnolo 15M, vedrà le piazze europee riempirsi dell’indignazione verso un’intera casta politica per la quale oggi non c’è più spazio.


“Che se ne vadano tutti a casa!”, è questo ciò che verrà detto e praticato nella piazza romana; non c’è più spazio per le mediazioni e non c’è spazio per le alternative di governo - né di destra né di sinistra - all’interno delle dinamiche istituzionali.
 
Per noi studenti e studentesse, precari in formazione nell’università della crisi, il 15 ottobre può rappresentare una data di inizio per cominciare a riappropriarci del nostro futuro.

L’università della crisi si palesa ogni giorno nella dequalificazione e nella chiusura dei corsi di studio, nelle aule sovraffallate, negli stages e nei tirocini gratuiti, nella casta baronale, nel sistema del 3+2, nella gerarchizzazione dell’accesso al reddito, in un diritto allo studio che diventa – con i prestiti d’onore - sistema del debito e che offre sempre meno risposte alle nostre esigenze.
 
Il 15 ottobre romano vedrà noi studenti insieme ai lavoratori, ai migranti, ai disoccupati, alle famiglie, al popolo della Valsusa e a tanti altri; tutti insieme in una giornata in cui non ci sarà spazio per le rappresentanze, in cui dal basso si alzeranno le istanze di tutti coloro a cui vorrebbero far pagare la crisi ma che non sono più disposti a delegare qualcun altro a decidere sulla propria vita.

Il 15 ottobre dovrà segnare l’apertura di un nuovo spazio in cui dare corpo alle nostre esigenze, un nuovo spazio in cui non sarà più permesso a coloro che vorrebbero governarci, di rinchiudersi nelle stanze dei palazzi e decidere sulle nostre teste; uno spazio in cui, raccogliendo il vento che proviene dall’altra sponda del mediterraneo, i movimenti prendano in mano le redini e percorrano le strade di un reale cambiamento dell’attuale stato di cose.

CONTRO LE POLITICHE DI AUSTERITA’
CONTRO LA PRECARIETA’
CONTRO LA CASTA POLITICA
PER UN 15 OTTOBRE DI LOTTA E DI CONFLITTO

CUA – Collettivo Universitario Autonomo

 
Per partire in pullman per Roma scrivi a pullmanpisa15ottobre@gmail.com indicando nome e numero di telefono

sabato 17 settembre 2011

LA NOSTRA ALTERNATIVA DI GOVERNO È MANDARVI TUTTI A CASA!

Siamo qui oggi a contestare la presenza del Partito Futuro e Libertà nella nostra città. Lo contestiamo non solo perché è il partito di Fini, di Bocchino e di Granata: personaggi che portano il nome di alcune delle sciagure più nefaste che ci siano, dalla legge di deportazione e segregazione razzista contro i migranti, a quelle proibizioniste che intasano le carceri, a quella Gelmini che grazie ai voti favorevoli come quello di Granata è stata approvata dal Parlamento lo scorso novembre, ed all'appoggio di altre amenità del governo Berlusconi.  
Oggi siamo qui soprattutto per ricordare a Voi, fascisti in doppiopetto, ma anche e soprattutto al Partito Democratico ed agli altri partiti, che noi non accetteremo alcun cambio di Governo Berlusconi sotto il principio dell'unità nazionale né di quella della coesione sociale. 
Noi rifiutiamo sia Berlusconi che le vostre alleanze politiche, perché voi rappresentate la continuità del progetto di distruzione sociale che si chiama neoliberismo. 
Noi vi rifiutiamo perché rifiutiamo un paese fatto di lager e di confinamenti, un paese fatto di precarietà e sfruttamento grazie alle vostre leggi bipartisan sul lavoro, un paese fatto di sfratti e di mutui ed affitti impagabili, un paese in cui la formazione è la realtà di precarietà ed indebitamento. 
Noi vi rifiutiamo perché la vostra alternativa è la continuità con queste manovre finanziarie di Berlusconi e Tremonti che, per pagare un Debito a banche e speculatori che Voi avete contratto, ci costringono a sempre più sacrifici, rinunce e povertà, togliendoci ancora quel poco che ci è rimasto. Il vostro cambio di governo, parla di un'affidabilità all'Europa dei padroni e delle banche, che è la garanzia di pagamento del debito. 
E noi vi rifiutiamo perché conosciamo a memoria quello che è la vostra proposta: noi non siamo tutti sulla stessa barca, e voi volete farci andare a fondo perché cosi possiate continuare a galleggiare insieme al sistema del profitto, mantenendo i rapporti di sfruttamento e di povertà esistenti. 
Noi vi rifiutiamo perché Voi rappresentate l'arroganza del Privilegio nei confronti della dignità, perché ci volete imporre Austerità e sacrifici per continuare a poter lucrare ed a rapinare le nostre vite. 
Noi vi rifiutiamo perché Voi puzzate di Marcio: sì marcio, perchè Voi siete scaduti, siete andati a Male, il vostro tempo è finito. 
Noi sappiamo chi siete, ci ricordiamo quello che avete fatto, e sappiamo quello che vorreste fare. 
E noi ve lo impediremo.  
Noi siamo qui per dirvi che l'unica alternativa a questo Governo è la ripresa della dignità dei migranti, dei lavoratori, dei precari e degli studenti nelle proprie mani. E questa Dignità è ostacolata da Voi e dai vostri piani di Pacificazione sociale. 
Il nostro progetto è quello di rifiutare di continuare a pagare un Debito che ci impedisce di vivere, studiare, campare: e voi rappresentate questo impedimento. 
Noi siamo qui oggi per dire a voi ed a tutte le forze politiche istituzionali che non ci facciamo prendere in giro: dalle scuole, dalle università, dai luoghi della precarietà ci stiamo organizzando per costruire il vero cambiamento. 
Ci vediamo il 15 ottobre a Roma. È quello il nostro appuntamento per mandarvi tutti a casa.
NOI IL VOSTRO DEBITO NON LO PAGHIAMO 
 
Appuntamento oggi  ore 18 tutt* in logge dei banchi (comune)
"Futuro e libertà"  fascisti in doppiopetto: NOI NON VI VOGLIAMO!

lunedì 29 agosto 2011

Appello per una assemblea a Bologna verso i meeting transnazionali di Barcellona e Tunisi

Dal 15 al 18 Settembre a Barcellona, dal 29 Settembre al 2 Ottobre a Tunisi, sono in programma due meeting transnazionali. 
Due importantissimi appuntamenti per provare a stringere sempre più reti transnazionali di lotta in un percorso iniziato già qualche anno fa in varie assemblee e momenti di conflitto attorno al Bologna Process, sparsi in tutta Europa e non solo.
 
In questa fine estate, in cui gli effetti della crisi globale iniziata quattro anni fa hanno subito una accelerazione improvvisa, diventa sempre più chiaro che possibilità di salvatori della patria non ce ne possono più essere nello spettro della rappresentanza nazionale: quando la moneta viene stampata a Bruxelles, i fondi monetari hanno sede a New York e la Borsa e' legata agli indici di Londra, Francoforte e Parigi l'unica risposta per iniziare a riappropriarci dei nostri bisogni e desideri e' quella di combattere sullo stesso piano della finanza globale.

lunedì 11 luglio 2011

La Pisa Sicura: giovane pestato e arrestato per una festa

Il clima di tensione e la rabbia poliziesca, coltivati da anni di amministrazione della giunta Filippeschi, hanno trovato uno sfogo vergognoso nel pestaggio e l'arresto da parte dei carabinieri di un giovane dottorando della Scuola Normale al termine di una festa universitaria sabato sera.

Assolutamente non casuale il teatro dell'evento, Piazza dei Cavalieri, al centro dell'ultima ordinanza del sindaco sceriffo, che prevede un presidio fisso delle forze dell'ordine per evitare fenomeni di ubriachezza e schiamazzi nell'unica piazza di Pisa attraversata da una socialità non mercificata, in quanto sprovvista di bar e locali. La piazza aveva già dato chiari segnali di opposizione a questa forma di militarizzazione, con la street parade notturna che aveva allontanato la polizia e con la festa della luminara antagonista, attraversata da migliaia di persone, ma anche con diffusi e quotidiani comportamenti di opposizione nei confronti delle forze dell'ordine.

giovedì 30 giugno 2011

Pisa in direzione No Tav! Report dell’assemblea cittadina

Circa un centinaio di persone hanno partecipato all'assemblea cittadina che si è svolta ieri sera presso l'aula multimediale della Facoltà di Lettere.
Ottima quindi la partecipazione, visto anche il brevissimo tempo in cui era stata convocata l'assemblea, nata dopo i fatti di lunedì mattina, quando migliaia di uomini delle forze dell'ordine hanno sferrato un potente attacco al popolo della Valsusa che da circa quaranta giorni presidiava l'area della Maddalena per impedire l'inizio dei lavori del Tav.

Un'assemblea nata in primo luogo dall'esigenza di cercare di bucare quella cappa mediatica che da diversi mesi sta opprimendo le ragioni e la mobilitazione delle migliaia di valsusini impegnati nella lotta contro la costruzione del Tav, in secondo luogo anche per cercare di organizzare ancora una volta una solidarietà attiva, nello specifico per contribuire concretamente al corteo nazionale che si svolgerà domenica 3 luglio in Valsusa.
L'incontro si è aperto con il racconto di chi il 27 giugno ha avuto la possibilità di essere presente al fianco del popolo della Valle in questa ennesima giornata di lotta. L'attenzione si è poi spostata su quanto avvenuto nel resto della penisola in segno di solidarietà e dunque anche sul presidio e l'occupazione dei binari che si sono dati a Pisa.

In seguito l'assemblea si è messa in contatto telefonico con un compagno del "Comitato di lotta popolare no tav", che ha ben spiegato l'attuale situazione in Valle lanciando il corteo nazionale di domenica.
Subito dopo è stata la volta di Monica del Movimento per l'Acqua pubblica, che ha inquadrato la situazione generale dopo la vittoria referendaria, sottolineando gli elementi di vicinanza e somiglianza tra la lotta No Tav e quella per l'acqua pubblica. 


Molti altri interventi si sono susseguiti fino alla conclusione dell'assemblea che ha rilanciato ancora una volta il corteo nazionale del 3 luglio e i dati organizzativi per spostarsi da Pisa alla Valsusa e portare la propria solidarietà attiva alla lotta No Tav.

Pisa in direzione No Tav!Tutti e tutte in Valsusa!


Dalla Valle che Resiste e non si arrende

Appello per la manifestazione nazionale Notav domenica 3 luglio

Il coordinamento dei comitati No TAV riunito a Bussoleno il 29 Giugno indice per domenica 3 luglio dalle ore 9 una manifestazione di carattere nazionale in seguito allo sgombero del presidio della Maddalena.
La manifestazione avrà carattere popolare con l'obbiettivo di assediare le zone di accesso alla Maddalena occupate illegittimamente dalle forze di polizia e dalle ditte incaricate di costruire un immenso campo militare, e non un cantiere, distruggendo il territorio senza alcuna considerazione per l'ambiente, la storia e la civiltà della nostra Valle.
Saremo un popolo in movimento, pacifico e determinato per difendere i beni comuni, la nostra terra e il futuro di tutti e tutte.
Non siamo mai stati un movimento Nimby.
La solidarietà di questi giorni ci dice che combattiamo una lotta che riguarda tutti.
Per questo invitiamo, quanti hanno a cuore la democrazia del nostro paese, chi ancora ha coraggio d'indignarsi, a partecipare all'assedio.
(Attraverso i siti internet e un numero telefonico dedicato faremo circolare le informazioni necessarie per raggiungere la manifestazione).

No TAV! No mafia! No alla militarizzazione!
Si al rispetto della Valle!
Si alla volontà di riscatto di tutta l'Italia!
Il coordinamento dei comitati delle Valli No Tav
Bussoleno 29 giugno 2011

sabato 18 giugno 2011

Contro la militarizzazione della città, riprendiamoci le piazze

 Nella serata del 16 giugno, alla vigilia del giorno di San Ranieri, santo patrono della città di Pisa, come ogni anno si è svolta la luminara, storica ricorrenza in cui l'intera città viene decorata con lumi appesi alle finestre. Come da tradizione il Comune non ha badato a spese per allestire una degna autocelebrazione della città-vetrina che sta progettando e costruendo giorno dopo giorno; a maggior ragione per questa edizione lo sfarzo doveva essere all'apice, vista la presenza di una delegazione dell'Unesco che dovrebbe valutare se inserire questa festa tra i patrimoni dell'umanità. 
La luminara è però diventata, anno dopo anno, anche la ricorrenza in cui gli antagonisti, approfittando dell'enorme presenza di persone nelle strade, mettono in evidenza alcune delle contraddizioni più grosse della città. Fino a due anni fa la “luminara dei diritti” si svolgeva occupando l'enorme palazzo sfitto dell'Ex-Enel, proprio a ridosso del lungarno, l'anno scorso si è tenuta in Largo Ciro Menotti, piazza dove era stata da poco sgomberata la tendopoli delle famiglie di via Marsala; quest'anno invece il teatro delle rivendicazioni è stata Piazza dei Cavalieri.

giovedì 16 giugno 2011

Zap Festival, il festival della cultura antagonista a Pisa

zapfestival.blogspot.com

Dopo il successo dell'anno scorso sarà riproposto anche nel 2011 il festival organizzato da Zona Autonoma Pisana. In questa sigla si riuniscono e coordinano una serie di realtà nate e cresciute nella lunga tradizione di antagonismo sociale della città toscana, come ilCollettivo Autonomo Studenti Pisani e il Collettivo Universitario Autonomo, attivi nelle lotte del mondo della formazione e tra i protagonisti delle mobilitazioni dello scorso autunno, e il Progetto Prendocasa, che da più di tre anni porta avanti battaglie in difesa del diritto alla casa.

Per l'edizione 2010 era stato scelto di occupare il Bastione San Gallo, uno spazio pubblico abbandonato e lasciato al degrado dall'amministrazione comunale; quest'anno invece il festival si svolgerà presso lo Spazio Antagonista Newroz, in Via Garibaldi. Per questa edizione quindi verranno dati protagonismo ed importanza al centro sociale presente in città da più di dodici anni e sede naturale delle esperienze di Zona Autonoma Pisana; uno spazio in cui negli anni, a forti momenti di lotta, si è affiancato uno spiccato interesse verso esperienze musicali e culturali, indipendenti e alternative.

La tre giorni di festival (da venerdì 24 a domenica 26 giugno), sarà riempita da dibattiti, concerti, dj set, cineforum, mostre e momenti di socialità.

domenica 12 giugno 2011

Venite in Val Susa

Da tre settimane resiste e persiste il presidio permanente del territorio della Maddalena a Chiomonte. In seguito ai proclami del ministro Maroni e alle provocazioni dei vertici piemontesi del PD abbiamo validi motivi per pensare che dall’inizio della prossima settimana possa verificarsi il tentativo di sgombero del presidio finalizzato all’ installazione del cantiere.

A questo proposito rinnoviamo l'invito a venirci a trovare, non soltanto per aiutarci a difendere la terra e il futuro di tutti dai blitz invocati a gran voce da maggioranza e minoranza in parlamento e a Torino, ma anche per condividere con noi tutto il resto.

Fino ad oggi, tra un allarme e l'altro, abbiamo continuato con ciò che abbiamo sempre fatto: confrontarci con chi ci viene a trovare, organizzare conferenze, concerti, assemblee, spettacoli teatrali, visite guidate a siti archeologici nei luoghi interessati dal progetto TAV.... Così come non rinunciamo alle nostre cene condivise e alla convivialità.

La val di Susa è incorreggibile, a volte perfino incosciente: ma forse anche per questo la resistenza notav è vista come una sorta di bene comune da difendere, una ricchezza anche per molti che non vivono in valle. Beh, venite. Se vi fermate a dormire non dimenticate tenda e sacco a pelo...

per la cucina ci pensa la Val di Susa!

L’ASSEMBLEA DELLA LIBERA REPUBBLICA DELLA MADDALENA NO TAV

Chiomonte 11 giugno 2011


venerdì 20 maggio 2011

NO ALLA GUERRA! NO ALLE SUE CELEBRAZIONI!

Fuori la guerra dall’università
 
Lunedì 23 maggio, presso la Scuola Superiore S.Anna, si terrà una conferenza dal titolo "Italia e Afghanistan: dieci anni di impegno politico e militare 2001-2011", organizzata dall’Associazione Allievi della Scuola.  
 
Da decenni l’Italia è impegnata in diverse guerre internazionali: l’Iraq, l’Afghanistan, la recente Libia…conflitti accompagnati da una costante propaganda che li descrive come “impegni umanitari” per esportare la “democrazia”. Ma la realtà dei fatti ci parla di tutt’altro, ci parla di stati imperialisti impegnati in guerre neocoloniali che politici, media mainstream, alte cariche dello stato, quotidianamente combattono e celebrano.

La scuola S.Anna, che da sempre mostra un fervente sostegno a queste guerre, un sostegno che diviene spesso attivo, come per le note collaborazioni con Israele, si prepara a celebrare il conflitto Afghano, invitando giornalisti e protagonisti politici e militari di questa guerra decennale. 

sabato 14 maggio 2011

Stay tuned, fight bologna process!

Pisa - Ieri mattina, come da giorni annunciato, cinquanta studenti hanno fatto irruzione al convegno di celebrazione del processo di Bologna nell'aula magna di scienze.
Entrati nel convegno gli studenti hanno attaccato uno striscione con la scritta "processo di Bologna = precarietà. QUE SE VAYAN TODOS". Gli studenti hanno, in seguito, distribuito un volantino ai presenti, e fatto un intervento al megafono proprio durante il discorso di Katherine Ann Isaacs, docente di storia dell'università di Pisa e membro della "task force" del ministero dell'università e della ricerca per l'internazionalizzazione, che ha promosso la realizzazione del processo di Bologna per la riforma del sistema universitario nella repubblica lettone. Proprio questa docente, pochi giorni prima aveva cercato di convincere gli studenti e le studentesse della bontà del processo di Bologna e che quello che era contestato non era in sé il progetto, quanto la sua applicazione. Da parte studentesca è stata chiara la risposta: non solo il convegno era organizzato dagli esperti insieme ai diretti responsabili dell'applicazione e della dismissione dell'università (Crui e Miur), ma quello che sancisce la realtà del fallimento del processo di Bologna, non è tanto la relazione della Corte dei conti, e le lamentele tecnocrate sull'inefficienza italiana all'applicazione dei dettami europei! Anzi, il progetto di costruzione della società della conoscenza è il progetto di mercificazione del sapere, di precarizzazione della formazione e del suo adeguamento alla globalizzazione! Quello che sta mettendo in crisi questo piano, sono invece proprio le resistenze dei precari e degli studenti a farsi ulteriormente espropriare delle proprie risorse, per metterle invece a disposizione contro questo sistema di ricatto e competizione, per le lotte e la trasformazione della propria vita in dignità e cooperazione! Resistenze e lotte trasnazionali, che, dall'Italia al Canada, passando per il maghreb, rivendicano autonomia e indipendenza dalle leggi e dalle istituzioni, accademiche e non, creando nuovi spazi trasnazionali di trasformazione.

mercoledì 11 maggio 2011

Occupata l'aula master della facoltà di lettere

Pisa - Dopo il blocco della commissione statuto di ieri pomeriggio, gli studenti e le studentesse dell'università, questa mattina, hanno occupato l'aula master della facoltà di Lettere. Con questa azione di riappropriazione gli studenti rilanciano verso la contestazione al seminario sul Bologna Process che si terrà venerdì prossimo.
 

Di seguito il comunicato dell'occupazione: 

RIPRENDIAMOCI CIO' CHE CI SPETTA!
OCCUPATA L'AULA MASTER A LETTERE!
CONTESTIAMO IL CONVEGNO SUL PROCESSO DI BOLOGNA!

Come studenti e studentesse questa mattina abbiamo occupato l'Aula 12 di Palazzo Ricci: un'aula dedicata alle attività dei master e dunque sottoutilizzata.
L'occupazione di oggi si inserisce nel percorso di costruzione della contestazione al seminario sul Bologna Process che ci sarà venerdì 13 nella facoltà di Scienze dell'università di Pisa. Un convegno dal titolo "mettere l'apprendimento al centro del sistema", organizzato dal MIUR, CRUI, dall'Università di Pisa e da altri soggetti paraistituzionali, nell'ambito di una campagna di informazione per il processo di Bologna.

martedì 10 maggio 2011

Bloccata la Commissione Statuto. No al Bologna Process!

Pisa - Questo pomeriggio decine e decine di studenti e studentesse hanno fatto irruzione dentro Palazzo alla Giornata, sede del rettorato, dove si stavano svolgendo i lavori della commissione statuto. La riunione in corso è stata quindi bloccata dai manifestanti, che sono intervenuti ribadendo ancora una volta l'opposizione alla legge Gelmini e alla sua applicazione.
La riforma Gelmini e le sue emanazioni sono l'ultimo tassello di quanto previsto dal Bologna Process che, insieme alla Strategia di Lisbona, sta portando alla dismissione dell'università pubblica, nel tentativo di creare un sistema della formazione in grado di produrre forza-lavoro intellettuale sempre più precarizzata e disciplinata.
Venerdì prossimo si terrà, presso la facoltà di Scienze dell'Università di Pisa, un convegno dal titolo "mettere l'apprendimento al centro del sistema", organizzato dall'ateneo toscano, dal Miur, dalla Crui e da altri soggetti paraistituzionali, nell'ambito di una campagna di informazione sul processo di Bologna.

CONTRO IL CONVEGNO SUL PROCESSO DI BOLOGNA

Mai più sulle nostre teste!  
Contestiamo il convegno sul processo di Bologna!

Venerdì 13 maggio è annunciato da giorni il convegno “mettere l’apprendimento al centro del sistema”, organizzato dal MIUR, CRUI, dall’Università di Pisa e da altri soggetti paraistituzionali, nell’ambito di una campagna di informazione per il processo di Bologna.
 
Come studenti e studentesse, precari e precarie di quest’università, annunciamo che questa vetrina non sarà permessa.

venerdì 6 maggio 2011

Pisa: in mille allo sciopero sociale contro la concertazione!

E' cominciata presto la giornata di lotta a Pisa: gli universitari, che ieri avevano occupato diverse facoltà, hanno picchettato gli ingressi di molti edifici dell'ateneo, impedendo di fatto lo svolgimento dell'attività didattica. Picchetti anche davanti alle scuole superiori, centinaia di studenti medi hanno raggiunto piazza Garibaldi, luogo del concentramento lanciato dall'assemblea di ateneo di lunedì scorso, nella quale si era deciso di muoversi autonomamente dalla Cgil.

In una città in cui la Cgil è più parte integrante dei dispositivi di governo del centro-sinistra più che di organizzazione di lotta sindacale, la stessa convocazione autonoma lanciata dal movimento studentesco ha dato fastidio al segretario provinciale ed agli organismi dirigenti della Cgil! Segno dell'incompatibilità annunciata e praticata dal movimento, che ha saggiamente deciso di interpretare questa data come mobilitazione contro la concertazione al ribasso, ed in antagonismo alle misure del nuovo patto sociale cui i sindacati confederali vogliono prestarsi! Corteo autonomo e sciopero generale quindi, per ribadire quali sono le parti contro cui riaccumulare forza e riaprire e potenziare le lotte e i conflitti!

giovedì 5 maggio 2011

Pisa verso il 6 maggio: occupate le facoltà!

Continua la preparazione dello sciopero del 6 maggio all'insegna della lotta e del conflitto.

Lo avevano detto: "il 6 maggio non sarà soltanto una giornata di testimonianza: non ci lasceremo scippare lo sciopero generale dalle operazioni di concertazione e pacificazione che la segreteria cgil ha l'obiettivo di raggiungere dal dopo-6 maggio".
E, infatti, dall'assemblea di ateneo di lunedì scorso gli appuntamenti del movimento si sono moltiplicati.

Il Polo Carmignani è occupato da lunedì notte, e questa mattina si sono tenute le prime assemblee di facoltà. Momenti partecipati da una composizione studentesca che, nonostante il periodo di esami e il clima politico non proprio effervescente, dimostra quanto il movimento dell'autunno all'insegna del conflitto abbia sedimentato un vasto corpo studentesco pronto e reattivo a mettere in piedi blocchi e organizzare contrapposizione e mobilitazione. A Lettere, Scienze e Giurisprudenza centinaia di studenti e studentesse hanno occupato le facoltà da stamani; Lingue è in assemblea permanente occupando un'aula da autogestire. In serata si terranno le assemblee ad Economia, Ingegneria e Scienze Politiche.

martedì 3 maggio 2011

Verso e oltre il 6 maggio…Occupato il Polo Carmignani

Pisa - Si è svolta ieri sera, presso il Polo Carmignani, una partecipata assemblea di ateneo in cui si è discusso dell'appuntamento convocato dalla Cgil per il 6 maggio. Gli studenti e i precari del mondo della formazione hanno ben chiaro quanto questo appuntamento debba essere allargato dalla dinamica sindacale con i contenuti e le pratiche che sono emerse dall'autunno di lotta. I luoghi in cui gli studenti vivono la precarietà impongono di generalizzare lo sciopero e di socializzare le pratiche di opposizione; oggi più che mai scioperare significa contrastare il governo, ma anche schierarsi contro ogni forma di pacificazione sociale.

sabato 30 aprile 2011

'Fuck Austerity!Costruiamo Lo Spezzone Sociale Dello Sciopero Generale! (Pisa)'

1 MAGGIO Pranzo Popolare LA RESISTENZA E' IN FESTA h 13
S.A. NEWROZ via Garibaldi, 72

2 MAGGIO Assemblea degli studenti medi pisani h 15
Complesso Marchesi (buonarroti)

Assemblea studentesca e di movimento h 21
Polo Carmignani

4 MAGGIO iniziativa LOTTE CONTRO IL NUOVO PATTO SOCIALE h 21
S.A. NEWROZ via Garibaldi, 72

6 MAGGIO SCIOPERO GENERALE!

giovedì 28 aprile 2011

2 MAGGIO: ASSEMBLEA D'ATENEO, VERSO E OLTRE LO SCIOPERO GENERALE!

E' sempre più imminente la data del 6 Maggio, giornata dello sciopero generale in tutta Italia. Giornata che noi universitari, lavoratori, futuri precari abbiamo preteso per un autunno intero, praticando quel conflitto sociale di massa dalle nostre facoltà alle piazze,alle stazioni, aereoporti, autostrade, passando per i monumeti. 
Forti di questo movimento dobbiamo avere la capacità di potenziare e costruire un 6 maggio e un oltre 6 maggio attraverso il nostro rifiuto.

CONTRO il modello Gelmini-Marchionne
 
CONTRO il sistema università-fabbrica
CONTRO il debito che tentano di imporci per pagare la LORO CRISI.
RIPRENDIAMOCI I NOSTRI DIRITTI, RIPRENDIAMOCI TUTTO  
al grido QUE SE VAYAN TODOS.

venerdì 15 aprile 2011

In piazza con Vik e la Palestina nel cuore

Presidi ed appuntamenti di piazza erano stati lanciati già nel pomeriggio di ieri, per pretendere la liberazione di Vik, Vittorio Arrigoni. Il tempo è stato fatto correre più veloce dai barbari assassini del nostro compagno, stanotte siamo andati a dormire o stamani ci siamo tutt* svegliati con l'orrenda notizia. Nonostante ciò in tutte le città le realtà che avevano indetto le mobilitazioni hanno trasversalmente ed uninamente deciso di mantenere i presidi, e così è stato a Roma Milano Genova Torino Napoli e molte altre città. e' stato il pomeriggio della rabbia e del dolore, con Vik nel cuore, al fianco del popolo palestinese.

Per Vittorio, un compagno come pochi

Alla fine Vittorio non ce l'ha fatta. Il suo corpo è stato trovato privo di vita ieri notte dalle forze di sicurezza di Hamas, soffocato dai suoi rapitori. Si è avverato purtroppo quello che tutt* scongiuravamo e ritenevamo totalmente privo di senso, umanamente e politicamente. Questo assassinio è un atto contro il popolo palestinese e un favore insperato per il suo nemico dichiarato, lo stato di Israele, oggi facilitato nel mostrare al mondo il presunto fanatismo dei palestinesi di Gaza. La cosa insopportabile è che oggi sentiremo parole dolci di circostanza e lacrime di coccodrillo versate da uomini che Vittorio lo detestavano. Ciò che fa più male, è il suo essere diventato martire per mano palestinese. Chi ha conosciuto Vittorio in questi anni sa quanto era "preparato" (se lo si può essere) alla morte. Ci conviveva quotidianamente, visitando e aiutando le vittime dei tanti raid israeliani, sentendo fischiare a pochi centimetri del proprio corpo i proiettili israeliani che i cecchini di Tsahal sparavano per divertirsi ai contadini e pastori che Vittorio e altri scudi umani internazionali accompagnavano nelle loro uscite. 

martedì 12 aprile 2011

SCIOPERO!


Dalle piazze gremite, dalle strade invase, dalla cime dei monumenti, dalle stazioni, dagli aereoporti, dalle autostrade bloccate, dalle scuole e dalle facoltà occupate, la generazione precaria ha preteso per mesi la convocazione dello sciopero generale!  

Il 14 Dicembre a Roma si è rivelato uno sciopero generale autoconvocato, una giornata in cui la piazza sfiduciava dal basso l'intera classe politica, praticando quelle parole d'ordine che avevano accompagnato la mobilitazione: que se vayan todos!

Nonostante tutti i limiti, il 6 Maggio rimane una data che il movimento dovrà avere la capacità di potenziare, autodeterminando le date e gli appuntamenti di avvicinamento, per caratterizzare quella giornata nei termini del conflitto sociale di massa.

Contrastare il modello Gelmini – Marchionne ovunque esso si propone, come ricatto sociale sulle vite di tutte e tutti; di noi studenti, precari e lavoratori.  

Sciopero sociale e sciopero generale significa quindi individuare e combattere le operazioni di furto e rapina che gli speculatori fanno sulle nostre vite! Significa comprendere che declassamento e precarietà sono condizioni comuni delle esistenze di tutta la composizione sociale del mondo del lavoro! Per questo la risposta deve essere generale!  

Rompere la normalità accademica di assuefazione alla crisi e all'austerità, fatta di corsi di studio precari, in aule precarie, con didattica precaria! Rompere quella normalità fatta di sacrifici e autosfruttamento per salvaguardarsi dai tagli al diritto allo studio! Rompere quella normalità di lavori al nero, sottopagati, mascherati da stage e tirocini che reggono interi comparti della produzione di saperi e di servizi nella Pisa città – campus.