CE N'EST QU'UN DEBUT... CONTINUONS LE COMBAT!
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lunedì 10 aprile 2017

Il 10 aprile a Lucca una grande prova di dignità e riscatto

Il 10 aprile a Lucca centinaia di persone hanno sfilato contro il G7 dei Ministri degli Esteri, contestando il vertice che di fatto riuniva i delegati dei paesi responsabili dei massacri e delle guerre che stanno sconvolgendo buona parte del pianeta. In una città svuotata e blindata, si è scelto di manifestare nonostante i divieti e le minacce della Questura, impattando sui cordoni di polizia nel tentativo di raggiungere il centro storico e sostenendo delle violente cariche. Anche da Pisa e da altre città della Toscana decine e decine di persone hanno deciso di prendere parte a questa giornata di lotta; pubblichiamo di seguito il comunicato prodotto il giorno stesso dalla rete Lucca contro il G7.
IL 10 APRILE A LUCCA UNA GRANDE PROVA DI DIGNITA’ E RISCATTO, NONOSTANTE LA VIOLENZA DELLA POLIZIA
Ci sarà tempo e modo di fare analisi più approfondite sulla giornata di oggi, ma alcune cose ci preme dirle fin da subito, a chi come un disco rotto vede la presunta violenza dello spingere dietro una rete e non vede la violenza dei ministri riuniti nel cuore della nostra città per decidere le prossime guerre e i prossimi morti, dai paesi Nato fino ai rappresentanti della Turchia del dittatore Erdogan e di Qatar e Arabia Saudita, gli stati che hanno finanziato e armato l’Isis e le altre milizie jihadiste che insanguinano la Siria e le nostre città europee.

venerdì 7 aprile 2017

Pisa contro il G7

Pubblichiamo di seguito il comunicato e il video della conferenza stampa tenutasi ieri in Piazza Dante per annunciare la partecipazione, anche da Pisa, alla manifestazione di lunedì 10 a Lucca contro il G7 dei Ministri degli Esteri. Partenza da Pisa alle ore 14.00 alla stazione.
VOSTRE LE GUERRE, NOSTRI I MORTI!
Anche da Pisa saremo presenti alla manifestazione che si terrà a Lucca lunedì 10 aprile, per contestare il G7 dei ministri degli esteri. Sono numerose le ragioni che ci spingono, come cittadini, studenti e precari, collettivi, comitati e associazioni a raccogliere l’appello di Lucca Contro il G7 ed opporci alla presenza dei padroni del mondo a pochi chilometri dalla nostra città.
Lucca il 10 e 11 Aprile ospiterà il G7 dei ministri degli esteri. È il più importante degli 11 incontri con cui il governo Gentiloni, nell’anno di presidenza italiana del G7, prepara (senza badare a spese) il Summit che si svolgerà a Taormina il 26 e 27 Maggio. Il G7 è formato dai sei maggiori paesi della Nato – Stati uniti, Canada, Germania, Gran Bretagna, Francia e Italia – più il Giappone, il più importante alleato degli Stati uniti e partner Nato nella regione Asia/Pacifico.

lunedì 17 ottobre 2016

Renzi al Sant’Anna: vietato dissentire

Il presidente del consiglio, dopo due brevi tappe tra Firenze e Pistoia, si è recato questa mattina alla Scuola Sant’Anna di Pisa. Una visita annunciata con due giorni di preavviso ma che ha incontrato fuori dall’università di eccellenza pisana una vivace contestazione ad accoglierlo. Più di cento persone tra giovani, lavoratori, studenti e una delegazione dell’associazione vitteme del Salva Banche si sono ritrovate in piazza Santa Caterina all’ingresso della Scuola, dove già un presidio di protesta era stato installato tra sabato e domenica.

venerdì 10 giugno 2016

Renzi contestato a Lucca. Cariche

Renzi contestato a Lucca. Il premier ha tenuto un comizio al festival della Crescita, organizzato dalla multinaziona Sofidei. Come in tutti gli spostamenti del premier (la cui scorta è come noto "l'agente") la città è stata prepotentemente presidiata dalla forze dell'ordine.
Il corteo che si voleva dirigere verso il luogo dove si sarebbe tenuto l'intervento di Renzi è stato bloccato e caricato dalla polizia.

mercoledì 27 aprile 2016

Renzi, Giannini e Inguscio a Pisa? Scendiamo in piazza



Renzi, Giannini ed Inguscio saranno a Pisa il 29 aprile per festeggiare i trent’anni di compleanno di in internet in Italia. Portavoce dell’innovazione, così si definiscono.

All’università d’innovazione se n’è vista poca, a dir la verità. Quello di cui tanto parlano non lo è di certo.

Non è innovazione la riforma dell’Isee che ha escluso solo in Toscana migliaia di studenti dal diritto allo studio e a Pisa ha provocato l’aumento della tassazione universitaria al 65% degli studenti.

sabato 23 aprile 2016

Renzi festeggia la Vespa: contestazione a Pontedera

Ha già annusato che tira una brutta aria per lui a Pisa, Matteo Renzi, così, ha deciso di fare visita di soppiatto alla Piaggio di Pontedera in occasione dei festeggiamenti per il settantennale della Vespa, con solo tre ore di preavviso. Paura di contestazioni, paura di critiche, paura del dissenso: Renzi, a sei giorni dalla sua visita al CNR di Pisa, teme che la sua passerella venga rovinata.
Nonostante la notizia della sua visita alle kermesse Piaggio sia circolata solo in tarda mattinata un gruppo di piaggisti, operai dell’indotto, di abitanti dei quartieri, precari e lavoratori pisani, hanno deciso comunque di trovarsi fuori dalla fabbrica per contestare il Premier. A Pontedera un giovane su due è disoccupato, i lavoratori nella storica fabbrica vengono massacrati a colpi part-time verticale e, con il Jobs Act e la cancellazione dell’art.18, si sono visti trasformare un impiego a tempo indeterminato in lavoro precario.
“Le produzioni vengono esternalizzate, gli operai vengono sempre più sfruttati e sottopagati, è questa l’innovazione di cui parla Renzi? Noi non ci stiamo. – dice un manifestante all’esterno dei cancelli, che prosegue – Renzi dice che l’Italia deve togliersi un po’ di dosso, è vero, iniziamo a liberarci di lui, a Pisa lo contesteremo il 29 aprile, raggiungeremo il CNR dove si rinchiuderà scortato dalla polizia, partendo da sotto il comune alle 8.30. Questo di oggi è solo un antipasto”.

mercoledì 20 aprile 2016

Irrompiamo nella scena: contestiamo Renzi a Pisa

Report assemblea verso la contestazione a Renzi il 29 aprile a Pisa, Polo Pn 19 aprile 2016

Matteo Renzi ha annunciato che, in occasione del trentennale di internet, il 29 aprile sarà a Pisa per i festeggiamenti nella città dove la prima connessione in Italia alla rete venne stabilita.
Pisa non sarà la passerella in cui riabilitare un’immagine pubblica compromessa da scandali ed effetti di politiche sociali devastanti. Le politiche renziane hanno un riflesso preciso nella nostra città. I redditi scendono e la disoccupazione, specie quella giovanile, aumenta. A beneficiarne sono solo le imprese e il sistema bancario. E’ quanto con determinazione denunciano le migliaia di vittime del decreto Salva Banche, che saranno presenti a Pisa il 29 aprile contro un governo che tutela gli interessi delle grosse banche, alle quali è legato a doppio filo, penalizzando, invece, i risparmiatori: artigiani, lavoratori e risparmiatori per una vita.

giovedì 7 aprile 2016

No Basi, No trivelle. iniziativa di discussione e contestazione PD

Il 6 aprile, intervento #noTriv all'iniziativa chiamata dai giovani del #PD, senza vergogna rispetto all'ennesimo scandalo corruzione nel partito della nazione (http://www.infoaut.org/index.php/blog/no-tavabenicomuni/item/16814-trivelle-la-guidi-si-dimette-gli-intrecci-e-gli-interessi-delle-lobby-del-petrolio-con-il-governo-renzi). La questione sulle trivellazioni non è un dibattito tecnico, è una questione politica sulla gestione dei territori e delle risorse, legata non solo alla giornata del referendum ma allo svilupparsi di lotte territoriali. 

Qui video dell'intervento: https://www.facebook.com/766137560135867/videos/993452077404413/ 

Di questo, e della funzione strategica di queste risorse per la guerra, vorremmo parlare il 13 aprile insieme al Comitato studentesco contro l'occupazione militare della Sardegna di Cagliari. Qui L'evento fb: https://www.facebook.com/events/1705984546309160/


Un dibattito per approfondire le esperienze di lotte in difesa dei territori verso la scadenza del 17 aprile sulle trivelle.


Parteciperanno:
Comitato studentesco contro l'occupazione militare della Sardegna (Cagliari)
Comitato No Triv del Vulture (Rionero, PZ)



In un contesto di guerra permanente e dispiegata, il nodo delle risorse rappresenta il fronte interno dei conflitti sui territori: risorse logistiche e militari in Sardegna, dove un movimento popolare ha messo in discussione l'occupazione militare nell'isola; risorse energetiche nel meridione e al largo delle coste del paese dove, grazie allo Sblocca-Italia, si procede alla devastazione e al saccheggio dei mari e del sottosuolo in vista di futuri conflitti e di immediati profitti. Il passaggio referendario rappresenta un importante momento pubblico che sta mettendo in crisi il sistema corrotto che lega politica-affari-governo dei territori. Come rilanciare la battaglia contro questo sistema che il referendum rappresenta? Come rilanciare oltre il referendum? Quali le lotte che hanno portato a questo imminente passaggio?


Ne discutiamo alle 17 e 30 di mercoledì 13 aprile

A questo link un approfondimento di Infoaut: http://www.infoaut.org/index.php/blog/editoriali/item/16909-referendum-genealogia-e-ambivalenze-di-una-sconfitta-quasi-annunciata

domenica 28 aprile 2013

Servizio Pubblico. Una critica politica dei media dentro e contro

Ogni strumento comunicativo è segnato dall'ambivalenza del suo utilizzo. Certo, ogni strumento è definito da un campo di forze che ne determinano l'appartenenza rispetto a interessi che sono espressione dei rapporti di dominio delle nostre società.
L'agire politico, anche sul piano mediatico, si misura sulla capacità di attraversare e forzare i confini di questo campo di forze. È per questo che, a seguito della contestazione a Pisa all'ormai ex ministro Profumo nella giornata di martedì 23, abbiamo accettato di raccogliere l'invito a partecipare alla trasmissione di Michele Santoro, "Servizio Pubblico", andata in onda giovedì 25 aprile, sapendo di attraversare un campo nemico... ma per provare a farne razzia. 

giovedì 6 settembre 2012

In più di cento contestano Profumo alla festa del Pd


È durata più di due ore la contestazione da parte dei precari della scuola e studenti medi e universitari, al ministro dell'istruzione Profumo, ospite alla festa del Partito Democratico nel quartiere di Pisanova.
La situazione per chi ha scelto di insegnare è rovente: dopo essersi indebitati per anni durante gli studi, dopo aver speso qualche migliaia di euro per l'abilitazione all'insegnamento e aver frequentato corsi e tirocini non pagati, 300 000 insegnanti sono precari da anni e, con l'ultimo annuncio del ministro dell'istruzione Profumo, sono destinati ad esserlo a vita.
Il maxi-concorso indetto, infatti, è l'ennesima batosta per chi vive una condizione precaria ormai insostenibile per migliaia di persone.

giovedì 20 ottobre 2011

Comunicato

IL NOSTRO "BENVENUTO" A NAPOLITANO!
Noi non pagheremo il vostro debito! Abbiamo contestato Napolitano in più di un centinaio di studenti, precari, indignati ed incazzati, che non accettano più sfilate e passerelle che vogliono rimuovere CHI è responsabile della crisi e CHI ci sta facendo pagare sulla nostra pelle questo debito! Con pochissime ore di preparazione, con una città blindata, militarizzata, quella che era stata allestita come kermesse con tanto di bandierine dell'Italia, è stata interrotta dalla sempre più forte voce di tutti quelli che non si fanno più illudere, che sanno che gli obiettivi di trasformazione non si realizzano con letterine, richieste, e legittimazione di una figura che ha già ampiamente dimostrato da quale parte della barricata stare. Se l'anno scorso migliaia di studenti sono andati in corteo a chiedere a Napolitano di non firmare la legge gelmini, oggi - che quella legge è realtà, che il Presidente promuove i diktat della BCE, dopo la costruzione di una guerra Libica che con migliaia di morti vuole bloccare l'avanzata della vera rivoluzione nordafricana - il benvenuto che il movimento gli ha riservato è stato di tutt'altro tenore: non c'è più fiducia nelle istituzioni dell'austerità. Chi anche oggi ha deciso di ripetere formule di rappresentanza politica, dimostrandosi succube dei mass media che volevano dipingere la giornata di oggi come una decina di celebrolesi, si è trovato di fronte un movimento, che invece di chiedere, ha iniziato a pretendere.

CACCIAMOLI VIA TUTTI!


di seguito il volantino distribuito:


NAPOLITANO: NON C'è NIENTE DA INAUGURARE.

... Come studenti e precari ci troviamo a denunciare l'ennesima passeggiata istituzionale all'interno della nostra università. Non solo l'inaugurazione dell'anno accademico è per noi fuoriluogo: una beffa che vorrebbe far dimenticare quanto l'università riformata della Gelmini sia un cumulo di macerie; un'inaugurazione che vuole coprire insofferenza, rabbia e lotte che da anni costruiscono saperi e riappropriazione di bisogni, ostacolati e repressi in primis dalle istituzioni universitarie. Ma domani sarà anche il giorno in cui la “festa” d'apertura dell'università della crisi sarà presieduta da Giorgio Napolitano. Ci basti ricordare il suo ruolo di garante politico ed istituzionale, in complemento al governo Berlusconi, nei confronti dei diktat della Banca Centrale Europea; un Napolitano garante di tagli e finanziarie lacrime e sangue che continuano a distruggere il nostro presente ed il nostro futuro di studenti e precari. Napolitano rappresenta Austerità, orizzonte di accettazione di povertà, rinunce e sacrifici; rappresenta la continuità tra i governi nel far calare il pagamento del debito sulle spalle di tutti i soggetti sociali già colpiti dalla crisi.
E' per questo che diciamo che domani, non ci sarà solo il coro unanime delle diverse istituzioni accademiche e cittadine, ad applaudire il “padre della repubblica”: domani in piazza saremo presenti per riaffermare che non esiste alcuna alternativa possibile senza il rifiuto di pagare un debito che non abbiamo creato e per far capire a Napolitano che nelle nostre università e nelle nostre città non c'è niente da inaugurare.
Studenti indignati


sabato 17 settembre 2011

LA NOSTRA ALTERNATIVA DI GOVERNO È MANDARVI TUTTI A CASA!

Siamo qui oggi a contestare la presenza del Partito Futuro e Libertà nella nostra città. Lo contestiamo non solo perché è il partito di Fini, di Bocchino e di Granata: personaggi che portano il nome di alcune delle sciagure più nefaste che ci siano, dalla legge di deportazione e segregazione razzista contro i migranti, a quelle proibizioniste che intasano le carceri, a quella Gelmini che grazie ai voti favorevoli come quello di Granata è stata approvata dal Parlamento lo scorso novembre, ed all'appoggio di altre amenità del governo Berlusconi.  
Oggi siamo qui soprattutto per ricordare a Voi, fascisti in doppiopetto, ma anche e soprattutto al Partito Democratico ed agli altri partiti, che noi non accetteremo alcun cambio di Governo Berlusconi sotto il principio dell'unità nazionale né di quella della coesione sociale. 
Noi rifiutiamo sia Berlusconi che le vostre alleanze politiche, perché voi rappresentate la continuità del progetto di distruzione sociale che si chiama neoliberismo. 
Noi vi rifiutiamo perché rifiutiamo un paese fatto di lager e di confinamenti, un paese fatto di precarietà e sfruttamento grazie alle vostre leggi bipartisan sul lavoro, un paese fatto di sfratti e di mutui ed affitti impagabili, un paese in cui la formazione è la realtà di precarietà ed indebitamento. 
Noi vi rifiutiamo perché la vostra alternativa è la continuità con queste manovre finanziarie di Berlusconi e Tremonti che, per pagare un Debito a banche e speculatori che Voi avete contratto, ci costringono a sempre più sacrifici, rinunce e povertà, togliendoci ancora quel poco che ci è rimasto. Il vostro cambio di governo, parla di un'affidabilità all'Europa dei padroni e delle banche, che è la garanzia di pagamento del debito. 
E noi vi rifiutiamo perché conosciamo a memoria quello che è la vostra proposta: noi non siamo tutti sulla stessa barca, e voi volete farci andare a fondo perché cosi possiate continuare a galleggiare insieme al sistema del profitto, mantenendo i rapporti di sfruttamento e di povertà esistenti. 
Noi vi rifiutiamo perché Voi rappresentate l'arroganza del Privilegio nei confronti della dignità, perché ci volete imporre Austerità e sacrifici per continuare a poter lucrare ed a rapinare le nostre vite. 
Noi vi rifiutiamo perché Voi puzzate di Marcio: sì marcio, perchè Voi siete scaduti, siete andati a Male, il vostro tempo è finito. 
Noi sappiamo chi siete, ci ricordiamo quello che avete fatto, e sappiamo quello che vorreste fare. 
E noi ve lo impediremo.  
Noi siamo qui per dirvi che l'unica alternativa a questo Governo è la ripresa della dignità dei migranti, dei lavoratori, dei precari e degli studenti nelle proprie mani. E questa Dignità è ostacolata da Voi e dai vostri piani di Pacificazione sociale. 
Il nostro progetto è quello di rifiutare di continuare a pagare un Debito che ci impedisce di vivere, studiare, campare: e voi rappresentate questo impedimento. 
Noi siamo qui oggi per dire a voi ed a tutte le forze politiche istituzionali che non ci facciamo prendere in giro: dalle scuole, dalle università, dai luoghi della precarietà ci stiamo organizzando per costruire il vero cambiamento. 
Ci vediamo il 15 ottobre a Roma. È quello il nostro appuntamento per mandarvi tutti a casa.
NOI IL VOSTRO DEBITO NON LO PAGHIAMO 
 
Appuntamento oggi  ore 18 tutt* in logge dei banchi (comune)
"Futuro e libertà"  fascisti in doppiopetto: NOI NON VI VOGLIAMO!

venerdì 20 maggio 2011

NO ALLA GUERRA! NO ALLE SUE CELEBRAZIONI!

Fuori la guerra dall’università
 
Lunedì 23 maggio, presso la Scuola Superiore S.Anna, si terrà una conferenza dal titolo "Italia e Afghanistan: dieci anni di impegno politico e militare 2001-2011", organizzata dall’Associazione Allievi della Scuola.  
 
Da decenni l’Italia è impegnata in diverse guerre internazionali: l’Iraq, l’Afghanistan, la recente Libia…conflitti accompagnati da una costante propaganda che li descrive come “impegni umanitari” per esportare la “democrazia”. Ma la realtà dei fatti ci parla di tutt’altro, ci parla di stati imperialisti impegnati in guerre neocoloniali che politici, media mainstream, alte cariche dello stato, quotidianamente combattono e celebrano.

La scuola S.Anna, che da sempre mostra un fervente sostegno a queste guerre, un sostegno che diviene spesso attivo, come per le note collaborazioni con Israele, si prepara a celebrare il conflitto Afghano, invitando giornalisti e protagonisti politici e militari di questa guerra decennale. 

martedì 10 maggio 2011

CONTRO IL CONVEGNO SUL PROCESSO DI BOLOGNA

Mai più sulle nostre teste!  
Contestiamo il convegno sul processo di Bologna!

Venerdì 13 maggio è annunciato da giorni il convegno “mettere l’apprendimento al centro del sistema”, organizzato dal MIUR, CRUI, dall’Università di Pisa e da altri soggetti paraistituzionali, nell’ambito di una campagna di informazione per il processo di Bologna.
 
Come studenti e studentesse, precari e precarie di quest’università, annunciamo che questa vetrina non sarà permessa.

sabato 13 novembre 2010

Pisa: azioni, contestazioni, occupazioni. Cresce il conflitto!

Cua e Casp: azione alla mensa universitaria - Studenti e studentesse universitari: contestata la commissione cultura - Alberghiero: sciopero "gatto selvaggio" e occupazione. 

Un'altra lunga giornata di lotta e conflitto nella città toscana. Protagonisti gli studenti e le studentesse delle scuole superiori e dell'università. Azione alla mensa universitaria. Il Collettivo Universitario Autonomo e il Collettivo Autonomo Studenti Pisani, hanno oggi compiuto un altro passo nel percorso di opposizione al processo di dismissione della scuola e dell'università pubblica. 

Il CUA e il CASP si sono simbolicamente riappropriati di un muro, situato tra la sede dell'Azienda Regionale del Diritto allo Studio e la mensa universitaria. E' stata oggi l'occasione per rilanciare l'importante data di mobilitazione del 17 novembre e più in generale per ribadire ancora una volta la necessità di allargare sempre più le pratiche di opposizione e di conflitto, per affermare che il tempo delle mediazioni è finito, che ora è tempo di decidere "da che parte della barricata stare". "Da che parte della barricata stare?Noi lo sappiamo!Verso il corteo del 17 novembre" è la scritta apparsa quindi sul muro davanti alla mensa universitaria, già teatro ieri di un importante momento di riappropriazione