CE N'EST QU'UN DEBUT... CONTINUONS LE COMBAT!
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mercoledì 30 marzo 2016

La Primavera fredda delle Università




Lunedì 21 la Conferenza dei Rettori (CRUI), ha convocato, da Milano a Palermo, una giornata di dibattito e discussione attorno sul futuro del sistema universitaro sotto il brand comune di Primavera dell'università. Tema unificante è stato la denuncia dello stato di strutturale sottofinanziamento del sistema ribadendo come invece questo rappresenti una risorsa strategica: “La conoscenza libera il futuro del paese”, recitava lo slogan della CRUI.
Cosa ha rappresentato questo passaggio?


L'antefatto: il sabotaggio della VQR

Innanzitutto va evidenziato un dato rimosso: l'iniziativa della CRUI sorge come risposta politica al terremoto interno all'istituzione accademica e al suo rapporto con il Ministero prodotto dalla protesta del corpo docente sulla Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR). Ricostruiamo i fatti. In grossi numeri gli accademici, dai ricercatori agli ordinari, hanno promosso l'astensione dai meccanismi triennali di valutazione sulla base dei quale la parte premiale del fondo di finanziamento ordinario viene ripartito tra gli atenei e i dipartimenti meritevoli. Quest'anno sarebbe stato preso in esame il triennio 2011-2014 con il “caricamento”, da parte dei docenti, su software appositi dei due “prodotti” migliori di ricerca che, calcolati su discutibili indicatori bibliometrici e di peer-review, avrebbero definito la media della qualità della produzione di ogni dipartimento, poi dell'ateneo, classificando infine questo nella caccia alle risorse. Una corsa al massacro certificata dall'ANVUR, l'agenzia di valutazione della ricerca del Ministero.

giovedì 17 marzo 2016

Report assemblea #StopVqr

Ieri all'assemblea studenti-professori sul sabotaggio della VQR abbiamo visto affacciarsi, prender parola, infervorarsi tanti docenti, tutti protagonisti di una protesta che ha smosso pezzi importanti dell'università... mettendola in discussione. Un fatto che, se la memoria non tradisce, non succedeva da anni. Abbiamo visto voglia di discutere, forse di ridiscutersi.
Matura un'insopportabilità... anche in altri, non solo in noi studenti che, in troppi magari siamo stati costretti ad abbandonare in silenzio l'idea di lottare da dentro, lasciandola in questi anni, questa università ('ma chi me lo fa fare? Ma a che serve?'). Abbiamo sentito parole oneste: “una protesta si è chiusa, si apre un'altra fase che immagina nuove forme”; “il sabotaggio della valutazione voleva trasfigurare l'immagine di università auspicata dal MIUR per creare un problema”. C'era incazzatura. Non rassegnazione. Ed è bastato urtare qualcuno che stava sopra di noi... sfiduciandolo.
La sfiducia nei meccanismi di un sistema rispetto al quale ci si sente traditi crediamo sia già una buona condizione di possibilità per immaginarne un altro di sistema.

domenica 13 marzo 2016

Una lettera aperta ai docenti di UniPi su VQR e il destino di questa università

Riportiamo di seguito il testo di una lettera aperta, inoltrata anche nelle caselle di posta dei docenti del nostro ateneo, in riferimento al caso VQR. Le procedure di valutazione della ricerca, sulla base delle quali vengono ripartiti alcuni fondi ministeriali, è stata boicottata da oltre 200 professori dell’Ateneo pisano. La protesta cresce in tutta Italia motivata dall’esigenza di ridiscutere la condanna del sistema a cui anni di riforme e tagli stanno condannando l’università italiana. In risposta alla protesta il Rettore ha deciso di bloccare i fondi interni e il piano di investimenti di UniPi. Questi fatti crediamo riguardino interamente anche tutti gli studenti. Per questo crediamo occorra un dibattito pubblico, aperto e condiviso. Abbiamo pertanto voluto promuovere uno spazio di discussione aperto per mercoledì 16 alle ore 18 a Palazzo Ricci.


Gentili Prof. e Prof.sse,  
scriviamo questa lettera per invitarvi all’assemblea che si terrà il 16 marzo alle 18 in aula multimediale a palazzo Ricci. In questa settimana siamo andati in diverse lezioni per cercare un dialogo pubblico sul tema delle VQR con voi e gli studenti che seguono il vostro corso.   Da diversi mesi seguiamo la vicenda sui giornali ed i mezzi di informazione. Questo ci ha dato lo spunto per dire come ciò si ripercuote sul nostro percorso formativo e su come percepiamo l’università e la ricerca oggi.

lunedì 22 febbraio 2016

Quello che il Ministro e la ricercatrice hanno Cancellato

Una ricercatrice italiana, Roberta d'Alessandro, ordinaria di linguistica in Olanda, sbotta qualche giorno fa contro la Ministra Giannini che si complimentava per i successi della ricerca italiana. La D'Alessandro, vincitrice di un fondo di ricerca europeo (ERC), puntualizza: qui si parla di ricerca di italiani, non italiana; ricerca di italiani fatta all'estero perché in Italia le porte ci sono chiuse e la Ministra ne è corresponsabile. Scoppia la polemica. Arriva la trasmissione Piazza Pulita. Si accoda anche il giornalista Cancellato, direttore del giornale on-line Linkiesta, che punta il dito contro la ricercatrice: “cara Roberta, se la ricerca in Italia fa schifo la colpa è anche un po' tua, perché hai preferito la fuga alla lotta”. A chiudere il cerchio un risentito Renzi borbotta: "Se volete andare all'estero fatelo. Se pensate che sia meglio, fatelo. Ma noi faremo dei nostri istituti i luoghi al top del livello mondiale, faremo dell'Italia un centro capace di attrarre ricercatori italiani e di tutto il mondo". La mission Italia è affare per veri duri, inadatta alla codardia dei 'cervelli in fuga'.

Un punto di vista interno ai movimenti, ben esemplificato nel contributo di Exploit Pisa, protesta: “di lotte contro lo sfacelo dell'università e contro la precarietà ce ne sono state parecchie negli ultimi anni”. Ma... stiamo parlando esattamente della stessa cosa? Nella querelle d'Alessandro - Giannini parliamo delle macerie dell'università o ci stiamo confrontando con il piano della sua ristrutturazione, con alcuni suoi tratti di modernità capitalistica? I fatti al centro della polemica parlano dell'integrazione negli standard europei di promozione della ricerca e di promozione del ricercatore attraverso la ricerca.
Si parla di università, formazione e ricerca. Ma c'è tanto di rimosso in questa vicenda.

sabato 23 agosto 2014

Unipi in liquidazione totale. E poi spunta la foresteria per soli professori...


Un articolo a quattro colonne sul Tirreno di ieri traccia un bilancio in itinere del mandato Augello alla guida dell'ateneo pisano: mettere in vendita il patrimonio pubblico di UniPi per salvare la baracca. Sì, perché la stretta finanziaria post riforma ha obbligato le politiche degli atenei orientarsi nel verso di una ragioneria che abbia come priorità il galleggiamento di una macchina che necessita di risorse finanziarie per funzionare. Ma questo è il già noto e se lo considerassimo come una condizione oggettiva parleremmo delle “ragionevoli soluzioni” della governance d'ateneo come quella, appunto, di vendere per sopravvivere o per recuperare risorse da reinvestire. Il punto è però che questa non è una condizione oggettiva ma determinata da interessi diversi e in conflitto tra loro. Presentarla così significa mascherare lo scontro in atto a tutto vantaggio di una semplificazione che vorrebbe riconciliarci con chi ci priva di possibilità e risorse che ci permettano di vivere quest'università per i nostri fini.

giovedì 10 aprile 2014

Assemblea d'Ateneo: le risorse ci sono! Occupato il residence Le Benedettine

Stamattina si è svolta al polo Carmignani l' assemblea d'Ateneo. Lo stesso giorno in cui sono stati inaugurati dall'Università, con grande sfarzo, gli Open Day della ricerca, gli studenti hanno chiarito che i temi d'interesse sono altri: il diritto allo studio, la didattica dequalificata e il mercato del lavoro precarizzato.
Sul versante del diritto allo studio è stata ribadita la drammatica assenza di posti alloggio per gli studenti beneficiari. I posti certo non mancano, ma la collaborazione tra le diverse istituzioni cittadine – Comune, Università, Diritto allo studio – non è indirizzata al soddisfare i bisogni degli studenti. Per questo motivo è stato lanciato un ultimatum sull'apertura delle residenze di via Da Buti, Santa Croce in Fossabanda e Paradisa.
Per quanto riguarda la didattica i fronti sono molteplici: dallo smantellamento delle lauree magistrali nel dipartimento di Filologia, agli sbarramenti per l'accesso alle lauree specialistiche di economia e medicina. Emblematico è il caso di beni culturali: un accordo inter-istituzionale si pronuncia sulla “tutela volontaria” per la cura dei beni artistici della città. Questo sempre più concretizza un futuro di lavoro precario e gratuito, sulla scia del Job Act e sul modello Expo 2015. In tutti questi processi di ristrutturazione all'interno dell'Università è evidente quale sia il ruolo svolto dai docenti e dai consigli di dipartimento, perciò gli studenti hanno preteso che entro una settimana il Rettore Augello, l'amministrazione centrale dell'università e la dirigenza dei dipartimenti si pronuncino su confronto pubblico e aperto con gli studenti.
Conclusasi l'assemblea gli studenti si sono diretti all'ex convento delle Benedettine e lo hanno occupato. Questo immobile è stato adibito a residenza per i visiting professor dall'Università, con un investimento di 9 milioni di euro, ma non è mai stato aperto. La richiesta è che venga dato agli studenti in emergenza abitativa.

L'assemblea ha rilanciato sulla data di mobilitazione contro le politiche di austerità di sabato 12 aprile a Lucca, dove si svolgerà il festival del volontariato, con la presenta di Renzi e a Roma per la manifestazione dei movimenti sociali contro austerity e precarietà.

lunedì 24 marzo 2014

Basta residenze vuote e patrimonio in svendita.


 Se sei in attesa della casa dello studente la colpa è del DSU e di UNIPI!

Troppe promesse pochi fatti

Il DSU Toscana è l'azienda che si occupa della gestione delle risorse e quindi dei finanziamenti destinati al diritto allo studio universitario. Nel 2012 per le borse di studio sono stati stanziati €14.016.687: gli aventi diritto alla borsa di studio sono circa 4500. Gli studenti aventi diritto al posto alloggio sono circa 2.600 di cui solo 1.587 ne prendono effettivamente possesso in quanto mancano le strutture per accoglierli. Le strutture che il DSU offre sono: Campaldino (48), Don Bosco (145), Fascetti (170), Garibaldi (46), Mariscoglio (116), Nettuno (100), Rossellini (81), Praticelli (811). Le strutture che il DSU promette di aprire sono sempre le stesse da anni, utilizzate come vanto ad ogni occasione pubblica ma che non si sa quando e se verranno veramente aperte:

San Cataldo (zona CNR): avrà 240 posti letto , costerà circa 14 milioni (metà DSU e Regione Toscana metà Ministero), i tempi di realizzazione dovrebbero essere di circa 3 anni, sarà dotata di impianti solari termici e fotovoltaici e di rivestimenti idonei a ridurne i consumi energetici e renderla quindi più ecocompatibile.
..ma ancora c'è solo un campo incolto.

domenica 16 marzo 2014

Riorganizzazione a Filologia e Economia: quei docenti a cui fa comodo incasinarci la vita

Cosa sta succedendo con la nuova dipartimentazione. Perché è possibile resistere e attaccare anche se questa Università ci frana sotto i piedi


Trovarsi orfani del corso di laurea a Filologia e rincorrere i corsi singoli di transizione

I recenti consigli del dipartimento di filologia e linguistica (ex-facoltà di Lettere e di Lingue) e le relative varie commissioni attivate sulla didattica, stanno procedendo in questi mesi a riorganizzare l'offerta formativa in previsione del prossimo anno accademico. Com'è ora e come sarà dopo: diverse magistrali scompariranno, altre verranno accorpate minando la continuità tra triennali e magistrali.
Ecco alcuni esempi. I curricula di Orientalistica, Comparatistica e Linguistica nella triennale di lettere spariranno, le magistrali in Lingue e Letterature Moderne Euroamericane (LEA) e Lingue e Letterature e Filologie Europee (LEFE) Orientalistica e Traduzione saranno soppresse. LEA e LEFE verranno accorpate in un'unica magistrale (classe LM 37), così come Traduzione e Linguistica (classe LM 39 che mischierà percorsi di lettere e di lingue).

lunedì 21 ottobre 2013

Pisa: niente risposte dalla CUT. Studenti bloccano i lungarni

altOggi, dopo il rinvio del 15 ottobre, la Conferenza Università e Territorio si è riunita a Palazzo Gambacorti. Quest'organo interlocutorio che riunisce sindaco, diritto allo studio e rettori dei tre atenei cittadini ha dimostrato di essere il teatro perfetto per la spartizione del patrimonio pubblico cittadino. Presenti alla conferenza per un'audizione conquistata a seguito di mesi di mobilitazione anche studenti dello studentato occupato Spot.
Nel corso della conferenza la discussione sull'armonizzazione delle politiche di investimento dei soggetti partecipanti si è sviluppata secondo due direzioni: da un lato le esigenze dei due grandi atenei d'eccellenza – Scuola Normale Superiore e Scuola Sant'Anna – preoccupate di reperire strutture adeguate per i propri allievi (foresterie, aule, studentati), dall'altro lato il tentativo maldestro del DSU di giustificare la cronica insufficienza del welfare studentesco con misure tappabuchi. A pochi giorni dalle uscite delle graduatorie delle borse di studio l'incapacità di garantire un futuro a tanti studenti diventa drammatica emergenza. Nessuna risposta viene fornita e migliaia di studenti esclusi si troveranno a dover resistere nella giungla degli affitti e del mercato del lavoro precario in città. Dei 1523 posti letto complessivi, 1112 ospitano studenti che hanno confermato la borsa di studio. Dalle nuove graduatorie gli idonei risultano 3064, questo significa che più di 1500 studenti idonei di posto alloggio che non vedranno mai la casa dello studente e che saranno costretti a indebitarsi o a rinunciare a studiare, o peggio a tornare a casa.

venerdì 12 luglio 2013

Presidiamo il consiglio di dipartimento di fine luglio! Difendiamo l'appello di dicembre!

Nella mattinata di oggi in aula 2 a Palazzo Ricci di nuovo ci siamo incontrati come studenti e studentesse per continuare, come annunciato martedì dopo l'interruzione del consiglio di dipartimento, la nostra lotta per non far sopprimere l'appello di dicembre a Civiltà e Forme del Sapere e per ripristinarlo a Filologia Linguistica e Letteratura.
L'assemblea, convocata in forma aperta, ha visto la partecipazione anche di alcuni docenti, tra i quali il direttore di dipartimento Polsi.
Le contraddizioni interne ai docenti si sono accentuate. La stessa scelta del Polsi di partecipare all'assemblea e di non procedere, come pure minacciato, per decreto d'urgenza, testimonia che qualcosa inizia a smuoversi e che le pressioni che abbiamo esercitato in queste settimane di mobilitazione iniziano a pesare.
Eppure, il “partito della soppressione dell'appello” capeggiato dal Polsi non riesce ad argomentare nel merito delle ragioni relative alla scelta di strapparci un appello. Si appellano a una posticcia premura per la “qualità della didattica”, risolvendo questa nella semplice volontà di non sovrapporre la parte finale dei corsi del primo semestre con l'appello di dicembre – fatto comunque fuori questione per la diminuzione nel nuovo regolamento didattico d'ateneo del numero di ore di lezione frontale per CFU, la quale porterà i corsi da 84 a 72 ore, facendo così finire i corsi una settimana prima e non facendoli così sovrapporre al periodo riservato all'appello d'esame di dicembre. Tutto questo sembra fondarsi solo su calcoli sulla produttività della didattica, della ricerca e dei nostri tempi di studio al fine di rendere “attrattivo” il nostro ateneo, la facoltà e il dipartimento. Un ragionare fondato su una tecnicità che opera sempre contro di noi in questa fase di attuazione delle riforme e della messa a regime delle nuove strutture di dipartimento.

martedì 9 luglio 2013

Università di Pisa: Scriviamo il nostro bilancio sociale!


Assemblea per la costruzione del nostro Bilancio Sociale d'Ateneo.

In quale direzione investe l'Università di Pisa? Chi sono i reale portatori d'interesse delle sue politiche? Pensiamo che tutta una fetta di precariato studentesco e di lavoratori di questo ateneo venga penalizzato ed escluso. Mettiamo assieme le nostre vertenze, costruiamo un punto di vista di parte per imporre un cambio di direzione che soddisfi i nostri reali bisogni in quanto soggetti concreti che tengono in piedi questo ateneo.

Verso il prossimo cda d'ateneo del 17 luglio parliamo della vertenza tasse, della mancanza di posti alloggio, degli affitti in città, dei nuovi contratti d'appalto per i servizi esternalizzati, della ristrutturazione del servizio ristorazione, dei nuovi poli periferici, della dequalificazione della didattica e della nuova dipartimentazione. 

Ore 17 a Spot, in via della Faggiola 2