CE N'EST QU'UN DEBUT... CONTINUONS LE COMBAT!
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giovedì 4 maggio 2017

Presentazione di 77 E POI… e METROPOLI

Giovedì 11 maggio alle ore 18.00 presso l’aula multimediale, Palazzo Ricci (via Santa Maria 8, Pisa), il Collettivo Universitario Autonomo organizza: “Ce l’hanno fatta pagare cara, ma ci siamo divertiti un casino”; presentazione di “77 e poi…” e della ristampa di “Metropoli”. Saranno presenti Oreste Scalzone e Franco Piperno.
77 E POI…
1977: assalto al cielo, che “finalmente cade sulla terra”. Mentre “il cielo della politica” è scosso da vicende infime come gli scandali, si impenna l’onda della sovversione sociale. Occupazioni, scontri di piazza, l’assassinio poliziesco di Francesco Lorusso, l’immenso tumulto del 12 marzo a Roma. Irrompe un movimento inedito: una “generazione ’77” esonda da fabbriche e scuole, militanti tracimano dalla sinistra extraparlamentare. Si contestano economia e società, Stato, partiti, sindacati, status quo e narrazioni di futuro.
METROPOLI
Nel giugno 1979 arrivò nelle edicole e vendette subito uno sproposito il primo e molto atteso numero di una nuova rivista. Si chiamava Metropoli ed era redatta, come spiegava il primo editoriale, «da un collettivo di compagni che, nel suo insieme, ha attraversato il ’68, l’autunno

domenica 23 aprile 2017

Intervista ad uno studente lavoratore: “La Coop sei tu”. Anche no!?

Finalmente arriva la chiamata per un’offerta di lavoro. Un colloquio, una prospettiva di lavorare è proprio quello che mi mancava in questo periodo, immerso nella sessione di esami.
A chiamarmi stavolta è la Coop, dove vado spesso a fare la spesa e ci lavorano anche dei miei amici. Mesi fa avevo compilato il curriculum on-line sul sito. Finalmente è arrivata la chiamata. Durante la telefonata mi viene specificato che cercano studenti universitari per coprire i turni fine-settimanali, 16 ore di lavoro da suddividere sul sabato e la domenica. Mi sta bene e concordiamo al telefono un appuntamento per il colloquio.
Mi reco il giorno indicato al supermercato Coop di Santa Maria a Monte. Location un po’ fuori portata per tanti studenti che magari non hanno la macchina, ma io per fortuna ce l’ho e mi sono avviato.

venerdì 21 aprile 2017

Libertà per Gabriele Del Grande

Anche Pisa, come tante altre città d’Italia, è scesa in piazza per reclamare la libertà per Gabriele Del Grande, reporter italiano prigioniero da giorni nelle carceri turcheL’appuntamento è per venerdì 21 aprile, ore 18.00, in Piazza dei Cavalieri.

Il 18 Aprile alle 14.30 Gabriele del Grande è riuscito a fare una telefonata dopo infinite proteste.
È la prima telefonata concessa da domenica 9 quando è stato fermato dalle autorità turche al confine nella regione di Hatay.
Era in Turchia dal 7 Aprile.
Dice Gabriele: “Sto parlando con quattro poliziotti che mi guardano e ascoltano. Mi hanno fermato al confine, e dopo avermi tenuto nel centro di identificazione e di espulsione di Hatay, sono stato trasferito a Mugla, sempre in un centro di identificazione ed espulsione, in isolamento. I miei

domenica 12 marzo 2017

Lotto Marzo, Lotto sempre

L’8 marzo milioni di donne in tutto il mondo sono scese in piazza e hanno scioperato al grido “Se non valiamo, non produciamo”, rispondendo all’appello argentino “Ni una Menos” contro la violenza di genere, economica, sociale, lavorativa, sanitaria e istituzionale.
Una giornata centrale nel porsi come punto contemporaneamente di inizio e fine. Fine del femminismo istituzionale che da decenni usa il corpo e la vita delle donne come strumento di controllo e propaganda, vedendo la violenza solo come emergenzialità. Inizio, o potenziale emersione, di un soggetto che afferma la propria potenza, a partire da se stesse e dal rifiuto del proprio ruolo sociale e lavorativo. Questo pensiamo sia il punto zero da cui ripartire per far sì che l’otto marzo sia tutti i giorni, per trasformare e lottare nella nostra quotidianità.

giovedì 9 marzo 2017

Occupata la Mala Servanen Jin

Ieri sera dopo il corteo è stato occupato lo stabile in via garibaldi dall’assemblea delle donne in lotta che ha dato vita alla mala Servaven Jin occupata (casa delle donne che combattono), nome che si rifà alle lotte delle donne kurde. La struttura di proprietà del Comune è stata costruita con i fondi vincolati dalla legge martelli come centro di prima accoglienza per migranti. Nel 2013 ol comune e la società della salute mettono in campo un progetto di ristrutturazione tramite un investimento di 640 mila euro per cui la struttura è stata chiusa. Nessun lavoro é mai stato eseguito e anni di abbandono hanno reso la struttura una “bomba igienica”. Le occupanti denunciano questo stato di abbandono e incuria dei beni pubblici, lanciando i primi due giorni di pulizie collettive per domani e sabato. Domenica è invece lanciata l’assemblea cittadina alle ore 18.
Di seguito il comunicato diffuso dall’assemblea delle donne in lotta.

mercoledì 30 novembre 2016

27 Novembre. Corteo nazionale C'è chi dice NO

Di seguito il comunicato di “C’è chi dice NO Pisa” riguardo alla manifestazione nazionale del 27 novembre a cui tanti e tante hanno partecipato anche dalla nostra città.

Finalmente è giunto il giorno atteso e preparato per lungo tempo; oltre 50.000 persone ieri hanno attraversato le vie di Roma per dare corpo ad un segnale di rifiuto collettivo verso il Governo Renzi, un sonoro NO che anticipa quello da portare la settima prossima alle urne.
Anche da Pisa sono stati in molti a decidere di partecipare alla manifestazione: tre pullman pieni organizzati dalla rete “C’è chi dice NO”, a cui si sommano le persone che dalla nostra città hanno raggiunto Roma con mezzi propri e quelle che erano lì dal giorno prima per partecipare al corteo contro la violenza di genere.
La piazza di Roma si è dimostrata veramente eterogenea; persone di tutte le età e provenienti da molte parti di Italia. Tanti i comitati attivi nei propri territori come ad esempio il Movimento No Tav e quello contro le Grandi. Massiccia la presenza dei movimenti di lotta per la casa: dalle occupazioni abitative della capitale migliaia di persone hanno preso parte al corteo, decise a dare una spallata al responsabile del’infame Piano Casa. Insieme a loro tanti inquilini resistenti, occupanti di case, reti anti-sfratto provenienti da altre città, fra cui i comitati di quartiere pisani. Moltissimi anche gli studenti delle superiori, gli universitari e i giovani precari e disoccupati; la componente giovanile si è rivelata un segmento importantissimo del corteo, come già era stato il 5 novembre a Firenze. Dalla Toscana diverse realtà territoriali hanno preso parte alla manifestazione riunendosi dietro al medesimo striscione; tanti i cori intonati contro il jobs act, la precarietà, lo sfruttamento, gli sfratti.
Il corteo è terminato in Piazza del Popolo dove nei giorni scorsi era stato montato un enorme palco, da cui si sono succeduti alcuni interventi ed infine si è tenuto il degli artisti per il NO, tra cui 99 Posse, Assalti Frontali e Radici nel Cemento. Migliaia di persone sono rimaste a festeggiare al termine di questa straordinaria giornata, che è riuscita nell'intento di muovere un importante pezzo di società che si oppone fermamente a Renzi ma che non accetta che a rappresentare il NO siano i vari Salvini, Berlusconi e D’Alema.
Il corteo di “C’è chi dice NO”, totalmente autorganizzato e autofinanziato, nell'assoluta censura mediatica e nonostante vari tentativi di ostacolarlo è riuscito a portare in piazza numeri molto maggiori di quelli del Pd, della Lega e del Movimento 5 Stelle nelle rispettive adunate nazionali per il referendum. Questo è il dato da cui partire per rilanciare il 4 dicembre ancora una volta un NO nelle urne ma soprattutto nelle piazze.

martedì 15 novembre 2016

Occupazione dell'aula Break Now

Il 15 novembre è stata occupata l'aula Break Now, all'interno dell'area Polo Piagge. Di seguito il comunicato dell'occupazione. 


BreakNow nasce da un bisogno comune che sia una pausa tra le lezioni o dalla solita routine. La parola Break ha però un duplice significato: fare pausa e rompere. Rompere la quotidianità, rompere l’idea del ‘non si può fare niente per cambiare lo stato di cose esistente’.
Nel polo Piagge, tra agraria, economia, scienze politiche, giurisprudenza.. c’è troppo e manca molto. Troppa pressione, troppo controllo.. Tutto questo ci sta stretto. La vita scorre frenetica: lezione, caffè, pranzo al volo (se possibile, perché se si va a mensa ci si possono impiegare delle ore prima di poter pranzare per la lunghissima fila che si crea fuori dalla mensa Betti, insufficiente a soddisfare la richiesta), lezione e via.. Si vogliono scambiare quattro chiacchiere col compagno di corso? Non c’è tempo, non c’è spazio. Si vogliono scambiare appunti o libri? Non c’è tempo, non c’è spazio. Se vuoi mangiare il pranzo che ti sei portato da casa perché non hai tempo di andare a mensa, perché non puoi tornare a casa, perché non hai soldi o semplicemente ti sei stancato di mangiare un panino ogni giorno comprato al bar del polo piagge, non sai dove andare! L’inverno sta arrivando e all’aperto non ci si può più stare. Se vuoi studiare in compagnia, magari preparare un esame in gruppo è indispensabile parlare e nelle biblioteche o aule studio è vietato. E quindi non sai dove andare! Molte aule di lezione, che magari restano inutilizzate per qualche ora durante la giornata, rimangono chiuse.
Se per un momento guardassimo la cosa dal di fuori, dall’alto ci accorgeremmo che il polo piagge sembra quasi un edificio costruito appositamente per non sostare. Tutto deve circolare. Gli studenti devono circolare. A lezione finita, fuori dalle palle. Non vogliamo solo attraversarlo il luogo in cui passiamo metà del tempo della nostra giornata, vogliamo anche viverlo. Standoci, prendendocene cura, sentendolo nostro, di tutti. Arrivare in facoltà e non percepire quello che ci sta intorno ostile.
Come studenti ci siamo chiesti: ma possibile che non ci siano aule vuote dove ci si può stare? Studiare, mangiare, leggere.. La risposta è ovviamente no. Gli spazi ci sono sempre. Basta vederli e prenderseli.
Non chiediamo niente di trascendentale.. Chiediamo uno spazio dove stare quando fuori piove e manca un’ora alla prossima lezione, un posto dove sai che incontrerai facce amiche, un’aula dove puoi decidere tu cosa ti piacerebbe vedere appeso alle pareti.. Per anni abbiamo chiesto più spazi per gli studenti all’interno dei poli e la risposta è stata sempre negativa: “Non ci sono spazi”. Noi sappiamo che non è vero, gli spazi ci sono e ce li riprendiamo.

BreakNow c’è ma non si vede..

lunedì 31 ottobre 2016

Un No, tanti No. Incontri e dibattiti contro il governo Renzi

Dal 28 al 30 ottobre, presso il Polo Porta Nuova (in via Padre Bruno Fedi), si terranno una serie di iniziative per articolare il NO sociale al Governo Renzi, verso la manifestazione nazionale del 27 novembre e il referendum del 4 dicembre.
Incontri e dibattiti per un’opposizione sociale al governo Renzi

lunedì 17 ottobre 2016

Renzi al Sant’Anna: vietato dissentire

Il presidente del consiglio, dopo due brevi tappe tra Firenze e Pistoia, si è recato questa mattina alla Scuola Sant’Anna di Pisa. Una visita annunciata con due giorni di preavviso ma che ha incontrato fuori dall’università di eccellenza pisana una vivace contestazione ad accoglierlo. Più di cento persone tra giovani, lavoratori, studenti e una delegazione dell’associazione vitteme del Salva Banche si sono ritrovate in piazza Santa Caterina all’ingresso della Scuola, dove già un presidio di protesta era stato installato tra sabato e domenica.

mercoledì 27 aprile 2016

Renzi, Giannini e Inguscio a Pisa? Scendiamo in piazza



Renzi, Giannini ed Inguscio saranno a Pisa il 29 aprile per festeggiare i trent’anni di compleanno di in internet in Italia. Portavoce dell’innovazione, così si definiscono.

All’università d’innovazione se n’è vista poca, a dir la verità. Quello di cui tanto parlano non lo è di certo.

Non è innovazione la riforma dell’Isee che ha escluso solo in Toscana migliaia di studenti dal diritto allo studio e a Pisa ha provocato l’aumento della tassazione universitaria al 65% degli studenti.

mercoledì 20 aprile 2016

Irrompiamo nella scena: contestiamo Renzi a Pisa

Report assemblea verso la contestazione a Renzi il 29 aprile a Pisa, Polo Pn 19 aprile 2016

Matteo Renzi ha annunciato che, in occasione del trentennale di internet, il 29 aprile sarà a Pisa per i festeggiamenti nella città dove la prima connessione in Italia alla rete venne stabilita.
Pisa non sarà la passerella in cui riabilitare un’immagine pubblica compromessa da scandali ed effetti di politiche sociali devastanti. Le politiche renziane hanno un riflesso preciso nella nostra città. I redditi scendono e la disoccupazione, specie quella giovanile, aumenta. A beneficiarne sono solo le imprese e il sistema bancario. E’ quanto con determinazione denunciano le migliaia di vittime del decreto Salva Banche, che saranno presenti a Pisa il 29 aprile contro un governo che tutela gli interessi delle grosse banche, alle quali è legato a doppio filo, penalizzando, invece, i risparmiatori: artigiani, lavoratori e risparmiatori per una vita.

mercoledì 30 marzo 2016

La Primavera fredda delle Università




Lunedì 21 la Conferenza dei Rettori (CRUI), ha convocato, da Milano a Palermo, una giornata di dibattito e discussione attorno sul futuro del sistema universitaro sotto il brand comune di Primavera dell'università. Tema unificante è stato la denuncia dello stato di strutturale sottofinanziamento del sistema ribadendo come invece questo rappresenti una risorsa strategica: “La conoscenza libera il futuro del paese”, recitava lo slogan della CRUI.
Cosa ha rappresentato questo passaggio?


L'antefatto: il sabotaggio della VQR

Innanzitutto va evidenziato un dato rimosso: l'iniziativa della CRUI sorge come risposta politica al terremoto interno all'istituzione accademica e al suo rapporto con il Ministero prodotto dalla protesta del corpo docente sulla Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR). Ricostruiamo i fatti. In grossi numeri gli accademici, dai ricercatori agli ordinari, hanno promosso l'astensione dai meccanismi triennali di valutazione sulla base dei quale la parte premiale del fondo di finanziamento ordinario viene ripartito tra gli atenei e i dipartimenti meritevoli. Quest'anno sarebbe stato preso in esame il triennio 2011-2014 con il “caricamento”, da parte dei docenti, su software appositi dei due “prodotti” migliori di ricerca che, calcolati su discutibili indicatori bibliometrici e di peer-review, avrebbero definito la media della qualità della produzione di ogni dipartimento, poi dell'ateneo, classificando infine questo nella caccia alle risorse. Una corsa al massacro certificata dall'ANVUR, l'agenzia di valutazione della ricerca del Ministero.

domenica 13 marzo 2016

Una lettera aperta ai docenti di UniPi su VQR e il destino di questa università

Riportiamo di seguito il testo di una lettera aperta, inoltrata anche nelle caselle di posta dei docenti del nostro ateneo, in riferimento al caso VQR. Le procedure di valutazione della ricerca, sulla base delle quali vengono ripartiti alcuni fondi ministeriali, è stata boicottata da oltre 200 professori dell’Ateneo pisano. La protesta cresce in tutta Italia motivata dall’esigenza di ridiscutere la condanna del sistema a cui anni di riforme e tagli stanno condannando l’università italiana. In risposta alla protesta il Rettore ha deciso di bloccare i fondi interni e il piano di investimenti di UniPi. Questi fatti crediamo riguardino interamente anche tutti gli studenti. Per questo crediamo occorra un dibattito pubblico, aperto e condiviso. Abbiamo pertanto voluto promuovere uno spazio di discussione aperto per mercoledì 16 alle ore 18 a Palazzo Ricci.


Gentili Prof. e Prof.sse,  
scriviamo questa lettera per invitarvi all’assemblea che si terrà il 16 marzo alle 18 in aula multimediale a palazzo Ricci. In questa settimana siamo andati in diverse lezioni per cercare un dialogo pubblico sul tema delle VQR con voi e gli studenti che seguono il vostro corso.   Da diversi mesi seguiamo la vicenda sui giornali ed i mezzi di informazione. Questo ci ha dato lo spunto per dire come ciò si ripercuote sul nostro percorso formativo e su come percepiamo l’università e la ricerca oggi.

lunedì 1 febbraio 2016

D.A.Spo di piazza: pericolosità sociale e giuridica del suo utilizzo


Gennaio 2016: a due mesi dalla vicenda del corteo-antilega a Pisa il 14 novembre 2015 (leggere qui per una versione dettagliata dei fatti), 6 partecipanti al suddetto corteo hanno ricevuto notifica di D.A.Spo emessa nei loro confronti da parte della questura pisana. Non noto ai più, e di difficile qualificazione/collocazione normativa, il D.a.Spo preventivo altro non è che un divieto di partecipazione a manifestazioni sportive, disposto nei confronti di soggetti di cui viene rilevata la cosiddetta “pericolosità sociale.” Sembrerebbe chiaro a chiunque che notificare un D.a.Spo a seguito di una manifestazione che nulla ha a che vedere con lo Sport sia legalmente alquanto debole e piuttosto artificioso, ma un’analisi più profonda della disciplina mette in risalto come l’intero assetto legislativo dei D.a.Spo (e delle misure di prevenzione in genere) favorisca un uso di questi ultimi ampiamente arbitrario. Qual è quindi il senso profondo di un provvedimento simile in simili circostanze? Dobbiamo prima aver chiara, a scanso di equivoci, la natura “ibrida” del Divieto, alla luce della disciplina attuale in Italia (ultimo intervento sulla legge originaria del 1989: decreto legge convertito in legge, 2014).


Cos'è un D.a.Spo?

Intanto diciamo genericamente che si tratta di un provvedimento disposto dal questore nei confronti di un soggetto al ricorrere di determinati presupposti.
Il contenuto del provvedimento può essere di due tipi:
- divieto di accedere alle manifestazioni sportive
- divieto di cui sopra e in più obbligo di comparizione nell’ufficio o comando di polizia una o più volte al giorno, nei giorni in cui si svolgono le manifestazioni sportive.
La seconda ipotesi (divieto e obbligo di comparizione) è stata considerata una limitazione della libertà personale e, come tale, è corredata dalle garanzie sancite all’articolo 13 della Costituzione: la legge sul daspo prevede un procedimento di convalida che coinvolge in prima battuta il PM ed in seconda battuta il GIP, il tutto entro 48 ore. Questo è il tipico procedimento che si ha tutte le volte in cui la libertà personale non è limitata in prima battuta da un giudice ma dalle autorità di pubblica sicurezza. I D.A.Spo emessi in relazione alla manifestazione del 14 novembre, rientrano nella prima ipotesi, che non prevede un procedimento di convalida di questo tipo (48 ore) in quanto non è considerata una limitazione della libertà personale. Si tratta invece di una limitazione della libertà di circolazione (ci rifacciamo qui ad un diverso articolo della Costituzione: art. 16).

venerdì 23 ottobre 2015

Ecco perché vengono occupati gli spazi di Unipi! Augello dimettiti!

Riportiamo il comunicato degli Studenti contro il nuovo Isee sulla giornata di oggi. La mobilitazione continua la settimana prossima con l'assemblea d'Ateneo di giovedì 29 conquistata oggi. 

Contro il nuovo Isee riprendiamo i nostri spazi: ecco cosa Augello fa finta di non capire




Oggi come annunciato abbiamo bloccato le strade di Pisa per arrivare al Rettorato e chiedere conto al Rettore, ai Prorettori e ai dirigenti dell’Economato dei libri abbandonati al degrado e delle speculazioni, immobiliari e non in cui sono coinvolte le istituzioni in combutta coi grandi costruttori. Abbiamo già spiegato nei giorni passati la situazione dell’ex Gea e della sua permuta per l’acquisizione della seconda porzione delle Benedettine,investimento da 10 milioni di euro da parte di UniPi diventato albergo privato.
Il Rettore ha mandato una mail a tutti gli studenti di Unipi in cui scredita la nostra protesta affermando che con la mobilitazione contro il nuovo Isee non c’entra nulla. In questo comunicato ribadiamo l’esplicita (forse per chi ha la coscienza sporca non lo è) connessione tra mobilitazione contro il nuovo Isee e l’occupazione di spazi universitari e cittadini lasciti all'abbandono. Con la riforma dei parametri migliaia di studenti perderanno la borsa di studio ed i servizi annessi, aumenteranno le tasse e dovremo pagare l’affitto.Ci sono decine e decine di stabili a Pisa abbandonati che dovrebbero essere aperti ed utilizzati. È troppo facile sostenere a parole la protesta contro una riforma che palesemente esclude tutti, ma Unipi e le altre istituzioni così sensibili perché non utilizzano le risorse che hanno per gli studenti anziché lasciarle vuote e/o regalarle a privati?
Questo filo rosso è visibile a tutti quelli che in questi giorni hanno partecipato alla mobilitazione e hanno dato la loro solidarietà agli studenti. Questo filo rosso arriva sino alla “Buona Università” presentata oggi a Udine in cui verrà proposto un diritto allo studio ancora più escludente e un “job act” per l’insegnamento universitario.Ancora non si sa altro, ma è evidente la direzione in cui va questo governo e di conseguenza le istituzioni locali: marginalizzazione di chi è in difficoltà e aumento dei costi di tutti i servizi sociali e formativi essenziali.

Chi ruba non siamo noi: Augello dimisisoni!

Martedì 20 ottobre, a seguito dell'assemblea d'ateneo, 300 studenti circa hanno occupato il polo dell'ex Gea, locale dell'università tenuto chiuso e sottoutilizzato, nel quale hanno scoperto un magazzino abusivo di libri invenduti e lasciati a marcire. L’ex Gea veniva infatti utilizzato dalla Pisa University Press, società erede della PLUS, che venne creata ad arte per far fallire l’ex Servizio Editoria Universitaria. Guarda caso il revisore dei conti della Pisa University Press è il figlio dell’immobiliarista Madonna, lo stesso interessato a rilevare l’ex Gea e proprietario la seconda porzione del ex convento delle Benedettine che l’università vuole acquistare.
Il 21 ottobre l'ex convento delle Benedettine è stato quindi sanzionato dagli studenti che, partiti dall'ex Gea, hanno bloccato i lungarni per occuparlo. Decisi a non accettare più le politiche di speculazione attuate dall'università di Pisa e dalle istituzioni cittadine gli studenti hanno scoperchiato un altro vaso di Pandora (già denunciato un anno fa): lo stabile, gestito da una cooperativa privata che paga una cifra irrisoria all'ateneo dovrebbe essere affittato a studenti e professori stranieri ma di fatto la cooperativa lo gestisce come un albergo privato di lusso.

Una domanda sorge spontanea: a chi giovano le politiche che attua il rettore Augello?
Di certo non agli studenti. In risposta alle questioni portate più volte all'attenzione delle istituzioni, dall'esclusione prodotta dal nuovo calcolo Isee fino ad una presa di posizione sul magazzino ex Gea e sulle Benedettine, l'università fa orecchie da mercante e manda polizia e questura dagli studenti che vogliono riprendersi le risorse sperperate a vantaggio dei soliti privati.

mercoledì 9 settembre 2015

Nuovo Isee = Truffa e ingiustizia!

Inizia il nuovo anno accademico con una nota decisamente stonata per moltissimi studenti: i nuovi parametri Isee. La riforma del calcolo dell'indicatore economico approvata in gennaio ha escluso ed escluderà dai servizi centinaia di migliaia di persone. Saranno coinvolti gli studenti universitari ma non solo, l'accesso a tutti i servizi sarà messo in discussione nonostante il reddito non sia cambiato.
È una truffa bella e buona, il reddito non cambia ma l'indicatore che lo conteggia ai fini dell'erogazione dei servizi aumenta!
Il governo Renzi continua ad impoverire chi già sta soffrendo la crisi, afferma di risollevare il Paese e combattere i furbetti ma in realtà cerca di far pagare sempre di più alle fasce che non hanno mezzi per farlo. Nel caso del nuovo Isee infatti le retoriche cadono all'istante.
Le proiezioni mostrano che a parità di reddito la condizione Isee aumenterà sopratutto per le famiglie in difficoltà economica escludendole dai sevizi e dunque aumentando la condizione di difficoltà economica. Nel caso degli studenti universitari il parametro più critico è quello Ispe, l'indicatore dei patrimoni immobili: il valore delle case di proprietà lievita perché basato sui fini Imu (molto più alti rispetto a quelli Ici). Gli studenti verranno esclusi dalla borsa di studio perché la loro famiglia ha ancora un tetto sopra la testa, troppo ricchi per il governo Renzi!
“Sono diventato ricco senza saperlo”, una frase dall'ironia amara che esprime la nuova condizione di chi è stato escluso a causa dei nuovi parametri. La truffa è evidente, l'ingiustizia che ne consegue troppo profonda. Si tratta della vita e dello studio universitario di migliaia di studenti che non si piegheranno ai soprusi indebiti del governo Renzi.

sabato 5 settembre 2015

Centinaia di studenti borsisti diventano "ricchi" grazie al nuovo ISEE

Il nuovo anno accademico inizia con una brutta sorpresa per i tanti studenti borsisti, che con sacrificio hanno raggiunto i crediti necessari per mantenere la borsa di studio e si ritrovano improvvisamente esclusi dal nuovo bando per motivi economici. Con l'utilizzo del nuovo Isee  in Toscana si è registrata una forte diminuzione delle domande al bando di borse di studio 2015/2016. 

Cosa succederà con l'applicazione del DSU?

Sono cambiati i parametri riguardanti la condizione reddituale, patrimoniale e familiare. Questo comporta che da ora verranno conteggiate anche le somme prima esenti da imposizione fiscale (assegni di mantenimento e familiari, trattamenti assistenziali e previdenziali, borse di studio).

Per ciò che riguarda il patrimonio entreranno nel conteggio i conti correnti bancari e postali, titoli di stato; insomma i normali risparmi privati delle famiglie, sottoposti a controlli incrociati. Il patrimonio immobiliare verrà calcolato in base ai valori IMU (sensibilmente più alti rispetto a quelli dell'ICI) e aumenterà del 60%. Infatti in Toscana l'80% degli studenti che perderanno l'accesso ai servizi lo deve ad un aumento vertiginoso dell’Ispep dovuto principalmente alla casa di proprietà.

mercoledì 3 giugno 2015

Organizzarsi per non pagare è giusto. A proposito di uno scontro sul diritto allo studio

La vicenda di un gruppo di studenti e studentesse borsisti che, per il secondo anno consecutivo, hanno deciso di dar seguito alla pratica di autoriduzione del canone di affitto per gli ultimi sei mesi di permanenza in casa dello studente da 165 euro a 33 euro, mette in luce alcune tendenze del governo del diritto allo studio nella città di Pisa.

Innanzitutto c'è da rilevare come a un mese dall'inizio della campagna di autoriduzione l'azienda abbia deliberatamente scelto di non prendere in considerazione una precisa domanda: abbassare nel nuovo bando DSU Toscana l'affitto per i borsisti semestrali. Solo una lettera che intimava il pagamento della quota per intero è stata inviata dietro minaccia di sospendere il beneficio e di venire sfrattati dall'alloggio. Appare chiaro come l'insolvenza – il non poter pagare – quando assume un profilo pubblico avanzando una domanda sociale, sia contrastata e ridotta a irregolarità da sanare mediante l'estorsione e il ricatto. Eppure la “prassi” è ben diversa: se ci si inginocchia per andare a elemosinare una rateizzazione del pagamento o il permesso a poter stare qualche mese chiudendo un occhio, la magnanimità del “nostro dsu”, paterno e comprensivo, è ampia. Certo, piccolo particolare, questa concessione risulta possibile a condizione che si accetti una subalternità di fondo, che si resti soli e che questo rapporto sia consegnato al sommerso dell'informalità.

giovedì 7 maggio 2015

Autoriduzione canone alloggio DSU: basta speculare sugli studenti

Questa mattina un gruppo di studenti e studentesse borsisti hanno iniziato la campagna di autoriduzione dell'affitto imposto dal diritto allo studio ai borsisti semestrali (status che indica chi è al quarto anno di triennale o al terzo di specialistica). Il DSU richiede un canone di 165€ mensili per poter rimanere nell'alloggio. Il periodo in questione va da aprile ad ottobre durante il quale i borsisti all'ultimo anno stanno concludendo gli esami e la tesi. La richiesta si inquadra perfettamente nelle politiche dell'azienda che scarica i costi dei servizi sugli studenti e sui lavoratori. L'iniziativa èstata portata avanti anche l'anno scorso.
Di seguito il comunicato.


Autoriduzione canone alloggio DSU: basta speculare sugli studenti

Anche quest'anno un gruppo di studentesse e studenti borsisti ha deciso di portare avanti la pratica dell'autoriduzione del canone alloggio richiesto dal DSU ai vincitori di borsa semestrale. Gli studenti a cui viene richiesto l'affitto non hanno “perso” la borsa di studio ma col meccanismo della “borsa semestrale” il DSU impone una “tassa” a chi non anticipa l'uscita ad aprile.