CE N'EST QU'UN DEBUT... CONTINUONS LE COMBAT!

lunedì 2 maggio 2016

#InternetDay: cos’è l’innovazione nell’era Renzi

Il 29 aprile circa 1500 persone sono scese in piazza contro il governo Renzi a Pisa: studenti medi ed universitari, lavoratori, precari della ricerca, disoccupati, truffati dal Salva Banche, abitanti dei quartieri popolari e famiglie in emergenza abitativa.  Una manifestazione costruita con la partecipazione di una fetta di società complessa, accomunata dalla rabbia contro il governo e le sue misure: tre generazioni a lanciare pomodori, a resistere alle cariche della polizia e a tornare sotto per riuscire ad oltrepassare il blocco a difesa degli spettacolini dei padroni.  Renzi è riuscito a dire solo: “incomprensibile”, gli antagonisti contestano internet. Cosa vorrà mai dire contestare internet? La pochezza di queste affermazioni rispecchiano la difficoltà del governo quando viene messo davanti alla realtà molteplice di chi lo contesta perché ha altre idee, altre pratiche con cui vuole vivere la propria vita.

 Ieri, il primo maggio, Giannini e Renzi annunciano “come un anno fa s’inaugurava Expo quest’anno investiremo miliardi per la cultura e la ricerca”. Dichiarazioni che vanno lette pensando a cosa accade invece nella realtà. Expo è stata una mangiatoia per la politica e gli affaristi, un complesso espositivo lasciato incompiuto, una prova di schiavismo per migliaia di giovani che hanno lavorato gratis. Un bel progetto d’innovazione.

mercoledì 27 aprile 2016

Renzi, Giannini e Inguscio a Pisa? Scendiamo in piazza



Renzi, Giannini ed Inguscio saranno a Pisa il 29 aprile per festeggiare i trent’anni di compleanno di in internet in Italia. Portavoce dell’innovazione, così si definiscono.

All’università d’innovazione se n’è vista poca, a dir la verità. Quello di cui tanto parlano non lo è di certo.

Non è innovazione la riforma dell’Isee che ha escluso solo in Toscana migliaia di studenti dal diritto allo studio e a Pisa ha provocato l’aumento della tassazione universitaria al 65% degli studenti.

mercoledì 30 marzo 2016

La Primavera fredda delle Università




Lunedì 21 la Conferenza dei Rettori (CRUI), ha convocato, da Milano a Palermo, una giornata di dibattito e discussione attorno sul futuro del sistema universitaro sotto il brand comune di Primavera dell'università. Tema unificante è stato la denuncia dello stato di strutturale sottofinanziamento del sistema ribadendo come invece questo rappresenti una risorsa strategica: “La conoscenza libera il futuro del paese”, recitava lo slogan della CRUI.
Cosa ha rappresentato questo passaggio?


L'antefatto: il sabotaggio della VQR

Innanzitutto va evidenziato un dato rimosso: l'iniziativa della CRUI sorge come risposta politica al terremoto interno all'istituzione accademica e al suo rapporto con il Ministero prodotto dalla protesta del corpo docente sulla Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR). Ricostruiamo i fatti. In grossi numeri gli accademici, dai ricercatori agli ordinari, hanno promosso l'astensione dai meccanismi triennali di valutazione sulla base dei quale la parte premiale del fondo di finanziamento ordinario viene ripartito tra gli atenei e i dipartimenti meritevoli. Quest'anno sarebbe stato preso in esame il triennio 2011-2014 con il “caricamento”, da parte dei docenti, su software appositi dei due “prodotti” migliori di ricerca che, calcolati su discutibili indicatori bibliometrici e di peer-review, avrebbero definito la media della qualità della produzione di ogni dipartimento, poi dell'ateneo, classificando infine questo nella caccia alle risorse. Una corsa al massacro certificata dall'ANVUR, l'agenzia di valutazione della ricerca del Ministero.

giovedì 17 marzo 2016

Report assemblea #StopVqr

Ieri all'assemblea studenti-professori sul sabotaggio della VQR abbiamo visto affacciarsi, prender parola, infervorarsi tanti docenti, tutti protagonisti di una protesta che ha smosso pezzi importanti dell'università... mettendola in discussione. Un fatto che, se la memoria non tradisce, non succedeva da anni. Abbiamo visto voglia di discutere, forse di ridiscutersi.
Matura un'insopportabilità... anche in altri, non solo in noi studenti che, in troppi magari siamo stati costretti ad abbandonare in silenzio l'idea di lottare da dentro, lasciandola in questi anni, questa università ('ma chi me lo fa fare? Ma a che serve?'). Abbiamo sentito parole oneste: “una protesta si è chiusa, si apre un'altra fase che immagina nuove forme”; “il sabotaggio della valutazione voleva trasfigurare l'immagine di università auspicata dal MIUR per creare un problema”. C'era incazzatura. Non rassegnazione. Ed è bastato urtare qualcuno che stava sopra di noi... sfiduciandolo.
La sfiducia nei meccanismi di un sistema rispetto al quale ci si sente traditi crediamo sia già una buona condizione di possibilità per immaginarne un altro di sistema.

domenica 13 marzo 2016

Una lettera aperta ai docenti di UniPi su VQR e il destino di questa università

Riportiamo di seguito il testo di una lettera aperta, inoltrata anche nelle caselle di posta dei docenti del nostro ateneo, in riferimento al caso VQR. Le procedure di valutazione della ricerca, sulla base delle quali vengono ripartiti alcuni fondi ministeriali, è stata boicottata da oltre 200 professori dell’Ateneo pisano. La protesta cresce in tutta Italia motivata dall’esigenza di ridiscutere la condanna del sistema a cui anni di riforme e tagli stanno condannando l’università italiana. In risposta alla protesta il Rettore ha deciso di bloccare i fondi interni e il piano di investimenti di UniPi. Questi fatti crediamo riguardino interamente anche tutti gli studenti. Per questo crediamo occorra un dibattito pubblico, aperto e condiviso. Abbiamo pertanto voluto promuovere uno spazio di discussione aperto per mercoledì 16 alle ore 18 a Palazzo Ricci.


Gentili Prof. e Prof.sse,  
scriviamo questa lettera per invitarvi all’assemblea che si terrà il 16 marzo alle 18 in aula multimediale a palazzo Ricci. In questa settimana siamo andati in diverse lezioni per cercare un dialogo pubblico sul tema delle VQR con voi e gli studenti che seguono il vostro corso.   Da diversi mesi seguiamo la vicenda sui giornali ed i mezzi di informazione. Questo ci ha dato lo spunto per dire come ciò si ripercuote sul nostro percorso formativo e su come percepiamo l’università e la ricerca oggi.

lunedì 22 febbraio 2016

Quello che il Ministro e la ricercatrice hanno Cancellato

Una ricercatrice italiana, Roberta d'Alessandro, ordinaria di linguistica in Olanda, sbotta qualche giorno fa contro la Ministra Giannini che si complimentava per i successi della ricerca italiana. La D'Alessandro, vincitrice di un fondo di ricerca europeo (ERC), puntualizza: qui si parla di ricerca di italiani, non italiana; ricerca di italiani fatta all'estero perché in Italia le porte ci sono chiuse e la Ministra ne è corresponsabile. Scoppia la polemica. Arriva la trasmissione Piazza Pulita. Si accoda anche il giornalista Cancellato, direttore del giornale on-line Linkiesta, che punta il dito contro la ricercatrice: “cara Roberta, se la ricerca in Italia fa schifo la colpa è anche un po' tua, perché hai preferito la fuga alla lotta”. A chiudere il cerchio un risentito Renzi borbotta: "Se volete andare all'estero fatelo. Se pensate che sia meglio, fatelo. Ma noi faremo dei nostri istituti i luoghi al top del livello mondiale, faremo dell'Italia un centro capace di attrarre ricercatori italiani e di tutto il mondo". La mission Italia è affare per veri duri, inadatta alla codardia dei 'cervelli in fuga'.

Un punto di vista interno ai movimenti, ben esemplificato nel contributo di Exploit Pisa, protesta: “di lotte contro lo sfacelo dell'università e contro la precarietà ce ne sono state parecchie negli ultimi anni”. Ma... stiamo parlando esattamente della stessa cosa? Nella querelle d'Alessandro - Giannini parliamo delle macerie dell'università o ci stiamo confrontando con il piano della sua ristrutturazione, con alcuni suoi tratti di modernità capitalistica? I fatti al centro della polemica parlano dell'integrazione negli standard europei di promozione della ricerca e di promozione del ricercatore attraverso la ricerca.
Si parla di università, formazione e ricerca. Ma c'è tanto di rimosso in questa vicenda.