CE N'EST QU'UN DEBUT... CONTINUONS LE COMBAT!
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giovedì 6 settembre 2012

In più di cento contestano Profumo alla festa del Pd


È durata più di due ore la contestazione da parte dei precari della scuola e studenti medi e universitari, al ministro dell'istruzione Profumo, ospite alla festa del Partito Democratico nel quartiere di Pisanova.
La situazione per chi ha scelto di insegnare è rovente: dopo essersi indebitati per anni durante gli studi, dopo aver speso qualche migliaia di euro per l'abilitazione all'insegnamento e aver frequentato corsi e tirocini non pagati, 300 000 insegnanti sono precari da anni e, con l'ultimo annuncio del ministro dell'istruzione Profumo, sono destinati ad esserlo a vita.
Il maxi-concorso indetto, infatti, è l'ennesima batosta per chi vive una condizione precaria ormai insostenibile per migliaia di persone.

sabato 14 maggio 2011

Stay tuned, fight bologna process!

Pisa - Ieri mattina, come da giorni annunciato, cinquanta studenti hanno fatto irruzione al convegno di celebrazione del processo di Bologna nell'aula magna di scienze.
Entrati nel convegno gli studenti hanno attaccato uno striscione con la scritta "processo di Bologna = precarietà. QUE SE VAYAN TODOS". Gli studenti hanno, in seguito, distribuito un volantino ai presenti, e fatto un intervento al megafono proprio durante il discorso di Katherine Ann Isaacs, docente di storia dell'università di Pisa e membro della "task force" del ministero dell'università e della ricerca per l'internazionalizzazione, che ha promosso la realizzazione del processo di Bologna per la riforma del sistema universitario nella repubblica lettone. Proprio questa docente, pochi giorni prima aveva cercato di convincere gli studenti e le studentesse della bontà del processo di Bologna e che quello che era contestato non era in sé il progetto, quanto la sua applicazione. Da parte studentesca è stata chiara la risposta: non solo il convegno era organizzato dagli esperti insieme ai diretti responsabili dell'applicazione e della dismissione dell'università (Crui e Miur), ma quello che sancisce la realtà del fallimento del processo di Bologna, non è tanto la relazione della Corte dei conti, e le lamentele tecnocrate sull'inefficienza italiana all'applicazione dei dettami europei! Anzi, il progetto di costruzione della società della conoscenza è il progetto di mercificazione del sapere, di precarizzazione della formazione e del suo adeguamento alla globalizzazione! Quello che sta mettendo in crisi questo piano, sono invece proprio le resistenze dei precari e degli studenti a farsi ulteriormente espropriare delle proprie risorse, per metterle invece a disposizione contro questo sistema di ricatto e competizione, per le lotte e la trasformazione della propria vita in dignità e cooperazione! Resistenze e lotte trasnazionali, che, dall'Italia al Canada, passando per il maghreb, rivendicano autonomia e indipendenza dalle leggi e dalle istituzioni, accademiche e non, creando nuovi spazi trasnazionali di trasformazione.

mercoledì 11 maggio 2011

Occupata l'aula master della facoltà di lettere

Pisa - Dopo il blocco della commissione statuto di ieri pomeriggio, gli studenti e le studentesse dell'università, questa mattina, hanno occupato l'aula master della facoltà di Lettere. Con questa azione di riappropriazione gli studenti rilanciano verso la contestazione al seminario sul Bologna Process che si terrà venerdì prossimo.
 

Di seguito il comunicato dell'occupazione: 

RIPRENDIAMOCI CIO' CHE CI SPETTA!
OCCUPATA L'AULA MASTER A LETTERE!
CONTESTIAMO IL CONVEGNO SUL PROCESSO DI BOLOGNA!

Come studenti e studentesse questa mattina abbiamo occupato l'Aula 12 di Palazzo Ricci: un'aula dedicata alle attività dei master e dunque sottoutilizzata.
L'occupazione di oggi si inserisce nel percorso di costruzione della contestazione al seminario sul Bologna Process che ci sarà venerdì 13 nella facoltà di Scienze dell'università di Pisa. Un convegno dal titolo "mettere l'apprendimento al centro del sistema", organizzato dal MIUR, CRUI, dall'Università di Pisa e da altri soggetti paraistituzionali, nell'ambito di una campagna di informazione per il processo di Bologna.

martedì 10 maggio 2011

Bloccata la Commissione Statuto. No al Bologna Process!

Pisa - Questo pomeriggio decine e decine di studenti e studentesse hanno fatto irruzione dentro Palazzo alla Giornata, sede del rettorato, dove si stavano svolgendo i lavori della commissione statuto. La riunione in corso è stata quindi bloccata dai manifestanti, che sono intervenuti ribadendo ancora una volta l'opposizione alla legge Gelmini e alla sua applicazione.
La riforma Gelmini e le sue emanazioni sono l'ultimo tassello di quanto previsto dal Bologna Process che, insieme alla Strategia di Lisbona, sta portando alla dismissione dell'università pubblica, nel tentativo di creare un sistema della formazione in grado di produrre forza-lavoro intellettuale sempre più precarizzata e disciplinata.
Venerdì prossimo si terrà, presso la facoltà di Scienze dell'Università di Pisa, un convegno dal titolo "mettere l'apprendimento al centro del sistema", organizzato dall'ateneo toscano, dal Miur, dalla Crui e da altri soggetti paraistituzionali, nell'ambito di una campagna di informazione sul processo di Bologna.

martedì 22 marzo 2011

Pisa: occupato il rettorato

Questa mattina circa 150 studenti e studentesse hanno occupato palazzo Alla Giornata, sede del rettorato dell'ateneo pisano. Quella di oggi è stata l'ennesima azione del corpo vivo dell'università volta a costrastare la governance, che oggi vive un'ulteriore fase di ristrutturazione che ancora una volta va in senso verticistico.

All'interno dell'occupazione si sono svolti dei tavoli di discussione nei quali sono state affrontate diverse tematiche riguardanti il lavoro, il walfare, la ricerca, la didattica e gli spazi. Nei dibattiti si è analizzata l'attuale fase di movimento e le prospettive di lotta future, che non possono prescindere dall'opposizione ai dispositivi di applicazione della riforma Gelmini e alle politiche di austerità portate avanti a livello europeo.

venerdì 11 marzo 2011

Area medica in protesta: “vogliamo spazi, saperi, diritti…”

Pisa – Durante le mobilitazioni dello scorso autunno contro il ddl Gelmini le facoltà universitarie sono divenute punto nevralgico di discussione ed organizzazione della protesta; sono nate assemblee di facoltà che hanno fatto si che l'ateneo pisano si trovasse completamente bloccato e che da questo partissero i cortei che hanno portato il blocco anche all'interno della città, occupando strade, autostrade, ponti, stazioni, aereoporti, edifici monumentali...

La scorsa stagione di lotta ha visto negli studenti e nelle studentesse la capacità di travalicare il discorso "noGelmini", che è divenuto collante di un'opposizione più ampia alla precarietà e all'austerità.
E' a partire da questo che negli atenei sono nate sacche di resistenza che si sono spesso tradotte nella riappropriazione di spazi: a Napoli come a Pavia di fronte a questo la governance universitaria ha mostrato il suo vero volto ordinando gli sgomberi da parte delle forze dell'ordine.

sabato 26 febbraio 2011

Pisa - Contestata la presentazione della commissione statuto

Continuano le mobilitazioni degli studenti e delle studentesse per opporsi all'applicazione della riforma Gelmini negli atenei italiani: diverse le contestazioni alla nomina e ai lavori delle commissioni statuto, organi deputati a riscrivere gli statuti universitari sulla base dei cambiamenti previsti dalla riforma.

Ieri mattina a Pisa il rettore Augello ha voluto fare le cose in grande per presentare la commissione dell'ateneo toscano: prenotata una sala del Palazzo dei Congressi, invitati a partecipare l'intero corpo accademico ed il personale tecnico-amminstrativo.
A tutti gli studenti e alle studentesse Augello ha riservato inviti personali recapitati per e-mail; la partecipazione del corpo studentesco voleva essere favorita anche dalla concessione della sospensione didattica.
Non molti hanno risposto alla chiamata di Augello: nessuno studente in sala, qualche dipendente dell'amministrazione e i soliti baroni.

giovedì 17 febbraio 2011

Università antagonista VS Università della crisi

Photobucket
Il 17, il 18 e il 19 febbraio ci riapproprieremo ancora una volta di uno spazio universitario. Per noi è questa una delle occasioni con cui confrontare punti di vista su come continuare quel movimento che in questo autunno-inverno ha infiammato le facoltà e le piazze di tutto il paese (ma non solo!) nella lotta contro l’applicazione del ddl Gelmini.

Pensiamo che sia importante, a partire dai conflitti che si sono dispiegati sulla vicenda Commissione Statuto, sulle misure di austerità e ulteriore sacrificio che l’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio vuole imporre, sulle ristrutturazioni della didattica ed il taglio di numerosi corsi di studio, ragionare e praticare collettivamente un nuovo orizzonte di liberazione dalla mercificazione dei saperi e dalla precarietà dell’indebitamento sociale.


Siamo di ritorno da Parigi, da una straordinaria tre giorni di meeting trasnazionale dove centinaia di soggettività si sono ritrovate, hanno discusso ed affrontato i nodi del conflitto sulla formazione. “Siamo una generazione che vive la precarietà come condizione permanente: l’università non è più un ascensore per la mobilità sociale, ma una fabbrica di precarietà.

giovedì 10 febbraio 2011

Respingiamo l’applicazione della riforma, ripartiamo dal conflitto


Stamattina, insieme a decine di studenti, abbiamo bloccato la nomina della commissione statuto. L'azione di stamani è stata il frutto dell'assemblea di ateneo di lunedì in cui evidenti e palesi sono state le divergenze di progettualità e di rivendicazione sul perché fosse necessario bloccare la nomina della commissione statuto.

Queste differenze, sostanzialmente, si basavano sulla concezione della commissione statuto o come organo da contestare in quanto espressione diretta della controparte o come campo dentro cui continuare la battaglia no-Gelmini, cercando prima di tutto di allargare la rappresentanza ai soggetti che si sono mobilitati, e quindi contestando il rettore sulle modalità delle nomine dei membri, ritenute non democratiche e verticistiche, in quanto calate dall'alto e non decise da elezioni a suffragio universale. Questa diversità di rivendicazione e di contenuto in seno a ciò che il movimento autunnale ha sedimentato, pensiamo debbano aprire una riflessione sulla necessità di concepire le lotte contro l'applicazione della Riforma Gelmini come rottura di quell'assetto di governo dell'ateneo, che punta ad assorbire ed a rendere compatibili istanze di trasformazione del sistema di potere universitario.

giovedì 3 febbraio 2011

Solidarietà ai compagni e alle compagne di Napoli

Pochi giorni fa è avvenuto a Napoli lo sgombero, da parte di decine di carabinieri in tenuta antisommossa, degli spazi ZERO81 e FANON, occupati dagli studenti alcune settimane fa.
E’ questa l’ennesima risposta di un sistema governativo orientato a reprimere il dissenso di una generazione che in questo autunno è cresciuta, si è rafforzata e radicalizzata nel conflitto, è scesa nelle strade, ha occupato piazze, stazioni, autostrade, aeroporti.

Gli studenti e le studentesse di Napoli ci indicano la strada da seguire per continuare la battaglia contro il ddl Gelmini: sabotare l’applicazione dei decreti attuativi è la produzione di conflitto che punta alla riappropriazione, con lo scopo di riprenderci quello di cui veniamo espropriati, i nostri bisogni, i nostri spazi, la nostra ricchezza sociale.



Lo sgombero e le cariche dentro gli spazi universitari da parte della celere non sono che l’espressione di una governance universitaria che non riesce a tollerare spazi di autonomia e di contro-cooperazione… ma pare proprio che non facciano altro che rafforzarci! 

Solidarietà da Pisa agli studenti  e alle studentesse napoletani/e!
Nessuno sgombero fermerà la nostra lotta! 10 100 1000 occupazioni!


Collettivo Universitario Autonomo - Pisa

giovedì 27 gennaio 2011

Ripartire dalle lotte!

Il no degli operai fiat al referendum di Mirafiori è un segnale che come studenti e precari dobbiamo saper ben interpretare: l'opposizione operaia e della Fiom al ricatto del padrone Marchionne non è solo il segno di un'indisponibilità alla svendita della propria condizione lavorativa, bensì rappresenta l'espressione di una necessità oramai non più rinviabile, quella della lotta a tutto campo contro le misure di austerità, sacrificio che spingono verso un declassamento sociale generalizzato tutte le componenti della società non privilegiate. Il 28 gennaio sarà la data dello sciopero generale metalmeccanico indetto dalla Fiom e generalizzato dai Cobas. Come studenti e studentesse pensiamo che le lotte di questi mesi contro l'approvazione del ddl Gelmini debbano oggi inquadrarsi dentro questo contesto di generalizzazione del modello Marchionne, di lotta e conflitto contro tutti i dispositivi di precarizzazione, d'indebitamento, di ricatto, che fanno della nostra quotidianità una fabbrica sociale di sfruttamento!

giovedì 20 gennaio 2011

Pisa verso il 28 gennaio

Partecipatissima l'assemblea di ateneo che si è svolta ieri sera a Pisa, gli studenti e le studentesse sono tornati a riempire l'aula magna del Polo Carmignani: si traccia un bilancio della straordinaria stagione di lotte appena trascorsa e si getta lo sguardo in avanti, per ripartire. Punto principale all'ordine del giorno è lo sciopero generale del 28 gennaio, a cui si guarda come una data per un nuovo inizio, una giornata da vivere da protagonisti, cominciando da subito a creare delle relazioni con gli altri soggetti che la attraverseranno.
Dunque quest'oggi gli studenti e le studentesse sono stati a volantinare davanti ai cancelli della Piaggio a Pontedera.

Di seguito il volantino distribuito:
ll modello Marchionne é fondato su un chiaro ricatto: rinuncia ai diritti acquisiti con la lotta sindacale in cambio di lavoro. Ma quale lavoro é quello che offre Marchionne? Un lavoro senza tutele e senza dignitá, con un alto tasso di sfruttamento. Questa ristrutturazione va di pari passo a quella che la riforma Gelmini cerca di imporre dentro l'universitá: smantellare il diritto allo studio (tagli dell'89,4%) sostituendolo con il ricatto del prestito d'onore, dar vita ad una guerra tra poveri per le stabilizzazioni dei ricercatori e, più in generale, imporre una riforma della governance accademica in senso verticista ed autoritario.

sabato 18 dicembre 2010

Pisa non si ferma!Que se vayan todos!

Oggi gli studenti e le studentesse sono scesi nuovamente in piazza a Pisa per gridare ancora una volta "que se vayan todos". Sanzionate le sedi dei partiti e la sede del Cepu; occupato il Polo Carmignani.

Non trova sosta la mobilitazione del movimento pisano: quest'oggi, alla vigilia delle feste natalizie, in una città che comincia a svuotarsi dalle migliaia di studenti fuorisede, una manifestazione molto partecipata è tornata a bloccare la città. Studenti medi ed universitari si sono ritrovati in Piazza dei Cavalieri per poi partire in un corteo aperto dallo striscione "La rabbia di una generazione sarà la vostra crisi", andando ad attraversare un centro cittadino affollato.
Chiare le controparti di quest'ennesima giornata di conflitto: le sedi della Lega, del Pd, dell'Udc, dell'Idv, di Fli e del Pdl, non si fanno sconti a nessuno!Ognuno di questi luoghi è stato oggetto di lancio di uova e fumogeni e di attacchinaggio. Un messaggio chiaro a chi il 14 dicembre è rimasto asserragliato nelle stanze del potere, mentre dalla piazza 100000 persone sfiduciavano l'intera classe politica da basso.

mercoledì 15 dicembre 2010

Comunicato 14 Dicembre Roma

Riteniamo opportuno, con questa nota, prendere la parola sulla giornata del 14 dicembre a Roma e su quello che sarà al prossimo futuro della mobilitazione a Pisa. 

Innanzi tutto vogliamo ribadire che “Uniti contro la crisi” ha portato in piazza un’opposizione sociale, plurale e generale, alle politiche sociali ed economiche del governo Berlusconi. Questo importante dato politico che si scontra con il surreale svolgimento della sessione alla Camera dei Deputati, è confermato con forza dalla partecipazione che il movimento pisano ha espresso. Il fatto che da Pisa più di 700 persone, tra studenti universitari e medi, dottorandi e ricercatori precari, abbiano manifestato il loro dissenso a Roma, è per noi il frutto di più di un mese di mobilitazioni: le occupazioni delle facoltà e le forme di blocco di ponti, stazioni, aeroporto e torre pendente, non sono altro che la conferma del livello unico di consapevolezza circa la gravità della situazione vissuta dall’università pubblica e dal paese, nonché della necessità di una risposta determinata e di massa all’arroganza del governo. Queste sono a nostro avviso le premesse che hanno consentito allo spezzone pisano di vivere con coesione, intelligenza e determinazione l’importante e difficile giornata di ieri, contraddistinta dalla militarizzazione della capitale ma anche dalla forte opposizione collettiva alle chiusure del governo, che mentre comprava la fiducia in parlamento tentava di negare ogni spazio di decisione e dissenso ad una piazza che di fatto lo ha sfiduciato. 

Come soggetti strutturati del mondo universitario, pensiamo che dalla giornata del 14 Dicembre si debba ripartire per rilanciare la mobilitazione. Indiciamo per domani Giovedì 16 Dicembre un’assemblea di movimento alle 18.30 al Polo Carmignani. Dalle ulteriori valutazioni sulla giornata di Roma, l’assemblea dovrà organizzarsi per ottenere, anche con prese di posizione del mondo politico, sindacale che fino ad oggi hanno espresso solidarietà alla protesta studentesca, la liberazione dei due studenti pisani che dopo le cariche in Piazza del Popolo sono stati fermati e sono attualmente detenuti a Rebibbia; inoltre, e sicuramente, continueremo la nostra opposizione al furto del futuro e del diritto allo studio che il DDL Gelmini rappresenta, vista la nuova ricalendarizzazione prevista per il 20 Dicembre al senato. 


Sinistra per… 
Assemblee delle facoltà in agitazione 
Collettivo Universitario Autonomo

Londra chiama, Roma risponde: va in onda la rivoltà degli studenti

La giornata di oggi ci consegna alcune indicazioni di fondo rispetto alla forza del movimento degli studenti e la sua capacità di rispondere alla crisi che ci avvolge. Oggi, davvero, "noi la crisi non la paghiamo" si fa programma tradotto in atto. 

Ancora una volta, bisogna fare qualche fermo immagine per raccontare la giornata di lotta di questo ben-venuto 14 dicembre romano. Da un lato le rissette in aula dei parlamentari, un po' papponi, un po' venduti al soldo infame; dall'altro una piazza che ben conosce la distanza tra la rappresentazione di Tg e quotidiani e la nuda realtà. Da un lato chi dice che la crisi ce la stiamo lasciando alle spalle e che può continuare a governare perché ha dietro un "governo saldissimo"; dall'altro chi vede di fronte a sé un futuro nero senza prospettive e i primi effetti di tagli che atterreranno ogni possibilità di futura mobilità sociale. 

La sfiducia a Berlusconi non c'è stata nei palazzi del potere ma la si è conquistata nelle strade e nelle piazze di Roma. Il governo "saldo e fermo" dovrà fare i conti - da domani - con queste soggettività e le loro insorgenze a venire. 

Londra chiama, Roma risponde! Neanche una settimana fa era l'auto dei reali a incrociare - per sbaglio, come un errore di sistema - uno dei tanti sciami che attraversavano le strade della capitale inglese. Oggi qualche auto blu in uscita da Montecitorio ha faticato ha portare a casa il politico di turno. 

E così, col passare delle ore, le diatribe auto-referenziali dei parlamentari hanno lasciato spazio alla materialità di un reale che oggi ha fatto la sua irruzione sulla scena politico-mediatica, con tutta le sue asprezze e le salutari paure per chi sta lassù in alto.

infoaut

giovedì 2 dicembre 2010

Oltre il risultato alla Camera, verso lo sciopero generale

Pisa - Ieri più di diecimila studenti in piazza contro il Ddl Gelmini: gli universitari bloccano la stazione Fs, l'autostrada, l'Aurelia e la Fi-Pi-Li. In piazza anche gli studenti medi che bloccano la Tosco-Romagnola e raggiungono l'altro corteo in stazione centrale.


Nel giorno in cui alla camera è stata approvato il Ddl Gelmini, le piazze di tutta Italia si sono fatte sentire in un'opposizione forte e determinata ad una legge criminale che distrugge l'università pubblica.

Studenti medi. Dopo settimane di occupazioni a catena ed autogestioni, gli studenti e le studentesse delle scuole superiori hanno deciso di tornare ancora una volta nelle piazze per far sentire la propria voce e lo fanno con la determinazione che li ha sempre contraddistinti.

Mentre gli studenti universitari si radunano, i medi sono già in corteo e bloccano le arterie principali della città. Sono più di 1500, bloccano tutte le arterie stradali di Pisa est, il ponte delle Bocchette di raccordo con la superstrada ed infine si riversano sulla Tosco-Romagnola, importantissima via di comunicazione, che viene completamente paralizzata. Il corteo prosegue poi nuovamente verso il centro cittadino e verso la fine della mattinata va a ricongiungersi a quello universitario contribuendo all'occupazione della Stazione Fs.

martedì 30 novembre 2010

Ateneo occupato organizzazione, Stazione Centrale occupazione!

Straordinaria partecipazione al corteo che questa mattina ha attraversato la città dirigendosi verso la Stazione Centrale. 


Più di 10.000 studenti medi e universitari hanno bloccato e stanno bloccando la città mandando in tilt le principali vie di comunicazione. La protesta ha preso corpo durante le prime ore della mattinata quando gli studenti medi hanno praticato picchetti in ogni scuola dando vita ad uno spezzone che è andato a bloccare, nell'ora di massima affluenza, il ponte delle Bocchette per poi percorrere la Tosco Romagnola andando a congiungersi con gli universitari in piazza Guerrazzi. 

Gli universitari, partiti un ora prima da una piazza Garibaldi stracolma, si uniscono quindi ai ricercatori e ai medi per proseguire compatti verso l' obiettivo comune: un blocco reale della città e dell'intera Nazione nel giorno di discussione finale del DDL. 

Intorno alle 12.30 i manifestanti hanno invaso i binari della Stazione Centrale bloccando in migliaia uno degli snodi ferroviari più importanti del paese mentre nelle stesse ore altre città come Torino, Bologna, Milano, Cosenza, Bari, Palermo riproducevano simili pratiche occupando autostrade, porti, metropolitane e stazioni. 

sabato 27 novembre 2010

Ancora cortei e blocchi. Studenti sul tetto del rettorato

Pisa - Migliaia di studenti in corteo anche questa mattina. Sanzionata Confindustria, occupate le poche facoltà ancora libere, occupato il rettorato. Quattro studenti sul tetto di palazzo Alla Giornata. 


Non si ferma la protesta degli studenti a Pisa: questa mattina intorno alle 11 in migliaia si sono ritrovati in Piazza Dante, cuore dell'università. Un corteo selvaggio è poi partito per le vie del centro, puntando innanzitutto ad una delle maggiori controparti delle lotte che si stanno dando nelle ultime settimane: la sede di Confindustria, dove circa una settimana fa, durante il corteo del 17 novembre, gli studenti medi furono caricati. Qui lanci di uova ed uno striscione, per dire ancora una volta che gli studenti e le studentesse non permetteranno agli industriali di allungare le mani sul loro futuro. 

Il corteo riparte alla volta della sede di Farmacia, le migliaia di manifestanti si riversano all'interno del palazzo dove sono in corso le lezioni. Gli studenti escono dalle aule, la didattica viene sospesa, anche Farmacia è occupata. 

Di nuovo nelle strade per raggiungere la sede di Ingegneria e occupare un altro Polo, oltre quello già occupato martedì scorso: il corteo passa tra i diversi palazzi della facoltà ed entra all'interno di uno di questi interrompendo anche qui la didattica e prendendo possesso dell'edificio. 

venerdì 26 novembre 2010

Las protestas estudiantiles y las derrotas en el Congreso acosan a Berlusconi

'Il Cavaliere' pierde tres votaciones consecutivas en la Cámara baja mientras que se recrudecen las manifestaciones contra la reforma universitaria

Dentro del Congreso, el Gobierno de Silvio Berlusconi pierde tres votaciones en tres días y no logra cerrar el trámite de aprobación de la reforma universitaria propuesta por su ministro. Fuera, alrededor, en todo el país, los estudiantes y los investigadores protestan, ocupan las aulas, desfilan por las calles, suben encima de los tejados, gritan con los megáfonos que no, este proyecto que recorta financiación y becas no lo quieren.

Por una vez, las dos Italias, la del Palazzo y la sociedad civil, parecen haberse cogido de la mano y estar perfectamente sincronizadas. El mérito es de la reforma de la universidad que se está votando en el hemiciclo de la Cámara baja. Mientras, en Turín, Milán, Bolonia, Florencia, Roma, Palermo se suspenden las clases y se cuelgan de las ventanas gigantes pancartas que anuncian la ocupación. Hay marchas y manifestaciones en todas las principales ciudades. En Florencia y en Bolonia se registraron altercados con la policía (con un herido en el primer caso). En Roma, la protesta llegó ayer al Senado y hoy roza Montecitorio (sede de la Cámara baja), pasando por el Coliseo. En Pisa, los estudiantes han tomadola torre inclinada. La idea que se repite más en carteles y lemas es No a los recortes sobre el futuro. 

Hasta el secretario del Partido Democrático, Pier Luigi Bersani, tantas veces acusado de estar alejadísimo del humor de unos electores siempre más desanimados, se ha encaramado hasta el techo de la Facultad de Arquitectura , en Roma, para llevar su solidaridad a los estudiantes allí reunidos: "Estoy aquí para ofreceros nuestro apoyo. En el Parlamento estamos haciendo lo posible. Todos los países están poniendo en marcha programas de austeridad, pero ninguno se atreve a quitar fondos a la educación. Es inadmisible". 

La reforma universitaria -en cierta medida más allá de su contenido- se ha transformado estos días en el tornasol de la comprometida salud de Berlusconi. Un símbolo que aglutina sobre sí, casi a su pesar, el frente común contra el Cavaliere, tanto en las calles como entre las filas del Congreso, donde la mayoría se ha estrellado a finales de julio: tras la escisión del Pueblo de la Libertad y la creación de un nuevo partido de Gianfranco Fini, al Gabinete le faltan una decena de votos. La aprobación de cada ley se transforma así en una guerra de Vietnam. Esta mañana, una vez más, Fini, que preside el Congreso, y sus futuristas (como les definen porque la nueva formación se llama Futuro y Libertad) pusieron en escena el jaque al Cavaliere. 

Había que acoger o rechazar un enmienda propuesta por Fabio Granata, futurista de la primera hora (uno de los tres diputados que en verano hablaron de la falta de moralidad y legalidad entre los miembros del partido, desencadenando la ira de Berlusconi que les suspendió). El Gobierno estaba en contra, pero todos los otros votaron a favor y la enmienda-Granata fue aprobada, dejando bien evidente que Berlusconi ya no controla Montecitorio. Ayer y el martes pasó lo mismo. Tanto que la ministra de Educación, Mariangela Gelmini, comentó que si el texto que preparó sale de la Cámara muy modificado, lo va a retirar. 

Son pruebas de fuerza y ensayos generales en preparación de la votación más importante: la del 14 de diciembre, cuando Berlusconi se someterá a una moción de censura en el Congreso y a una de confianza en el Senado. Él se sigue jactando de que va a ganar las dos, mientras las demás formaciones políticas están empeñadas en presionarle para que dimita antes, dando paso a la creación de un ejecutivo distinto, presidido por otro y con un apoyo más amplio. Un Gobierno técnico o de unidad. Pero Il Cavaliere va a luchar hasta el final, incluso contra cualquier evidencia: "No dimito antes del voto. Si no hay mayoría aquel día, meto mi mandato en manos del Presidente de la República y se convocan las elecciones", volvió a repetir hoy. 

El humor por las calles recoge este clima de final de una época. Los estudiantes están recibiendo las simpatías o, por lo menos, la comprensión, de oposición, sindicatos, investigadores y profesores, mientras periódicos y radios abren amplias ventanas sobre las protestas que empezaron ayer.

Stampa internazionale



Italian student protesters occupy Leaning Tower of Pisa

Tourists were evacuated as some protesters hung out a banner from the top tier of the medieval tower while hundreds more stood by on the ground.

In Rome, students jumped over turnstiles to protest briefly inside the ancient amphitheatre.

The Italian parliament is due to vote on the reforms on Tuesday.

Students and academics are outraged over cuts of around 9bn euros (£8bn, $12bn) and the proposed loss of 130,000 jobs in the education system, AFP news agency reports.

In Pisa, about 2,000 students marched through the city, forming a human chain around the tower to prevent tourists from entering, the Italian news agency Ansa reports.

The tower was closed to the public with the students still inside, an AFP photographer said.

Some of the protesters at the Colosseum climbed up the face of the ancient ruin to hang a banner reading "No Cuts, No Profit!".

Others lit red smoke flares and shouted slogans as confused tourists looked on. The students later left.

There were clashes in Florence

As the reforms were being discussed in parliament, hundreds of students with banners and smoking flares marched nearby, chanting: "We'll block the reform."

"We'll besiege every palace and we will not give the government a break until it resigns," one of the students shouted through a loudspeaker, according to Reuters.

"Their reform will not pass."

Student protests were also reported in other Italian cities, with clashes reported in Florence and Milan.

Stampa internazionale