CE N'EST QU'UN DEBUT... CONTINUONS LE COMBAT!
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giovedì 14 luglio 2016

Ci sono venti che soffieranno sempre. Note sul processo per l'occupazione di SPOT

Di una contraddizione ancora aperta e di un processo non ancora iniziato
Prendendo il caffé al bar questa mattina sulla prima pagina del Tirreno abbiamo trovato qualcosa che ci riguarda. Nella cronaca cittadina una pagina intera a firma Neri viene dedicata a una notizia-non-notizia. Si parla infatti di un processo non ancora iniziato, quello riguardante diversi studenti e studentesse di UNIPI sotto accusa per aver occupato da aprile 2013 all'agosto 2014 Palazzo Feroci, un immobile nei piani di alienazione dell'università in via della Faggiola trasformato per un anno e mezzo in studentato autogestito - Spot - contro la mancanza di posti alloggio del DSU e il caro-affitti. Giusto ieri eravamo stati informati del rinvio a settembre del primo dibattimento del processo. Sorpresi dalla dubbia notiziabilità del fatto, cogliamo l'occasione per rimarcare quanto nell'articolo non può non essere menzionato e che rappresenta l'autentica storia attorno alla quale un processo viene imbastito e, come dicono i saggi (?), la giustizia farà il suo corso. Ma questo è un aspetto che riteniamo rilevante solo marginalmente.

mercoledì 13 agosto 2014

La solidarietà attorno a Spot rilancia la lotta


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Sono passati pochi giorni dallo sgombero di Spot, ma ancora è tanta la rabbia per il gesto vile della polizia che in pieno agosto si è presentata in via della Faggiola per cacciare di casa diversi studenti, con la complicità dell'assenza di parecchi di loro. La mancanza di politica da parte dell'Ateneo, responsabile dello sgombero, conferma la fragilità di questa governance, costretta a radicalizzare una distanza con il corpo studentesco per la propria incapacità di fornire risposte adeguate ai nostri bisogni sociali. Questo non ci spaventa. Anzi, i tanti messaggi di solidarietà pervenutici in questi giorni nelle più svariate forme ci fanno riconoscere nella comune condizione delle migliaia di giovani che attraversano le università oggi, impegnati a sperimentare una pratica rinnovata del conflitto sociale per affermare diritti e aspirazioni collettive. questa la posta in gioco per noi: generalizzare l'alternativa unica di vita che prende forma nella lotta. In questo risiede la concretezza di un'esperienza capace di durare un anno e mezzo curandosi di non lasciar appassire nell'inascoltata testimonianza la nostra rabbia, ma anzi organizzandola in una pratica di riappropriazione con al centro figure e bisogni reali, impazienti, ora, di rilanciare i propri progetti in un autunno di mobilitazione.

Dei tanti messaggi di solidarietà ricevuti ci piace riportarne alcuni qui di seguito dandoci con questi appuntamento nelle lotte.


venerdì 8 agosto 2014

Unipi sgombera studentato occupato autogestito Spot

Alle 7.30 di questa mattina due camionette di polizia e diverse volanti della digos si sono presentate al numero di via della Faggiola 2 per eseguire l'ordinanza di sequestro di Palazzo Feroci, uno stabile dell'Università di Pisa da anni tenuto vuoto e da un anno e mezzo occupato per dare casa a decine di studenti in lotta contro il caro affitti in città. Esattamente come per il Lucernario della Sapienza, lo sgombero dello studentato Spot, fortemente voluto dal Rettore Augello, arriva vigliaccamente in pieno agosto, in una città deserta e svuotata dei suoi ventimila studenti fuori sede. Spot ha rappresentato un'alternativa concreta di lotta all'emergenza abitativa davanti alla passiva complicità delle istituzioni con lo stato di cose presenti. Troppi stabili pubblici che potrebbero sanare l'emorragia di studenti costretti ad abbandonare la città per l'insostenibilità degli affitti vengono lasciati vuoti o messi in vendita. Spot ha costruito su una domanda sociale una pratica concreta di riappropriazione della ricchezza collettiva e per questo la sua esperienza non si fermerà con lo sgombero di quest'oggi. Già nella conferenza stampa di questa mattina, tenutasi davanti al Rettorato, gli studenti occupanti hanno rilanciato una campagna per settembre che, lottando contro un continuo impoverimento che ci viene fatto unilateralmente subire, mira a organizzare quanti hanno bisogno di una casa per poter continuare a studiare.

lunedì 24 marzo 2014

Basta residenze vuote e patrimonio in svendita.


 Se sei in attesa della casa dello studente la colpa è del DSU e di UNIPI!

Troppe promesse pochi fatti

Il DSU Toscana è l'azienda che si occupa della gestione delle risorse e quindi dei finanziamenti destinati al diritto allo studio universitario. Nel 2012 per le borse di studio sono stati stanziati €14.016.687: gli aventi diritto alla borsa di studio sono circa 4500. Gli studenti aventi diritto al posto alloggio sono circa 2.600 di cui solo 1.587 ne prendono effettivamente possesso in quanto mancano le strutture per accoglierli. Le strutture che il DSU offre sono: Campaldino (48), Don Bosco (145), Fascetti (170), Garibaldi (46), Mariscoglio (116), Nettuno (100), Rossellini (81), Praticelli (811). Le strutture che il DSU promette di aprire sono sempre le stesse da anni, utilizzate come vanto ad ogni occasione pubblica ma che non si sa quando e se verranno veramente aperte:

San Cataldo (zona CNR): avrà 240 posti letto , costerà circa 14 milioni (metà DSU e Regione Toscana metà Ministero), i tempi di realizzazione dovrebbero essere di circa 3 anni, sarà dotata di impianti solari termici e fotovoltaici e di rivestimenti idonei a ridurne i consumi energetici e renderla quindi più ecocompatibile.
..ma ancora c'è solo un campo incolto.

mercoledì 22 gennaio 2014

Nuove case dello studente: è una vittoria o solo un'altra promessa?

Dar forza alle promesse.

Grazie alle mobilitazioni portate avanti quest'autunno dagli studenti, negli ultimi giorni il DSU e il comune di Pisa hanno annunciato la loro collaborazione nell'apertura di due nuove residenze universitarie.

La vicenda di Santa Croce in Fossabanda inizia più di un anno fa, con l'occupazione da parte del collettivo di Prendocasa per denunciare l'emergenza abitativa in città e la presenza di numerosi immobili pubblici lasciati vuoti. La posizione di questo particolare immobile ha attirato l'attenzione degli studenti. È situato vicino al nuovo polo didattico delle Piagge, e per questo risponderebbe all'esigenza di un punto di distribuzione di pasti mensa e di alloggi per studenti. Dopo l'assemblea d'ateneo dell'aprile scorso, da cui è partita l'occupazione dello studentato autogestito Spot, si è aperto un percorso verso la Conferenza Università e Territorio (tra sindaco, DSU, Università di Pisa, Scuola Normale e Sant'Anna) che avrebbe dovuto affrontare le problematiche sollevate dagli studenti: dall'insufficienza di posti alloggio e speculazione sulle risorse immobiliari, alla carenza dei punti di distribuzione mensa nei pressi dei nuovi poli. La CUT si è rivelata in realtà un luogo di mediazione tra i vari interessi della governance cittadina. Infatti in questa sede si è manifestata solo la volontà di proseguire con le speculazioni e la spartizione della città tra le grandi scuole d'eccellenza e il DSU ha espresso un maldestro tentativo di giustificare la cronica insufficienza del welfare studentesco con misure “tappabuchi”.  Tra queste misure gli accordi per la Paradisa, quelli per Fossabanda e San Cataldo.
Le mobilitazioni studentesche hanno continuato a indicare nelle loro lotte altri luoghi simbolo tra cui la residenza da 34 posti letto finita da anni e mai aperta di via Da Buti, di proprietà del comune che ora è passata in mano al DSU. La residenza è stata occupata dopo l'assemblea d'ateneo del 15 novembre 2013.

giovedì 7 novembre 2013

Da Pisa studentato occupato Spot con la Verdi15


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Oggi 7 novembre, a pochi giorni dalla data che avrebbe visto la Residenza Verdi 15 di Torino compiere un nuovo anno di occupazione, siamo stati costretti ad assistere, per l’ennesima volta, ad uno sgombero atto a radere al suolo uno di quei tanti percorsi di riappropriazione che attraversano l’Italia.
La Verdi 15 nasce a Torino nel gennaio 2012 come residenza per tutti quegli studenti borsisti che ogni anno di più si vedono negare il diritto allo studio e all’abitare e con il passare del tempo è diventata un luogo simbolo per la sua città. Un luogo di socialità, di aggregazione, di volontà di riappropriarsi di ciò che dovrebbe essere di tutt*, in un panorama, a noi più che familiare, dove gli studenti e i precari si ritrovano ad essere i primi colpiti dalla crisi che stiamo vivendo. La residenza dopo un anno di occupazione ha subito uno sgombero che non l’ha vista fare un passo indietro bensì riprendersi altre due Verdi 15 che hanno continuato il percorso iniziato tempo prima.
Lo sgombero di questa mattina dà segno della forte repressione presente nelle nostre città e del tentativo di arginare quei progetti che vanno contro tutto ciò che ci viene quotidianamente imposto e che rendono le nostre vite sempre più precarie. A Torino, come a Pisa. Affitti sempre più cari, borse di studio inesistenti sono tutte conseguenze dei tagli alle risorse che ci sono, ma che non vengono investite nell’università, negli alloggi per gli studenti, negli spazi che attraversiamo tutti i giorni come precari di questa società. Per questo le risposte che troviamo da soli a queste esigenze non vengono accettate anzi represse in qualsiasi modo, da questura e autorità.
Non saranno a fermarci né uno sgombero dai metodi abominevoli come quello di stamattina che ha visto ragazzi e ragazze picchiati, insultati, apostrofati per nome né le intimidazioni e provocazioni della polizia, come quelle che qua a Pisa hanno colpito Spot gli scorsi giorni, quando con la scusa di un’ispezione in prospettiva di un imminente sgombero hanno tentato di entrare all’interno del nostro studentato.
Come student* e occupanti di Spot diamo la nostra solidarietà ai ragazz* della Verdi 15 continuando la lotta verso la riappropriazione e l’assedio a chi abita quei palazzi del potere che non ci vedranno mai fare un passo indietro. 


Spot - Studentato Occupato Autogestito
Collettivo Universitario Autonomo -  Pisa 

martedì 5 novembre 2013

Spot resiste allo sgombero e rilancia!

altCon la scusa di procedere a un'ispezione per verificare l'agibilità dello stabile questa mattina la polizia con i vigili del fuoco ha provato a fare irruzione a Spot, lo studentato autogestito nato il 16 aprile scorso con l'occupazione di Palazzo Feroci, uno stabile dell'università inserito nei piani di alienazione. Gli abitanti dello studentato hanno impedito l'ingresso della polizia barricandosi a Spot. Dopo qualche tempo, con il concentramento di un presidio di solidarietà allo studentato sotto attacco, la polizia ha rinunciato al tentativo.
Ancora una volta il rettore Augello si è sottratto alle proprie responsabilità politiche. L'Università di Pisa ha scelto di ignorare le soluzioni dal basso promosse dagli studenti e favorire i piani di investimento che condannano migliaia di studenti all'esclusione e all'impoverimento, invece di utilizzare il proprio patrimonio immobiliare come ricchezza collettiva per i bisogni studenteschi. Per questo dopo la resistenza a Palazzo Feroci i residenti di Spot si sono spostati a mensa per un momento comunicativo di rilancio verso altre tappe di mobilitazione contro le politiche di esclusione in università, a partire da domani in cui al Senato Accademico si riporteranno i vertici dell'ateneo davanti alle loro responsabilità.

Kevin, occupante di Spot, racconta i fatti di oggi in diretta su Parole Ribelli, trasmissione di Radio Blackout
Di seguito il comunicato sulle vicende di stamani e il video