Il 29 aprile circa 1500 persone sono scese in piazza contro il governo Renzi a Pisa: studenti medi ed universitari, lavoratori, precari della ricerca, disoccupati, truffati dal Salva Banche, abitanti dei quartieri popolari e famiglie in emergenza abitativa. Una manifestazione costruita con la partecipazione di una fetta di società complessa, accomunata dalla rabbia contro il governo e le sue misure: tre generazioni a lanciare pomodori, a resistere alle cariche della polizia e a tornare sotto per riuscire ad oltrepassare il blocco a difesa degli spettacolini dei padroni. Renzi è riuscito a dire solo: “incomprensibile”, gli antagonisti contestano internet. Cosa vorrà mai dire contestare internet? La pochezza di queste affermazioni rispecchiano la difficoltà del governo quando viene messo davanti alla realtà molteplice di chi lo contesta perché ha altre idee, altre pratiche con cui vuole vivere la propria vita.
Ieri, il primo maggio, Giannini e Renzi annunciano “come un anno fa s’inaugurava Expo quest’anno investiremo miliardi per la cultura e la ricerca”. Dichiarazioni che vanno lette pensando a cosa accade invece nella realtà. Expo è stata una mangiatoia per la politica e gli affaristi, un complesso espositivo lasciato incompiuto, una prova di schiavismo per migliaia di giovani che hanno lavorato gratis. Un bel progetto d’innovazione.
CE N'EST QU'UN DEBUT... CONTINUONS LE COMBAT!
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lunedì 2 maggio 2016
mercoledì 30 marzo 2016
La Primavera fredda delle Università
Lunedì
21 la Conferenza dei Rettori (CRUI), ha convocato, da Milano a Palermo, una
giornata di dibattito e discussione attorno sul futuro del sistema universitaro
sotto il brand comune di Primavera dell'università. Tema
unificante è stato la denuncia dello stato di strutturale sottofinanziamento
del sistema ribadendo come invece questo rappresenti una risorsa strategica:
“La conoscenza libera il futuro del paese”, recitava lo slogan della CRUI.
Cosa
ha rappresentato questo passaggio?
L'antefatto:
il sabotaggio della VQR
Innanzitutto
va evidenziato un dato rimosso: l'iniziativa della CRUI sorge come risposta
politica al terremoto interno all'istituzione accademica e al suo rapporto con
il Ministero prodotto dalla protesta del corpo docente sulla Valutazione della
Qualità della Ricerca (VQR). Ricostruiamo i fatti. In grossi numeri gli
accademici, dai ricercatori agli ordinari, hanno promosso l'astensione dai
meccanismi triennali di valutazione sulla base dei quale la parte premiale del
fondo di finanziamento ordinario viene ripartito tra gli atenei e i
dipartimenti meritevoli. Quest'anno sarebbe stato preso in esame il triennio
2011-2014 con il “caricamento”, da parte dei docenti, su software appositi dei
due “prodotti” migliori di ricerca che, calcolati su discutibili indicatori
bibliometrici e di peer-review, avrebbero definito la media della qualità della
produzione di ogni dipartimento, poi dell'ateneo, classificando infine questo
nella caccia alle risorse. Una corsa al massacro certificata dall'ANVUR,
l'agenzia di valutazione della ricerca del Ministero.
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giovedì 17 marzo 2016
Report assemblea #StopVqr
Ieri all'assemblea studenti-professori sul sabotaggio della VQR abbiamo visto affacciarsi, prender parola, infervorarsi tanti docenti, tutti protagonisti di una protesta che ha smosso pezzi importanti dell'università... mettendola in discussione. Un fatto che, se la memoria non tradisce, non succedeva da anni. Abbiamo visto voglia di discutere, forse di ridiscutersi.
Matura un'insopportabilità... anche in altri, non solo in noi studenti che, in troppi magari siamo stati costretti ad abbandonare in silenzio l'idea di lottare da dentro, lasciandola in questi anni, questa università ('ma chi me lo fa fare? Ma a che serve?'). Abbiamo sentito parole oneste: “una protesta si è chiusa, si apre un'altra fase che immagina nuove forme”; “il sabotaggio della valutazione voleva trasfigurare l'immagine di università auspicata dal MIUR per creare un problema”. C'era incazzatura. Non rassegnazione. Ed è bastato urtare qualcuno che stava sopra di noi... sfiduciandolo.
La sfiducia nei meccanismi di un sistema rispetto al quale ci si sente traditi crediamo sia già una buona condizione di possibilità per immaginarne un altro di sistema.
La sfiducia nei meccanismi di un sistema rispetto al quale ci si sente traditi crediamo sia già una buona condizione di possibilità per immaginarne un altro di sistema.
lunedì 22 febbraio 2016
Quello che il Ministro e la ricercatrice hanno Cancellato
Una
ricercatrice italiana, Roberta d'Alessandro, ordinaria di linguistica
in Olanda, sbotta qualche giorno fa contro la Ministra Giannini che
si complimentava per i successi della ricerca italiana. La D'Alessandro, vincitrice di un fondo di ricerca europeo (ERC),
puntualizza: qui si parla di ricerca di italiani, non italiana;
ricerca di italiani fatta all'estero perché in Italia le porte ci
sono chiuse e la Ministra ne è corresponsabile. Scoppia la polemica.
Arriva la trasmissione Piazza Pulita. Si accoda anche il
giornalista Cancellato, direttore del giornale on-line Linkiesta, che
punta il dito contro la ricercatrice: “cara Roberta, se la
ricerca in Italia fa schifo la colpa è anche un po' tua, perché hai
preferito la fuga alla lotta”. A chiudere il cerchio un risentito Renzi borbotta: "Se volete andare all'estero fatelo. Se pensate che sia meglio, fatelo. Ma noi faremo dei nostri istituti i luoghi al top del livello mondiale, faremo dell'Italia un centro capace di attrarre ricercatori italiani e di tutto il mondo". La mission Italia è affare per veri duri, inadatta alla codardia dei 'cervelli in fuga'.
Un punto
di vista interno ai movimenti, ben esemplificato nel contributo di Exploit Pisa, protesta: “di lotte contro lo sfacelo
dell'università e contro la precarietà ce ne sono state parecchie
negli ultimi anni”. Ma... stiamo parlando esattamente della
stessa cosa? Nella querelle d'Alessandro - Giannini parliamo
delle macerie dell'università o ci stiamo confrontando con il piano
della sua ristrutturazione, con alcuni suoi tratti di modernità
capitalistica? I fatti al centro della polemica parlano
dell'integrazione negli standard europei di promozione della ricerca
e di promozione del ricercatore attraverso la ricerca.
Si parla
di università, formazione e ricerca. Ma c'è tanto di rimosso in
questa vicenda.
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