CE N'EST QU'UN DEBUT... CONTINUONS LE COMBAT!
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martedì 25 agosto 2015

Roma si barrica!

All'alba di questa mattina digos, carabinieri e polizia hanno bloccato via Musa per sgomberare lo studentato occupato Degage. Dal 2013 la palazzina sottratta all'abbandono era una casa per decine di studenti e precari ed inoltre un luogo di iniziative e progetti che coinvolgono centinaia di giovani. 
Occupato durante uno Tzunami Tour, lo studentato è stato una risposta ai bisogni concreti di moltissimi studenti esclusi e strozzati dai costi della formazione. 
Per questo motivo, un vigliacco sgombero estivo, non fermerà la voglia di dignità di studenti e studentesse attivi nei movimenti sociali ed universitari, Roma si barrica non è solo uno slogan. Questo pomeriggio alle 17 è stata lanciata un'assemblea al 3 Serrande, alla Sapienza.
Da Pisa la più totale solidarietà e complicità ai compagni e alle compagne del progetto Degage, ci vedremo nelle piazze, nelle università e nelle scuole. 
Roma si barrica! 

Collettivo Universitario Autonomo Pisa   

martedì 14 ottobre 2014

Apriamo i cancelli di Santa Croce in Fossabanda


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Stamattina dopo un'ora di presidio davanti a fossabanda il Comune decide di integrare l'ordine del giorno della giunta di oggi. Alle tre saremo in presidio davanti al comune. Mettiamoli alle strette. Non avete più scuse, fossabanda agli studenti verso il 16ottobre.

Stamattina ci sarebbe dovuta essere l'ennesima CUT per indicare il risultato della trattativa sull'ex convento di Santa Croce in Fossabanda. Il Comune di Pisa, come prevedibile e già dimostrato varie volte, non ha nessun interesse a cedere la struttura a prezzo concordato al DSU. Le rappresentanze studentesche hanno più volte cercato di impostare un discorso con le istituzioni competenti, sperando in questo modo di strappare un accordo. Questa strada si è dimostrata fallimentare. Le mobilitazioni hanno riaperto l'ex convento e solo con le mobilitazioni si riuscirà a farlo assegnare agli studenti in emergenza abitativa, da ora in avanti questo, e tutti gli stabili pubblici vuoti, saranno oggetto della riappropriazione dei bisogni negati agli studenti in emergenza abitativa.

sabato 23 agosto 2014

Unipi in liquidazione totale. E poi spunta la foresteria per soli professori...


Un articolo a quattro colonne sul Tirreno di ieri traccia un bilancio in itinere del mandato Augello alla guida dell'ateneo pisano: mettere in vendita il patrimonio pubblico di UniPi per salvare la baracca. Sì, perché la stretta finanziaria post riforma ha obbligato le politiche degli atenei orientarsi nel verso di una ragioneria che abbia come priorità il galleggiamento di una macchina che necessita di risorse finanziarie per funzionare. Ma questo è il già noto e se lo considerassimo come una condizione oggettiva parleremmo delle “ragionevoli soluzioni” della governance d'ateneo come quella, appunto, di vendere per sopravvivere o per recuperare risorse da reinvestire. Il punto è però che questa non è una condizione oggettiva ma determinata da interessi diversi e in conflitto tra loro. Presentarla così significa mascherare lo scontro in atto a tutto vantaggio di una semplificazione che vorrebbe riconciliarci con chi ci priva di possibilità e risorse che ci permettano di vivere quest'università per i nostri fini.

venerdì 8 agosto 2014

Unipi sgombera studentato occupato autogestito Spot

Alle 7.30 di questa mattina due camionette di polizia e diverse volanti della digos si sono presentate al numero di via della Faggiola 2 per eseguire l'ordinanza di sequestro di Palazzo Feroci, uno stabile dell'Università di Pisa da anni tenuto vuoto e da un anno e mezzo occupato per dare casa a decine di studenti in lotta contro il caro affitti in città. Esattamente come per il Lucernario della Sapienza, lo sgombero dello studentato Spot, fortemente voluto dal Rettore Augello, arriva vigliaccamente in pieno agosto, in una città deserta e svuotata dei suoi ventimila studenti fuori sede. Spot ha rappresentato un'alternativa concreta di lotta all'emergenza abitativa davanti alla passiva complicità delle istituzioni con lo stato di cose presenti. Troppi stabili pubblici che potrebbero sanare l'emorragia di studenti costretti ad abbandonare la città per l'insostenibilità degli affitti vengono lasciati vuoti o messi in vendita. Spot ha costruito su una domanda sociale una pratica concreta di riappropriazione della ricchezza collettiva e per questo la sua esperienza non si fermerà con lo sgombero di quest'oggi. Già nella conferenza stampa di questa mattina, tenutasi davanti al Rettorato, gli studenti occupanti hanno rilanciato una campagna per settembre che, lottando contro un continuo impoverimento che ci viene fatto unilateralmente subire, mira a organizzare quanti hanno bisogno di una casa per poter continuare a studiare.

mercoledì 28 maggio 2014

Taksim resiste! Gli studenti resistono!

Stamattina, dalle 6,30 le forze dell'ordine tentano di sgomberare lo studentato occupato Taksim, che da ottobre, ospita decine di studenti esclusi dal diritto allo studio e che non possono permettersi un affitto in città. A Bologna, come in tantissime altre città in tutta Italia, gli studenti hanno deciso di lottare per riappropriarsi dei propri diritti, dalla mensa alla casa.
Come studenti e studentesse senza reddito e precari portiamo avanti una lotta per garantirci, in modo autonomo e conflittuale, una casa, una mensa, un diritto allo studio non più garantito.

L'attacco di questa mattina ha visto una resistenza organizzata e forte, che per ore ha impedito l'accesso alle forze dell'ordine nella struttura, anche grazie ad un folto presidio di solidarietà.
Queste operazioni si inquadrano perfettamente nelle politiche del PD renziano: impoverimento sociale crescente e attacco ai movimenti dal basso per l'abitare. Queste intimidazioni non ci fermeranno e non ci faranno arretrare, se ci sgomberate ci ritroverete nelle piazze, studenti e studentesse in lotta per il diritto all'abitare.

domenica 25 maggio 2014

Perché resteremo fino al 31 luglio

Negli ultimi giorni il DSU sta cercando di portare avanti l'ennesima imposizione nei confronti degli studenti borsisti. Il fatto che venga data priorità ad un progetto regionale (TUO) piuttosto che ai diritti degli studenti è solo l'esplicazione dei veri interessi del diritto allo studio il quale fin da principio si accollò il Project Financing di Praticelli per tutelare ben altri interessi. La rottura di questo piano di imposizioni sempre crescente, dal dover lasciare l'alloggio a Natale, al doverlo lasciare anticipatamente per i comodi del DSU, a dover pagare l'affitto di 165€ per rimane nell'alloggio, sarà possibile ricomponendo tutte queste resistenze in una dimensione complessiva e collettiva.
A riguardo riportiamo questa lettera aperta che sintetizza le ragioni di una opposizione collettiva alle politiche del DSU, insieme e oltre la specificità dei residenti al Campus.




Lettera aperta di studenti borsisti ed ex borsisti

Siamo studenti e studentesse UNIPI, borsisti ed ex borsisti del DSU. Alcuni di noi sono alloggiati a Praticelli o lo sono stati. Scriviamo questa lettera dopo aver saputo cosa sta succedendo a Praticelli. Come ogni anno alcuni studenti - per loro disgrazia - devono impacchettare tutta la loro roba e lasciare la stanza vuota per il mese di agosto al fine di lasciare libere le loro stanze per i progetti di orientamento che il DSU licenzia ogni anno. Sino a quest'anno tutto ciò capitava solo agli alloggiati nel blocco verde e giallo. Il DSU ha ora deciso che saranno tutti gli studenti a dover lasciare l'alloggio, e non più entro il 31 luglio, ma entro il 24 luglio, per far spazio agli studenti delle scuole superiori aderenti al progetto TUO.

mercoledì 22 gennaio 2014

Nuove case dello studente: è una vittoria o solo un'altra promessa?

Dar forza alle promesse.

Grazie alle mobilitazioni portate avanti quest'autunno dagli studenti, negli ultimi giorni il DSU e il comune di Pisa hanno annunciato la loro collaborazione nell'apertura di due nuove residenze universitarie.

La vicenda di Santa Croce in Fossabanda inizia più di un anno fa, con l'occupazione da parte del collettivo di Prendocasa per denunciare l'emergenza abitativa in città e la presenza di numerosi immobili pubblici lasciati vuoti. La posizione di questo particolare immobile ha attirato l'attenzione degli studenti. È situato vicino al nuovo polo didattico delle Piagge, e per questo risponderebbe all'esigenza di un punto di distribuzione di pasti mensa e di alloggi per studenti. Dopo l'assemblea d'ateneo dell'aprile scorso, da cui è partita l'occupazione dello studentato autogestito Spot, si è aperto un percorso verso la Conferenza Università e Territorio (tra sindaco, DSU, Università di Pisa, Scuola Normale e Sant'Anna) che avrebbe dovuto affrontare le problematiche sollevate dagli studenti: dall'insufficienza di posti alloggio e speculazione sulle risorse immobiliari, alla carenza dei punti di distribuzione mensa nei pressi dei nuovi poli. La CUT si è rivelata in realtà un luogo di mediazione tra i vari interessi della governance cittadina. Infatti in questa sede si è manifestata solo la volontà di proseguire con le speculazioni e la spartizione della città tra le grandi scuole d'eccellenza e il DSU ha espresso un maldestro tentativo di giustificare la cronica insufficienza del welfare studentesco con misure “tappabuchi”.  Tra queste misure gli accordi per la Paradisa, quelli per Fossabanda e San Cataldo.
Le mobilitazioni studentesche hanno continuato a indicare nelle loro lotte altri luoghi simbolo tra cui la residenza da 34 posti letto finita da anni e mai aperta di via Da Buti, di proprietà del comune che ora è passata in mano al DSU. La residenza è stata occupata dopo l'assemblea d'ateneo del 15 novembre 2013.

martedì 5 novembre 2013

Spot resiste allo sgombero e rilancia!

altCon la scusa di procedere a un'ispezione per verificare l'agibilità dello stabile questa mattina la polizia con i vigili del fuoco ha provato a fare irruzione a Spot, lo studentato autogestito nato il 16 aprile scorso con l'occupazione di Palazzo Feroci, uno stabile dell'università inserito nei piani di alienazione. Gli abitanti dello studentato hanno impedito l'ingresso della polizia barricandosi a Spot. Dopo qualche tempo, con il concentramento di un presidio di solidarietà allo studentato sotto attacco, la polizia ha rinunciato al tentativo.
Ancora una volta il rettore Augello si è sottratto alle proprie responsabilità politiche. L'Università di Pisa ha scelto di ignorare le soluzioni dal basso promosse dagli studenti e favorire i piani di investimento che condannano migliaia di studenti all'esclusione e all'impoverimento, invece di utilizzare il proprio patrimonio immobiliare come ricchezza collettiva per i bisogni studenteschi. Per questo dopo la resistenza a Palazzo Feroci i residenti di Spot si sono spostati a mensa per un momento comunicativo di rilancio verso altre tappe di mobilitazione contro le politiche di esclusione in università, a partire da domani in cui al Senato Accademico si riporteranno i vertici dell'ateneo davanti alle loro responsabilità.

Kevin, occupante di Spot, racconta i fatti di oggi in diretta su Parole Ribelli, trasmissione di Radio Blackout
Di seguito il comunicato sulle vicende di stamani e il video

ASSEMBLEA D'ATENEO: reddito e risorse contro l'università della crisi

I provvedimenti imposti dalla Gelmini fino a Profumo hanno contribuito all’inasprimento delle condizioni in cui versa l'università. Dalle borse di studio, alla ristrutturazione della didattica, dal blocco del turn-over, alla continua svendita del patrimonio pubblico l'università ha cambiato volto diventando sempre più terreno di sacrifici più che di formazione.
I recenti provvedimenti del Ministro Carrozza affiancano una commissione di revisione di spesa ai tagli previsti: 28 milioni nel 2016, 70 nel 2017, 84 nel 2018.
Inoltre diverse misure incrociano smantellamento della formazione e dello stato sociale associato:


  • Per il sistema universitario il TURN-OVER complessivo è fissato al 20%, ma agli atenei d'eccellenza Scuola Superiore Sant’Anna e Scuola Normale vengono invece accordati turn-over rispettivamente del 212% e del 160%.
  • Il decreto AVA ha spinto gli atenei a chiudere corsi e ad inserire blocchi all'accesso del 57% dei cori di laurea
  • Oltre il 50% degli idonei a Pisa non riceverà un alloggio. I POSTI ALLOGGIO INSUFFICIENTI Oltre 1500 studenti sono esclusi da questo diritto e sono quindi costretti a indebitarsi con affitti che arrivano anche a 300 euro al mese, facendo gli interessi dei grandi proprietari immobiliari.
  • La SERVICE TAX e altri provvedimenti varati dal governo delle larghe intese scaricano l'IMU sugli inquilini in affitto, peggiorando ancora le condizioni degli studenti fuori sede
  • Nell'area umanistica a Pisa sono sempre di più i CORSI CHE TACCIONO. Inoltre l’appello di dicembre nel dipartimento di Filologia, letteratura e linguistica è stato eliminato, mentre a Civiltà e Forme del sapere al suo posto ne è stato inserito un altro a gennaio, appesantendo ulteriormente il carico di studio e impedendo a tanti di laurearsi nella sessione invernale.

mercoledì 30 ottobre 2013

Il rettore fa lo gnorri. Lo studentato Spot sotto sgombero


altQuesta mattina decine di studenti esclusi dalle graduatorie DSU o in attesa di posto alloggio insieme agli occupanti dello studentato autogestito Spot hanno interrotto il consiglio di amministrazione d'ateneo per pretendere una presa di posizione chiara dei vertici dell'università sull'emergenza abitativa in città. Dalla Conferenza Università e Territorio del 21 ottobre non è arrivata alcuna risposta concreta ai bisogni di larga parte della popolazione studentesca esclusa dai benefici del diritto allo studio o inclusa nel sistema formativo a prezzo sacrifici non più sostenibili.
La conferenza è stato anzi il teatro per la spartizione del patrimonio pubblico tra i poteri forti della città, in particolar modo tra Scuola Sant'Anna e Scuola Normale Superiore i quali hanno avanzato la richiesta di usufruire del complesso di Santa Croce in Fossabanda. Proprio nei giorni in cui con un decreto ministeriale i criteri del “merito” fissano per il sistema universitario pubblico un turn-over complessivo al 20%, agli atenei d'eccellenza Scuola Superiore Sant’Anna e Scuola Normale vengono invece accordati turn-over rispettivamente del 212% e del 160%. Assistiamo dunque in città a due processi complementari: all'impoverimento formativo dell'università di Pisa corrisponde un investimento nei centri d'eccellenza verso i quali viene dirottata la svendita di patrimonio immobiliare pubblico e il rafforzamento della rendita in città . 

lunedì 21 ottobre 2013

Pisa: niente risposte dalla CUT. Studenti bloccano i lungarni

altOggi, dopo il rinvio del 15 ottobre, la Conferenza Università e Territorio si è riunita a Palazzo Gambacorti. Quest'organo interlocutorio che riunisce sindaco, diritto allo studio e rettori dei tre atenei cittadini ha dimostrato di essere il teatro perfetto per la spartizione del patrimonio pubblico cittadino. Presenti alla conferenza per un'audizione conquistata a seguito di mesi di mobilitazione anche studenti dello studentato occupato Spot.
Nel corso della conferenza la discussione sull'armonizzazione delle politiche di investimento dei soggetti partecipanti si è sviluppata secondo due direzioni: da un lato le esigenze dei due grandi atenei d'eccellenza – Scuola Normale Superiore e Scuola Sant'Anna – preoccupate di reperire strutture adeguate per i propri allievi (foresterie, aule, studentati), dall'altro lato il tentativo maldestro del DSU di giustificare la cronica insufficienza del welfare studentesco con misure tappabuchi. A pochi giorni dalle uscite delle graduatorie delle borse di studio l'incapacità di garantire un futuro a tanti studenti diventa drammatica emergenza. Nessuna risposta viene fornita e migliaia di studenti esclusi si troveranno a dover resistere nella giungla degli affitti e del mercato del lavoro precario in città. Dei 1523 posti letto complessivi, 1112 ospitano studenti che hanno confermato la borsa di studio. Dalle nuove graduatorie gli idonei risultano 3064, questo significa che più di 1500 studenti idonei di posto alloggio che non vedranno mai la casa dello studente e che saranno costretti a indebitarsi o a rinunciare a studiare, o peggio a tornare a casa.