CE N'EST QU'UN DEBUT... CONTINUONS LE COMBAT!
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sabato 29 novembre 2014

Buona scuola e Job Act. Per chi studiamo, per cosa studiamo?

In queste giornate si sta approvando alla camera il Job Act, ultima ridefinizione della politica economica italiana e base d'appoggio per la definitiva e totale precarizzazione del mondo del lavoro, sopratutto di quello giovanile. È di oggi la notizia dell'ennesimo aumento della disoccupazione, alla faccia dell'ottimismo di analisti e renziani.

Sempre tra i palazzi romani si stanno preparando i decreti attuativi della Buona Scuola che vedranno la luce a gennaio, premesse necessarie delle riforme del Job Act, si propongono di precarizzare e valorizzare nel miglior modo possibile anche il mondo della formazione.

venerdì 16 maggio 2014

Per un no intransigente al lavoro gratuito

Che fine ha fatto l'accordo sulla tutela volontaria dei beni culturali?
Sono quasi tre mesi che è stato firmato in Prefettura uno scellerato accordo sullo sfruttamento del lavoro volontario – non pagato – nella tutela dei Beni Culturali e Artistici della città di Pisa, colpendo un settore che, in un paese come l'Italia, dovrebbe essere tra le priorità in termini di valorizzazione, tutela e formazione di professionalità. Già da tempo la formazione nel settore è stata ridotta ad una farsa: corsi generalisti a causa degli accorpamenti e nozionismi da eruditi d'altri tempi. Adesso il lavoro stesso viene ridotto a passatempo per chi può permetterselo.

Giustamente vi è stato un moto d'indignazione trasversale per il contenuto (sfruttamento, dequalificazione, umiliazione professionale), la forma (illegale) e il modo (pressioni sui firmatari e procedure inconsuete, finanche nella scelta del luogo: la Prefettura). Una vertenza - apparentemente di competenza delle associazioni di categoria – si presta a essere grimaldello sociale utile a scoperchiare il vaso di Pandora dell'incompatibilità davanti a precarietà e lavoro gratuito.

Si parla infatti non solo di un accordo, ma soprattutto di un sistema fatto di precarietà, sfruttamento, reddito intermittente o non-reddito, incuria dei beni comuni. Un sistema che si è insinuato viscidamente nel senso comune – tramite la grande menzogna «Non ci sono soldi» - per poi “istituzionalizzarsi” violentemente a colpi di decreto con il pretesto dell'emergenza (emergenza ormai permanente e dunque di necessità non reale).

giovedì 10 aprile 2014

Assemblea d'Ateneo: le risorse ci sono! Occupato il residence Le Benedettine

Stamattina si è svolta al polo Carmignani l' assemblea d'Ateneo. Lo stesso giorno in cui sono stati inaugurati dall'Università, con grande sfarzo, gli Open Day della ricerca, gli studenti hanno chiarito che i temi d'interesse sono altri: il diritto allo studio, la didattica dequalificata e il mercato del lavoro precarizzato.
Sul versante del diritto allo studio è stata ribadita la drammatica assenza di posti alloggio per gli studenti beneficiari. I posti certo non mancano, ma la collaborazione tra le diverse istituzioni cittadine – Comune, Università, Diritto allo studio – non è indirizzata al soddisfare i bisogni degli studenti. Per questo motivo è stato lanciato un ultimatum sull'apertura delle residenze di via Da Buti, Santa Croce in Fossabanda e Paradisa.
Per quanto riguarda la didattica i fronti sono molteplici: dallo smantellamento delle lauree magistrali nel dipartimento di Filologia, agli sbarramenti per l'accesso alle lauree specialistiche di economia e medicina. Emblematico è il caso di beni culturali: un accordo inter-istituzionale si pronuncia sulla “tutela volontaria” per la cura dei beni artistici della città. Questo sempre più concretizza un futuro di lavoro precario e gratuito, sulla scia del Job Act e sul modello Expo 2015. In tutti questi processi di ristrutturazione all'interno dell'Università è evidente quale sia il ruolo svolto dai docenti e dai consigli di dipartimento, perciò gli studenti hanno preteso che entro una settimana il Rettore Augello, l'amministrazione centrale dell'università e la dirigenza dei dipartimenti si pronuncino su confronto pubblico e aperto con gli studenti.
Conclusasi l'assemblea gli studenti si sono diretti all'ex convento delle Benedettine e lo hanno occupato. Questo immobile è stato adibito a residenza per i visiting professor dall'Università, con un investimento di 9 milioni di euro, ma non è mai stato aperto. La richiesta è che venga dato agli studenti in emergenza abitativa.

L'assemblea ha rilanciato sulla data di mobilitazione contro le politiche di austerità di sabato 12 aprile a Lucca, dove si svolgerà il festival del volontariato, con la presenta di Renzi e a Roma per la manifestazione dei movimenti sociali contro austerity e precarietà.

lunedì 31 marzo 2014

Lavoro gratuito per una laurea in Beni Culturali pagata a caro prezzo

A inizio febbraio è stato siglato in Prefettura un accordo che intende delegare ai volontari dell'associazione Amici dei Musei di Pisa il monitoraggio dei Beni Artistici di questa città, oltre a interventi di «minuta manutenzione» (!?). Il pubblico scarica le proprie responsabilità su lavoro non retribuito e non qualificato. D'altra parte l'odioso tentativo di far lavorare gratis o gravemente sottopagati sembra caratterizzare la governance cittadina come quella nazionale: ne sono esempi la proposta di Renzi di impiegare cassaintegrati nelle biblioteche, o quella di  Marino di impiegare senza-tetto, o la grande presa per il culo dell'Expo 2015, o ancora la vergognosa istituzionalizzazione del più bieco sfruttamento chiamata Job Act.

L'accordo assume  tratti inquietanti: alla FIDAM (Federazione Italiana Degli Amici dei Musei) aderiscono 40mila volontari in tutta Italia. Una massificazione del modello proposto a Pisa significherebbe la completa sostituzione degli operatori professionali stipendiati con forza-lavoro gratuita, svalutando il titolo di studio e le professionalità ad esso associate. Questa ipotesi approfondisce una tendenza che vede comprimere la redistribuzione reddituale nell'ambito dei servizi di competenza pubblica con il taglio delle risorse e l'imposizione del lavoro gratuito. Allo stesso tempo capacità e competenze, pagate a prezzo di duri sacrifici nell'affrontare gli studi, vengono disperse e bruciate, andando a configurare una bolla formativa destinata ad esplodere.