CE N'EST QU'UN DEBUT... CONTINUONS LE COMBAT!
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mercoledì 9 settembre 2015

Nuovo Isee = Truffa e ingiustizia!

Inizia il nuovo anno accademico con una nota decisamente stonata per moltissimi studenti: i nuovi parametri Isee. La riforma del calcolo dell'indicatore economico approvata in gennaio ha escluso ed escluderà dai servizi centinaia di migliaia di persone. Saranno coinvolti gli studenti universitari ma non solo, l'accesso a tutti i servizi sarà messo in discussione nonostante il reddito non sia cambiato.
È una truffa bella e buona, il reddito non cambia ma l'indicatore che lo conteggia ai fini dell'erogazione dei servizi aumenta!
Il governo Renzi continua ad impoverire chi già sta soffrendo la crisi, afferma di risollevare il Paese e combattere i furbetti ma in realtà cerca di far pagare sempre di più alle fasce che non hanno mezzi per farlo. Nel caso del nuovo Isee infatti le retoriche cadono all'istante.
Le proiezioni mostrano che a parità di reddito la condizione Isee aumenterà sopratutto per le famiglie in difficoltà economica escludendole dai sevizi e dunque aumentando la condizione di difficoltà economica. Nel caso degli studenti universitari il parametro più critico è quello Ispe, l'indicatore dei patrimoni immobili: il valore delle case di proprietà lievita perché basato sui fini Imu (molto più alti rispetto a quelli Ici). Gli studenti verranno esclusi dalla borsa di studio perché la loro famiglia ha ancora un tetto sopra la testa, troppo ricchi per il governo Renzi!
“Sono diventato ricco senza saperlo”, una frase dall'ironia amara che esprime la nuova condizione di chi è stato escluso a causa dei nuovi parametri. La truffa è evidente, l'ingiustizia che ne consegue troppo profonda. Si tratta della vita e dello studio universitario di migliaia di studenti che non si piegheranno ai soprusi indebiti del governo Renzi.

sabato 5 settembre 2015

Centinaia di studenti borsisti diventano "ricchi" grazie al nuovo ISEE

Il nuovo anno accademico inizia con una brutta sorpresa per i tanti studenti borsisti, che con sacrificio hanno raggiunto i crediti necessari per mantenere la borsa di studio e si ritrovano improvvisamente esclusi dal nuovo bando per motivi economici. Con l'utilizzo del nuovo Isee  in Toscana si è registrata una forte diminuzione delle domande al bando di borse di studio 2015/2016. 

Cosa succederà con l'applicazione del DSU?

Sono cambiati i parametri riguardanti la condizione reddituale, patrimoniale e familiare. Questo comporta che da ora verranno conteggiate anche le somme prima esenti da imposizione fiscale (assegni di mantenimento e familiari, trattamenti assistenziali e previdenziali, borse di studio).

Per ciò che riguarda il patrimonio entreranno nel conteggio i conti correnti bancari e postali, titoli di stato; insomma i normali risparmi privati delle famiglie, sottoposti a controlli incrociati. Il patrimonio immobiliare verrà calcolato in base ai valori IMU (sensibilmente più alti rispetto a quelli dell'ICI) e aumenterà del 60%. Infatti in Toscana l'80% degli studenti che perderanno l'accesso ai servizi lo deve ad un aumento vertiginoso dell’Ispep dovuto principalmente alla casa di proprietà.

lunedì 28 aprile 2014

Fossabanda: la giusta direzione è la lotta!


Il 16 aprile il Cda del DSU ha espresso formalmente interesse per l'immobile di Santa Croce in Fossabanda, di proprietà del Comune di Pisa.
Questo grazie alle numerose mobilitazioni studentesche, e non, che da quest'autunno si fanno sentire in città. Si sono susseguite numerose occupazioni di immobili lasciati al degrado e alla speculazione: dalla casa dello studente di via Da Buti, all' ex albergo di Santa Croce in Fossabanda, sino a quella del' ex convento delle Benedettine.
Tutti questi stabili sarebbero una risposta all'emergenza abitativa studentesca presente in città, ma le istituzioni, dal DSU all'Università, non mostrano di voler dialogare con gli studenti... sino ad ora.
L'apertura di Fossabanda sarebbe certamente una vittoria, se non sarà concesso in affitto a prezzi di mercato. Non è una vittoria che ci può bastare: il DSU continua a costruire svendendo il proprio patrimonio immobiliare anziché ristrutturarlo; l' Università investe 9 milioni di euro per un albergo mai aperto e destinato ai visiting professor.

lunedì 24 marzo 2014

Basta residenze vuote e patrimonio in svendita.


 Se sei in attesa della casa dello studente la colpa è del DSU e di UNIPI!

Troppe promesse pochi fatti

Il DSU Toscana è l'azienda che si occupa della gestione delle risorse e quindi dei finanziamenti destinati al diritto allo studio universitario. Nel 2012 per le borse di studio sono stati stanziati €14.016.687: gli aventi diritto alla borsa di studio sono circa 4500. Gli studenti aventi diritto al posto alloggio sono circa 2.600 di cui solo 1.587 ne prendono effettivamente possesso in quanto mancano le strutture per accoglierli. Le strutture che il DSU offre sono: Campaldino (48), Don Bosco (145), Fascetti (170), Garibaldi (46), Mariscoglio (116), Nettuno (100), Rossellini (81), Praticelli (811). Le strutture che il DSU promette di aprire sono sempre le stesse da anni, utilizzate come vanto ad ogni occasione pubblica ma che non si sa quando e se verranno veramente aperte:

San Cataldo (zona CNR): avrà 240 posti letto , costerà circa 14 milioni (metà DSU e Regione Toscana metà Ministero), i tempi di realizzazione dovrebbero essere di circa 3 anni, sarà dotata di impianti solari termici e fotovoltaici e di rivestimenti idonei a ridurne i consumi energetici e renderla quindi più ecocompatibile.
…..ma ancora c'è solo un campo incolto.

mercoledì 22 gennaio 2014

Nuove case dello studente: è una vittoria o solo un'altra promessa?

Dar forza alle promesse.

Grazie alle mobilitazioni portate avanti quest'autunno dagli studenti, negli ultimi giorni il DSU e il comune di Pisa hanno annunciato la loro collaborazione nell'apertura di due nuove residenze universitarie.

La vicenda di Santa Croce in Fossabanda inizia più di un anno fa, con l'occupazione da parte del collettivo di Prendocasa per denunciare l'emergenza abitativa in città e la presenza di numerosi immobili pubblici lasciati vuoti. La posizione di questo particolare immobile ha attirato l'attenzione degli studenti. È situato vicino al nuovo polo didattico delle Piagge, e per questo risponderebbe all'esigenza di un punto di distribuzione di pasti mensa e di alloggi per studenti. Dopo l'assemblea d'ateneo dell'aprile scorso, da cui è partita l'occupazione dello studentato autogestito Spot, si è aperto un percorso verso la Conferenza Università e Territorio (tra sindaco, DSU, Università di Pisa, Scuola Normale e Sant'Anna) che avrebbe dovuto affrontare le problematiche sollevate dagli studenti: dall'insufficienza di posti alloggio e speculazione sulle risorse immobiliari, alla carenza dei punti di distribuzione mensa nei pressi dei nuovi poli. La CUT si è rivelata in realtà un luogo di mediazione tra i vari interessi della governance cittadina. Infatti in questa sede si è manifestata solo la volontà di proseguire con le speculazioni e la spartizione della città tra le grandi scuole d'eccellenza e il DSU ha espresso un maldestro tentativo di giustificare la cronica insufficienza del welfare studentesco con misure “tappabuchi”.  Tra queste misure gli accordi per la Paradisa, quelli per Fossabanda e San Cataldo.
Le mobilitazioni studentesche hanno continuato a indicare nelle loro lotte altri luoghi simbolo tra cui la residenza da 34 posti letto finita da anni e mai aperta di via Da Buti, di proprietà del comune che ora è passata in mano al DSU. La residenza è stata occupata dopo l'assemblea d'ateneo del 15 novembre 2013.

martedì 17 dicembre 2013

Studenti conquistano la mostra di Warhol

"Le masse vogliono apparire anticonformiste:
ciò significa che l'anticonformismo deve essere prodotto per le masse."
A. Warhol

Questo pomeriggio a Pisa una cinquantina tra studenti universitari e del liceo artistico, si sono presentati davanti al Palazzo Blu, in cui è esposta la mostra "Andy Warhol. Una storia americana", quinto appuntamento del ciclo di mostre dedicate ai maestri del '900. Questa struttura ospita la gran parte delle mostre che arrivano in città ed è oggetto di vanto culturale da parte del comune, che ne fa attrazione di richiamo per il turismo cittadino.
La legittima pretesa era di poter vedere la mostra ad un prezzo accessibile per le tasche di uno studente, già vessato da un'enormità di altre spese per potersi mantenere in città e continuare gli studi. Il contributo proposto era di 2 euro (mentre il prezzo "agevolato" per gli studenti era fissato a 8,50 euro, rispetto ai 10 del biglietto intero), una somma già eccessiva se confrontata ai prezzi normali degli ingressi alle mostre nelle altre città europee. Questa cifra è sembrata inammissibile per i dirigenti della mostra.
Alle richieste dei ragazzi le reazioni sono state un no secco, la chiusura delle porte e il blocco fisico di ogni ingresso. Il dialogo è stato lungo e argomentato, ma le ragioni non sono state ascoltate, cosicché all'ennesimo rifiuto gli aspiranti visitatori hanno preso l'iniziativa decidendo di entrare, nonostante la frapposizione delle guardie del museo. Conquistato l'ingresso gli studenti si sono goduti tranquillamente l'esposizione delle principali opere del Maestro americano, tra Marilyn e Mao passando per la Campbell's Soup.
Già questa mattina alcune classi del liceo artistico, oggi entrato in co-gestione, si erano recate in visita al Palazzo. Non tutti gli studenti avevano la somma necessaria per l'acquisto del biglietto, quindi i professori hanno messo di tasca loro una parte della quota mancante, non riuscendo però a farli entrare tutti: oggi pomeriggio quegli studenti sono potuti entrare.
Il comune e l'università di Pisa propongono un'immagine dorata della vita in città tra vetrine colorate, scalate nel ranking universitario internazionale e candidature a capitale europea della cultura. Al contrario la realtà parla di periferie abbandonate a loro stesse, scuole che crollano, didattica e servizi praticamente inesistenti.
Ci siamo definitivamente stancati di una cultura-merce, che oltretutto è inaccessibile ai più. L'azione di oggi è solo una tappa di un percorso molto più ampio che è iniziato sabato 14 dicembre, con l'incursione in un supermercato da parte di precari e disoccupati dei quartieri popolari, e che continuerà con la mobilitazione studentesca e del precariato giovanile lanciata per il 20 dicembre. È ormai chiaro che anche la cultura, come la casa, il pane e la dignità, è un diritto che si conquista a spinta.
Vogliamo tutto, il pane e anche le rose!

domenica 17 novembre 2013

Irruzione al Pisa Book Festival. Reclamiamo reddito!

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Questa mattina studenti e studentesse hanno fatto irruzione senza pagare il biglietto alla seconda giornata del Pisa Book Festival, fiera dell'editoria indipendente. All'undicesima edizione del festival infatti per la prima volta è stato imposto un biglietto di 4 euro (3 per gli studenti unipi). Dopo qualche tafferuglio all'ingresso gli studenti si son conquistati il diritto a non pagare per una fiera i cui costi sono scaricati tutti su utenti/lettori e banchettari/editori, ma il cui prodotto viene smerciato a tutto beneficio dell'immagine della Pisa liberal e progressista perché città di cultura e sapere.

L'assessore alla cultura del comune di Pisa, Dario Danti, alfiere di queste politiche, è intervenuto nel tentativo di pacificare la protesta, incontrando però l'ostilità dei manifestanti i quali hanno invece ricevuto la solidarietà di numerosi visitatori della fiera. Numerosi piccoli editori hanno inoltre boicottato la partecipazione al festival, non riuscendo a sostenere l'affitto di 450 euro per lo stand. L'azione di oggi ha rotto il meccanismo di questo carrozzone, basato sulla politica culturale della governance locale, fatta di investimenti a costo zero e scaricata tutto sull'attivazione dei precari del mondo dell'editoria e sulla riduzione del pubblico di lettori a utenza alla quale strappare reddito con i biglietti.