CE N'EST QU'UN DEBUT... CONTINUONS LE COMBAT!
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giovedì 6 novembre 2014

Il tempo della politica lavora contro gli studenti



Ieri ennesima puntata dell'infinita telenovela su Fossabanda. La Conferenza Università e Territorio si è un'altra volta riunita per decidere di rinviare la decisione sull'acquisizione dell'albergo di Santa Croce in Fossabanda da parte del DSU come residenza studentesca. Esattamente come la precedente CUT rinviò al 14 ottobre la medesima decisione, senza poi dare risposte, ed esattamente come giunte fantasma e consigli comunali si sono ben guardate dal prendere una posizione ufficiale sulla vicenda annunciando, però l'interesse e le offerte di soggetti privati per l'acquisizione della struttura.

Su questa storia di parole da marinai e false promesse vogliamo formulare una riflessione in merito a due aspetti:
1) la natura di una trattativa condotta solo su un piano istituzionale
2) la considerazione dei reali rapporti di forza che determinano i reali interessi dei soggetti coinvolti nella trattativa e il loro peso.

  1. Fossabanda, le CUT e le trattative... ma quali aspettative?
La partita sull'albergo di Santa Croce in Fossabanda e la sua rivendicazione da parte dei movimenti studenteschi durante l'anno scorso tra assemblee d'ateneo e occupazioni, riguarda, più in generale una partita sull'appropriazione delle risorse pubbliche: redistribuirle verso il basso, per soddisfare bisogni complessi e urgenti della popolazione studentesca, quali l'abitare e il mantenimento di condizioni di vita dignitose e libere dal ricatto dell'affitto e del lavoro intermittente e sottopagato, oppure valorizzarle verso l'altro, nel mercato immobiliare o a vantaggio di soggetti investitori privati.

sabato 23 agosto 2014

Unipi in liquidazione totale. E poi spunta la foresteria per soli professori...


Un articolo a quattro colonne sul Tirreno di ieri traccia un bilancio in itinere del mandato Augello alla guida dell'ateneo pisano: mettere in vendita il patrimonio pubblico di UniPi per salvare la baracca. Sì, perché la stretta finanziaria post riforma ha obbligato le politiche degli atenei orientarsi nel verso di una ragioneria che abbia come priorità il galleggiamento di una macchina che necessita di risorse finanziarie per funzionare. Ma questo è il già noto e se lo considerassimo come una condizione oggettiva parleremmo delle “ragionevoli soluzioni” della governance d'ateneo come quella, appunto, di vendere per sopravvivere o per recuperare risorse da reinvestire. Il punto è però che questa non è una condizione oggettiva ma determinata da interessi diversi e in conflitto tra loro. Presentarla così significa mascherare lo scontro in atto a tutto vantaggio di una semplificazione che vorrebbe riconciliarci con chi ci priva di possibilità e risorse che ci permettano di vivere quest'università per i nostri fini.

venerdì 8 agosto 2014

Unipi sgombera studentato occupato autogestito Spot

Alle 7.30 di questa mattina due camionette di polizia e diverse volanti della digos si sono presentate al numero di via della Faggiola 2 per eseguire l'ordinanza di sequestro di Palazzo Feroci, uno stabile dell'Università di Pisa da anni tenuto vuoto e da un anno e mezzo occupato per dare casa a decine di studenti in lotta contro il caro affitti in città. Esattamente come per il Lucernario della Sapienza, lo sgombero dello studentato Spot, fortemente voluto dal Rettore Augello, arriva vigliaccamente in pieno agosto, in una città deserta e svuotata dei suoi ventimila studenti fuori sede. Spot ha rappresentato un'alternativa concreta di lotta all'emergenza abitativa davanti alla passiva complicità delle istituzioni con lo stato di cose presenti. Troppi stabili pubblici che potrebbero sanare l'emorragia di studenti costretti ad abbandonare la città per l'insostenibilità degli affitti vengono lasciati vuoti o messi in vendita. Spot ha costruito su una domanda sociale una pratica concreta di riappropriazione della ricchezza collettiva e per questo la sua esperienza non si fermerà con lo sgombero di quest'oggi. Già nella conferenza stampa di questa mattina, tenutasi davanti al Rettorato, gli studenti occupanti hanno rilanciato una campagna per settembre che, lottando contro un continuo impoverimento che ci viene fatto unilateralmente subire, mira a organizzare quanti hanno bisogno di una casa per poter continuare a studiare.