CE N'EST QU'UN DEBUT... CONTINUONS LE COMBAT!
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venerdì 21 dicembre 2012

Studenti medi ancora protagonisti delle lotte


'Finisce il mondo?Ne costruiamo uno nuovo', questo lo slogan con cui è stato indetto l'ennesimo corteo cittadino che ha riempito le strade e le piazze pisane nella serata di ieri.
Un'altra giornata di mobilitazione lanciata dagli studenti medi e costruita nelle scorse settimane con uscite pubbliche, una partecipata assemblea cittadina, comunicati e prese di parola da parte di tanti e tante che hanno voluto rispondere in prima persona alle accuse mosse da Pd, prefetto, questore e presidi nei confronti del precariato giovanile.
Negli scorsi giorni, infatti, la stampa locale ha impiegato fiumi di inchiostro per dar voce a questi signori che, dopo il corteo del 6 dicembre, hanno tentato di delegittimare le lotte degli studenti ipotizzando che dietro la loro rabbia ci fosse una regia occulta, dei "cattivi maestri" capaci di manovrare a loro piacimento i tanti giovani che, di fronte allo sfacelo delle proprie scuole, alla crisi imperante che non permette alle loro famiglie di arrivare alla fine del mese, hanno deciso di non chinare la testa, di non stare a guardare, ma di organizzarsi e lottare.

mercoledì 14 novembre 2012

14N a Pisa. La resistenza all'austerity blocca tutto e occupa la torre



Giornata di sciopero e blocco generale a Pisa. Il centro vetrina, è stato letteralmente invaso dai soggetti in lotta, espulsi nelle periferie, cancellati e attaccati nelle ultime settimane, ma che, con l'autorganizzazione,sono stati capaci di creare ed allargare nuovi spazi comuni di resistenza, riprendendosi oggi la città. Fin dalla mattina presto picchetti in vari luoghi della città, più o meno decentrati, hanno operato blocchi per le vie e nei luoghi di lavoro e di studio. Primo tra tutti i picchetti a ritrovarsi è stato quello delle operatrici Sodexo sotto licenziamento, al presidio davanti al pronto soccorso dell'ospedale di Cisanello.

Non a caso la lotta delle donne della Sodexo ha assunto nella giornata di oggi una valenza così importante. Dopo 18 giorni e 18 notti di presidio permanente le operatrici delle pulizie, costituesi in "comitato cittadini e lavoratori per il diritto alla salute", hanno aperto in città uno spazio di resistenza contro le politiche di taglio e licenziamento su un comparto fondamentale della riproduzione sociale: la sanità. Immediatamente, per le sue caratteristiche di radicalità e spinta alla ricomposizione sociale dal basso, la lotta della Sodexo è diventata trainante rispetto a tutte quelle condizione di conflittualità sociale latenti ma represse dai vincoli imposti dai tappi della mediazione sindacale e dalla retorica della rassegnazione e dei sacrifici. La capacità di questa lotta di resistere agli attacchi condotti dal più grande sindacato confederale, non più capace di controllare la virale diffusione delle dinamiche di aggregazione sociale volte alla trasformazione dell'esistente, oggi si è riversata nelle arterie cittadine, occupando letteralmente il centro e vincendo la scommessa su un 14n che eccedesse i limiti dello sciopero tradizionale nella direzione del blocco, dell'incontro e della messa in comune di pratiche e percorsi di riscatto sociale.

domenica 1 luglio 2012

Restituire gli spazi ad un uso sociale: si può! Si deve!


Inaugurata la Nuova Periferia Polivalente
Migliaia di ore di lavoro volontario, spese minime grazie al contributo di tanti, ai legami nati con il quartiere, al percorso che #occupyPisa ha iniziato il 17 novembre scorso riaprendo gli spazi di via La Pergola: è grazie a tutto ciò che, in 7 settimane, la giungla di erbacce che nascondeva il campo di calcio, gli arbusti che invadevano i campi di calcetto, tennis e basket, la siepe inselvatichita che impediva persino l’utilizzo del marciapiede nella strada adiacente, gli spogliatoi ormai sostituiti da una fogna, hanno ripreso a vivere, sono tornati utilizzabili, sono stati trasformati in un immenso spazio sociale aperto a tutti e tutte.
Dopo sei anni di abbandono, durante i quali l’unico ruolo delle istituzioni è stato quello di murare il casottino degli spogliatoi - mettendo a rischio di epidemie un intero quartiere - la Polispotiva della Fontina è tornata a vivere, ad essere attraversata da decine di persone, ad essere utilizzata da grandi e piccini che vogliono uno spazio in cui trascorrere il proprio tempo, in cui poter praticare sport liberamente. 

martedì 15 maggio 2012

Occupy Pisa scatenata contro Equitalia

E' stata una lunga giornata di lotta a Pisa: città paralizzata dai blocchi, colpita equitalia, picchetti con copertoni sulla superstrada, occupata l'ex polisportiva di Pratale.
Già dal primo pomeriggio la gente ha cominciato a radunarsi nei tre picchetti di partenza che Occupy Pisa aveva lanciato per questo appuntamento: il presidio permanente di piazza Dante, il centro per l'impiego e il quartiere Cep.
Intorno alle 16:30 da piazza Dante è partito il primo e più numeroso corteo, che subito è andato a bloccare i lungarni; quasi contemporaneamente è partito il corteo dal centro per l'impiego, che ha bloccato la zona della stazione; poco dopo altri manifestanti sono partiti dal Cep, paralizzando la periferia.
I primi due cortei si sono incontrati in via Conte Fazio per poi ricongiungersi, all'altezza dell'Aurelia, al corteo proveniente dal Cep.
Qui centinaia di persone – studenti, operai, cassaintegrati, disoccupati, gente comune - hanno bloccato la strada per circa 20 minuti prima di rimettersi in cammino verso Equitalia.
In pochissimo la città si è ritrovata completamente paralizzata, tante le macchine rimaste bloccate in fila, tanti gli automobilisti solidali al corteo, alcuni dei quali hanno parcheggiato unendosi alla protesta.
Lungo l'aurelia i 300 manifestanti si sono fatti sentire suonando pentole e battendo sulle lamiere che dividono la carreggiata da un cantiere; tantissimi i cartelli su cui c'erano scritte contro l'agenzia di riscossione. Lo striscione di apertura recitava 'blocchiamo equitalia – noi il vostro debito non lo paghiamo'.
Intorno alle 18:00 la manifestazione è giunta agli uffici di equitalia che, vista l'annunciata contestazione, oggi hanno chiuso in anticipo. Qui i manifestanti hanno strappato decine e decine di cartelle esattoriali dell'agenzia di riscossione crediti e hanno lanciato davanti all'ingresso resti di macello di un animale: 'la macelleria sociale che banche, governo, padroni e la stessa equitalia vorrebbero mettere in atto, oggi gli viene restituita!'. Chi è indebitato ha deciso da oggi di non nascondersi più, di non rinchiudersi, di non abbassare la testa, di non farsi schiacciare, ma di ribellarsi insieme a tanti e tante, che pure in diverse condizioni, cominciano a ricomporsi e a riconoscersi come 'simili'.
Dopo diversi interventi il corteo è ripartito andando a bloccare nuovamente l'Aurelia, raggiungendo l'imbocco dell'autostrada e bloccando l'uscita della Fi-Pi-Li. Qui sono stati sparsi copertoni su tutta la carreggiata e il blocco è stato mantenuto per circa un'ora.
I manifestanti si sono poi rimessi in cammino, continuando a bloccare le strade e dirigendosi verso il centro cittadino, raggiungendo il presidio permanente di piazza Dante.
Sono circa le 20, ma la giornata non è ancora finita per tutti coloro che hanno deciso di dare una risposta concreta a questa crisi, di ribellarsi, di non rimanere soli, di creare nuovi legami sociali, di non pagare il debito creato dai pochi, politici e banchieri, che detengono il potere finanziario.
E così in tanti hanno ripreso il corteo per il centro della città, fino a raggiungere la periferia opposta rispetto alla sede di equitalia... tanta strada percorsa con determinazione per arrivare ad un nuovo, grande momento di riappropriazione: oggi, infatti, a tre mesi esatti dallo sgombero di via la Pergola e l'occupazione di piazza Dante, Occupy Pisa cresce e si trasforma ridando vita ad uno dei tanti luoghi della città abbandonati e lasciati al degrado.
Sono le 20:40 quando i manifestanti raggiungono via di Pratale ed entrano in un ex-polisportiva chiusa da tempo: campi da calcio, da calcetto e da tennis, spogliatoi e spazi enormi all'aperto. Un altro spazio restituito alla collettività, la cui riapertura ha trovato subito il plauso di alcuni vicini di casa che hanno accolto con il sorriso i 'nuovi arrivati'.
E' da qui che Occupy Pisa vuole proseguire, dando vita alla nuova camera del lavoro sociale, continuando con il progetto della mensa popolare e costruendo una polisportiva autogestita.
E' in questi spazi che troverà ulteriore linfa il percorso di costruzione dal basso dello Sciopero Sociale e Generale che, con questa grande giornata di lotta e di conflitto, ha compiuto un altro significativo pezzo di strada.

lunedì 14 maggio 2012

15 maggio a Pisa: perché Occupy Equitalia

Quando la gente decide di lottare le sirene del potere annunciano (e preparano) l'escalation violenta. Ma chi rifiuta di pagare il debito sa di non essere ostaggio né dell'estetismo terroristico mediaticamente telecomandato né delle minacce sulle imminenti strette repressive in programma già dal cdm di giovedì. La lotta contro equitalia è una questione di dignità, di protagonismo sociale della nuova composizione degli “indebitati”, di riscatto dalla condizione di minorità, di subalternità che i dispositivi d'interiorizzazione del senso di colpa continuano a produrre, assieme a violenza, macelleria sociale e disperazione. Bisogna esser chiari: generalizzare il nostro rifiuto del debito - oltre i tentativi di confondere le acque operati da chi ha l'interesse di conservare questo sistema di rapina - equivale a lottare contro Equitalia praticando il diritto all'insolvenza, riappropriandoci di reddito e servizi, opponendoci all'impoverimento del lavoro vivo.
Non si tratta infatti di una questione di iniquità fiscale, chiave interpretativa comune a leghisti e grillini per segni opposti e complementari. Non può interessarci che Maradona si consideri perseguitato da Equitalia – come ci comunicano i media mainstream.
E a nulla valgono i moniti del ministro della giustizia Severino che ci ricorda che “pagare le tasse è un dovere” e che attaccare Equitalia significa attaccare lo stato.
Bisogna essere coscienti del piano della lotta per la nostra dignità, al fine di non sprofondarci nella cantilena reazionaria che recita “abbasso la gabella viva il re”, come le jacqueries contadine nella Francia dell'Antico Regime. Questa non è una rivolta contro il fisco, abbiamo il desiderio di scardinare il sistema del debito risalendo i livelli di potere che lo strutturano, partendo da Equitalia, suo dispositivo più immediato.
Ci opponiamo a Equitalia perché rifiutiamo il sistema del debito e l'ingiustizia, la ricattabilità e l'assoggettamento che produce. Rifiutiamo un sistema che impone l'austerità come regime di normale amministrazione per reintegrare le perdite del capitale finanziario. Non c'è nessun orizzonte progressivo per il capitalismo contemporaneo. Il No ad Equitalia, e la viralità che lo riproduce, interpreta la comune opposizione all'opera di rastrellamento di denaro sui livelli più bassi della società e l'esproprio finanziario sulla vita delle persone.

venerdì 16 marzo 2012

Perché ci chiamano “sfigati”.

La politica dei sacrifici e l'economia del debito nel mondo della formazione.

La politica è il ricatto finanziario . Ci sentiamo ripetere questa cantilena: “dovete fare sacrifici!”: l'unilateralità di questo comando investe la crisi della politica. Il governo della cosa pubblica è consegnato all'efficientismo gestionale dei tecnici, alle forme della governance. 

Non c'è contrattazione possibile. Il livello del politico diventa solo il filtro esecutivo di disposizioni sovraordinate. Emerge con chiarezza l'interesse della finanza e dei suoi flussi di denaro, come livello del comando su una realtà sociale e produttiva sempre più impoverita.

La formula applicativa di questi dispositivi ci è nota ed è quella del modello Marchionne: i sacrifici vanno fatti perché lo si è deciso, o meglio l'oggettività imposta delle leggi del mercato lo ha deciso e pertanto non solo farli è necessario ma è anche giusto; e tutto questo non può essere oggetto di discussione. 
Non a caso Marchionne afferma “di Monti mi piace tutto”: allo stesso tempo il Capo del Governo si presenta come tecnico super partes e appare come modernizzatore del paese nel quadro dei nuovi equilibri del capitalismo finanziario dentro la crisi.
Assistiamo di fatto al commissariamento totale di quegli istituti democratici già a lungo sviliti per i quali ora non ci si preoccupa neanche più di trovare una qualche legittimità. 

Emblematico a riguardo il caso greco, o forse sarebbe più opportuno parlare di “prospettiva greca”: il governo Papandreou è costretto a fare una brusca marcia indietro, dopo essere ricorso alla consultazione referendaria imposta dall'opposizione sociale. 

mercoledì 23 novembre 2011

#OCCUPY DSU! LE NOSTRE VITE NON SONO IN DEBITO

Gli effetti dei tagli iniziano a concretizzarsi a partire dalle riforme universitarie e dalla distruzione degli ultimi residui di diritto allo studio. Con gli effetti della riforma e le liberalizzazioni proposte dal nuovo governo Monti molti corsi vengono cancellati, gli spazi disponibili nelle università diventano sempre meno, il sistema del “prestito d'onore” trasforma le borse di studio in indebitamento.
Il dsu potrà garantire agevolazioni soltanto ad una minima parte di richieste a fronte delle migliaia e migliaia che verranno tagliate fuori. E per chi continuerà ad essere “idoneo” il dsu vuole imporre un aut aut: lo studente “borsista” dovrà scegliere se avvalersi del contributo monetario, ritrovandosi però a pagare la mensa e l'alloggio, oppure scegliere di usufruire gratuitamente di questi servizi senza però ricevere la borsa di studio. In questo quadro d'impoverimento generalizzato si aggiungono i disagi legati al ritardo della pubblicazione delle graduatorie definitive che lascia gli studenti ritenuti “idonei” nella graduatoria provvisoria, in una sorta di limbo in cui si trovano a fare i conti con spese d'affitto e di mantenimento ingenti.

martedì 22 novembre 2011

___OCCUPY PISA____

Licenziamenti, cassa integrazione, contratti precari, affitti troppo alti, rate del mutuo insostenibili, aumento delle bollette, spese sanitarie non più accessibili. 
QUESTA E’ LA CRISI CHE STIAMO PAGANDO! 
Chi ci governa da Berlusconi a Monti, da Napolitano fino alla BCE, non ha interesse a risolvere la nostra crisi, ma solo a colmare un debito creato da alcuni decenni di politiche economiche scellerate che hanno arricchito pochi e impoverito tanti.
 
Noi non vogliamo lasciar spazio a chi ci chiede ulteriori sacrifici per ripagare questo debito!
A questi “signori” rispondiamo che la misura è colma!
Che se ne vadano tutti a casa, noi il vostro debito non lo paghiamo!
 
E’ arrivato il momento di cominciare a mettere in pratica questa risposta. Non diamo spazio alle guerre tra poveri in cui vorrebbero indurci; questo è il momento di mettere in campo una cooperazione dal basso con cui cominciare a riappropriarsi di tutto quello che ci viene toltoo che non abbiamo mai avuto.
 
E’ tempo di cominciare a immaginare nuove forme di organizzazione che siano risposte reali alla crisi. Dobbiamo iniziare a rivendicare il diritto all’insolvenza per riaffermare quello alla dignità della vita. OCCUPYPISA vuole essere questo!
 
OCCUPYPISA in questi giorni ha trovato casa: in via la pergola immaginiamo uno spazio che sia attraversato da grandi e piccini, da famiglie, disoccupati, migranti, studenti, uno spazio in cui dare vita a uno sportello contro il debito, a uno studentato autogestito, all’università popolare e a tutte quelle forme di condivisione dei saperi che possono diventare patrimonio di tutte e tutti.
 
Via la Pergola è la concretizzazione dello slogan Occupy Pisa.
 
Occupy Pisa è un'idea, un progetto, una possibilità, una risposta, un punto da cui ripartire per creare forme di cooperazione, di scambio, di messa in comune che vadano oltre la povertà che ci cade addosso ogni giorno e che siano il segno tangibile di un cambiamento reale.
Via la Pergola è un divenire, attraversiamola, conosciamola, costruiamola!
 
Assemblea pubblica tutti i giorni ore 15!

#occupypisa, work in progress in via la pergola.

sabato 17 settembre 2011

LA NOSTRA ALTERNATIVA DI GOVERNO È MANDARVI TUTTI A CASA!

Siamo qui oggi a contestare la presenza del Partito Futuro e Libertà nella nostra città. Lo contestiamo non solo perché è il partito di Fini, di Bocchino e di Granata: personaggi che portano il nome di alcune delle sciagure più nefaste che ci siano, dalla legge di deportazione e segregazione razzista contro i migranti, a quelle proibizioniste che intasano le carceri, a quella Gelmini che grazie ai voti favorevoli come quello di Granata è stata approvata dal Parlamento lo scorso novembre, ed all'appoggio di altre amenità del governo Berlusconi.  
Oggi siamo qui soprattutto per ricordare a Voi, fascisti in doppiopetto, ma anche e soprattutto al Partito Democratico ed agli altri partiti, che noi non accetteremo alcun cambio di Governo Berlusconi sotto il principio dell'unità nazionale né di quella della coesione sociale. 
Noi rifiutiamo sia Berlusconi che le vostre alleanze politiche, perché voi rappresentate la continuità del progetto di distruzione sociale che si chiama neoliberismo. 
Noi vi rifiutiamo perché rifiutiamo un paese fatto di lager e di confinamenti, un paese fatto di precarietà e sfruttamento grazie alle vostre leggi bipartisan sul lavoro, un paese fatto di sfratti e di mutui ed affitti impagabili, un paese in cui la formazione è la realtà di precarietà ed indebitamento. 
Noi vi rifiutiamo perché la vostra alternativa è la continuità con queste manovre finanziarie di Berlusconi e Tremonti che, per pagare un Debito a banche e speculatori che Voi avete contratto, ci costringono a sempre più sacrifici, rinunce e povertà, togliendoci ancora quel poco che ci è rimasto. Il vostro cambio di governo, parla di un'affidabilità all'Europa dei padroni e delle banche, che è la garanzia di pagamento del debito. 
E noi vi rifiutiamo perché conosciamo a memoria quello che è la vostra proposta: noi non siamo tutti sulla stessa barca, e voi volete farci andare a fondo perché cosi possiate continuare a galleggiare insieme al sistema del profitto, mantenendo i rapporti di sfruttamento e di povertà esistenti. 
Noi vi rifiutiamo perché Voi rappresentate l'arroganza del Privilegio nei confronti della dignità, perché ci volete imporre Austerità e sacrifici per continuare a poter lucrare ed a rapinare le nostre vite. 
Noi vi rifiutiamo perché Voi puzzate di Marcio: sì marcio, perchè Voi siete scaduti, siete andati a Male, il vostro tempo è finito. 
Noi sappiamo chi siete, ci ricordiamo quello che avete fatto, e sappiamo quello che vorreste fare. 
E noi ve lo impediremo.  
Noi siamo qui per dirvi che l'unica alternativa a questo Governo è la ripresa della dignità dei migranti, dei lavoratori, dei precari e degli studenti nelle proprie mani. E questa Dignità è ostacolata da Voi e dai vostri piani di Pacificazione sociale. 
Il nostro progetto è quello di rifiutare di continuare a pagare un Debito che ci impedisce di vivere, studiare, campare: e voi rappresentate questo impedimento. 
Noi siamo qui oggi per dire a voi ed a tutte le forze politiche istituzionali che non ci facciamo prendere in giro: dalle scuole, dalle università, dai luoghi della precarietà ci stiamo organizzando per costruire il vero cambiamento. 
Ci vediamo il 15 ottobre a Roma. È quello il nostro appuntamento per mandarvi tutti a casa.
NOI IL VOSTRO DEBITO NON LO PAGHIAMO 
 
Appuntamento oggi  ore 18 tutt* in logge dei banchi (comune)
"Futuro e libertà"  fascisti in doppiopetto: NOI NON VI VOGLIAMO!