CE N'EST QU'UN DEBUT... CONTINUONS LE COMBAT!
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sabato 28 gennaio 2017

Via dell'Occhio la lotta per il diritto allo studio continua

A dicembre 2016 l’avvocatura dell’azienda per il diritto allo studio universitario ha inviato ad una studentessa precaria un’ingiunzione di pagamento di oltre 300 mila euro per un supposto danno dovuto all’occupazione dell’immobile di via dell’Occhio avvenuta nel 2009.
Questa decisione è stata presa nel Consiglio d’Amministrazione del 29 luglio nel quale non era presente la componente studentesca. In quest’atto è presentata una ricostruzione faziosa e strumentale della vicenda di via dell’Occhio col chiaro intento di intimorire gli abitanti e farli uscire dall’immobile, coinvolto nell’ennesima operazione speculativa. Infatti la palazzina di proprietà del DSU insieme alla residenza studentesca Campaldino sono in permuta per la costruzione della casa dello studente San Cataldo, i cui lavori di costruzione dovrebbero terminare a dicembre 2018.

mercoledì 23 luglio 2014

Contro l'emergenza abitativa studentesca interrotto il cda dell'università

Questa mattina un gruppo di studenti sono intervenuti al cda d'Ateneo per discutere del ruolo e delle responsabilità dell'Università sull'emergenza abitativa studentesca. Ieri è stato presentato a Firenze il III rapporto sulla condizione abitativa in Toscana, alla presenza della vice-presidente della Giunta regionale Stefania Saccardi. Il focus sulla città di Pisa ha confermato quello che da più di un anno gli studenti denunciano. Ci sono 3.020 studenti con un reddito famigliare inferiore ai 19 mila euro che hanno diritto a un posto alloggio per poter continuare gli studi. Il Diritto allo Studio a Pisa però ha messo a disposizione solo 1523 posti letto nell'anno accademico 2013-14, escludendo dal beneficio pertanto quasi la metà degli aventi diritto. In tutta la città sono oltre 20 mila gli studenti fuori sede che necessitano di una casa, ostaggi di un mercato degli affitti dove i prezzi variano dai 250-350 euro al mese per una singola e oscilla fra i 180 e i 250 euro per una doppia.

Davanti a una stato di oggettiva sofferenza che, con la compressione dei redditi vede accrescersi la platea degli idonei alla borsa di studio e al posto alloggio, osserviamo però come le politiche degli enti pubblici tutelino altri interessi. Fondi e risorse di tutti vengono distratti verso la speculazione immobiliare, negando soluzioni adeguate alle crescenti domande poste da nuovi e urgenti bisogni sociali. È questo il caso di Villa Madrè, via Da Buti, Paradisa e Santa Croce in Fossabanda.

martedì 8 luglio 2014

Il DSU strumentalizza l'emergenza alloggi: il caso di villa Madrè

Oggi si è tenuto il CdA del DSU a Firenze: è stato approvato il protocollo d'intesa con APES per destinare 16 unità del complesso di villa Madrè al diritto allo studio.
Villa Madrè si trova tra via delle Cascine e via Aurelia, è di proprietà della società Condotte spa. Questa struttura è stata presa in affitto da APES per conto del comune di Pisa.

La struttura, completata nel 2009, avrebbe dovuto ospitare un hotel a quattro stelle di 135 camere e due fabbricati a destinazione turistico-alberghiera di 28 unità. L'investimento è risultato essere fallimentare, la struttura non è mai stata innaugurata.
Da febbraio il Comune di Pisa ha reso pubblica la trattativa di un contratto d' affitto per offrire una soluzione alle famiglie in emergenza abitativa. La trattativa si è conclusa a maggio e da allora il Comune versa trentacinque mila euro a trimeste, tenendo la struttura sempre vuota.
L'edificio è oggi a disponibilità dell'Apes per le finalità dell'Agenzia casa ma il comune ha mostrato al DSU la disponibiltà di una collaborazione per tentare di risolvere l'emergenza abitativa studentesca.

lunedì 28 aprile 2014

Fossabanda: la giusta direzione è la lotta!


Il 16 aprile il Cda del DSU ha espresso formalmente interesse per l'immobile di Santa Croce in Fossabanda, di proprietà del Comune di Pisa.
Questo grazie alle numerose mobilitazioni studentesche, e non, che da quest'autunno si fanno sentire in città. Si sono susseguite numerose occupazioni di immobili lasciati al degrado e alla speculazione: dalla casa dello studente di via Da Buti, all' ex albergo di Santa Croce in Fossabanda, sino a quella del' ex convento delle Benedettine.
Tutti questi stabili sarebbero una risposta all'emergenza abitativa studentesca presente in città, ma le istituzioni, dal DSU all'Università, non mostrano di voler dialogare con gli studenti... sino ad ora.
L'apertura di Fossabanda sarebbe certamente una vittoria, se non sarà concesso in affitto a prezzi di mercato. Non è una vittoria che ci può bastare: il DSU continua a costruire svendendo il proprio patrimonio immobiliare anziché ristrutturarlo; l' Università investe 9 milioni di euro per un albergo mai aperto e destinato ai visiting professor.

mercoledì 17 luglio 2013

Gli studenti da Spot conquistano una C.U.T. aperta


altQuesta mattina un gruppo di studenti e studentesse occupanti di Spot ha preso parola nell'ultimo consiglio d'amministrazione d'ateneo prima della pausa estiva. Dopo un presidio di protesta contro la condizione di precarietà studentesca che ha operato dei blocchi a singhiozzo in Lungarno Pacinotti, gli studenti sono entrati al Palazzo alla Giornata intervenendo durante il cda. È stato chiesto che l'Ateneo prendesse formale impegno a promuovere una Conferenza Università e Territorio aperta con dsu, comune e studenti, in cui dibattere le questioni sollevate da tre mesi di lotta sviluppatasi attorno all'esperienza di Spot: l'emergenza abitativa studentesca tra caro affitti e mancanza di alloggi per borsisti, la mancanza di servizi nei poli periferici, la ristrutturazione del servizio ristorazione, la qualità dell'offerta didattica e l'aumento della tassazione studentesca.

martedì 9 luglio 2013

Università di Pisa: Scriviamo il nostro bilancio sociale!


Assemblea per la costruzione del nostro Bilancio Sociale d'Ateneo.

In quale direzione investe l'Università di Pisa? Chi sono i reale portatori d'interesse delle sue politiche? Pensiamo che tutta una fetta di precariato studentesco e di lavoratori di questo ateneo venga penalizzato ed escluso. Mettiamo assieme le nostre vertenze, costruiamo un punto di vista di parte per imporre un cambio di direzione che soddisfi i nostri reali bisogni in quanto soggetti concreti che tengono in piedi questo ateneo.

Verso il prossimo cda d'ateneo del 17 luglio parliamo della vertenza tasse, della mancanza di posti alloggio, degli affitti in città, dei nuovi contratti d'appalto per i servizi esternalizzati, della ristrutturazione del servizio ristorazione, dei nuovi poli periferici, della dequalificazione della didattica e della nuova dipartimentazione. 

Ore 17 a Spot, in via della Faggiola 2

martedì 21 febbraio 2012

ORA BASTA! GIU' LE MANI DA VIA DELL'OCCHIO

Siamo le famiglie, gli studenti, i lavortaori, i disoccupati, italiani e migranti che da più di due anni e mezzo vivono nella palazzina occupata di via dell'occhio. Nei giorni scorsi la proprietà dell'immobile (l'Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario) ci ha contattato intimandoci di abbandonare l'immobile e riconsegnare le chiavi.

Riteniamo inaccettabile questo comportamento da parte del DSU, che su questo immobile è stato complice di una speculazione; infatti questo ente non intende restaurare la palazzina (perchè poco vantaggioso), ma piuttosto svenderla sul mercato immobiliare.

Noi ci opponiamo all'ennesima svendita del patrimonio pubblico e per questo mesi fa abbiamo portato al DSU la nostra proposta di intraprendere un percorso di autorecupero; gli occupanti avrebbero effettuato i lavori sull'edificio abbattendo i costi per la proprietà, in cambio della garanzia della salvaguardia della sua natura pubblica.

Il DSU ha approvato in una delibera ufficiale il suo sostegno a questa ipotesi, ma alle parole non hanno fatto fede le azioni, ed adesso ci ha ricontattato per provare nuovamente a farci abbandonare via dell'occhio.

Non lasceremo queste case; non permetteremo a questa speculazione di andare a buon fine, non lasceremo che questo isolato ritorni all'abbandono, alla sporcizia, allo spaccio, nella situazione in cui si trovava quando abbiamo occupato.

Oltre a sette abitazioni, dove persone molto diverse tra loro si sono sottratte all'incubo di non riuscire più a pagare un affitto, questa occupazione comprende uno spazio sociale in piazza facchini dove hanno sede attività molto importanti e del tutto gratuite: lo sportello per il diritto alla casa, il corso di italiano per migranti, il corso di arabo parlato, il laboratorio artistico, ed altre che vi sono state svolte in questi anni.

Da questa occupazione sono nate molte giornate di festa nel quartiere (in piazza facchini e piazza della pera) oltre ai momenti di pulizia della strade ed alle molte assemblee che hanno coinvolto il vicinato.

Tutto questo patrimonio non deve essere perso, ma anzi valorizzato; per questo intendiamo dire al DSU che non lasceremo questo immobile e che riteniamo la via dell'autorecupero l'unica relamente percorribile, poiché porterebbe un risparmio per la proprietà (e conseguente beneficio per gli studenti pisani), vantaggi per il quartiere (che risentirebbe del degrado conseguente ad un nuovo, prolungato, abbandono di un intero isolato) e per tutta la collettività (che non verrebbe privata dell'ennesimo edificio pubblico, svenduto al mercato privato per puri fini speculativi).

mercoledì 23 febbraio 2011

VOLANTINO 25 febbraio, CDA del Diritto allo Studio a Pisa! METTIAMOCI BOCCA!

Dopo molto tempo il Consiglio di Amministrazione del Diritto allo Studio torna a riunirsi a Pisa. 
La lotta che abbiamo condotto in questi mesi contro il ddl Gelmini è una battaglia contro la precarizzazione delle nostre esistenze, contro l’espropriazione di diritti a cui non abbiamo voluto rinunciare. 
La logica che ha mosso ultimamente il CDA del DSU nel tagliare i nostri servizi come la mensa serale a Betti, l’aumento del prezzo del pasto, la chiusura del centro stampa Seu, e l’oscura gestione del patrimonio immobiliare studentesco è il frutto di una gestione del diritto allo studio come merce e non come diritto.