CE N'EST QU'UN DEBUT... CONTINUONS LE COMBAT!
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sabato 11 dicembre 2010

Que se vayan todos!

Due giorni al Polo Carmignani occupato in compagnia del CUA e del CASP


Due anni fa uno studente di quindici anni, Alexis Grigoropoulus, fu ucciso nelle strade di Atene dagli spari della polizia. Da quel momento fino ad oggi, dalla piazza greca di Exarkia, la rabbia di una generazione precaria e giovanile in tutta Europa sta prendendo forma nelle opposizioni ai piani di distruzione dello stato sociale ed in particolar modo alle politiche di austerità che approfondiscono la mercificazione dei saperi e la dismissione strategica dell'istruzione pubblica.

Studenti medi ancora in piazza, occupato il Carmignani

Pisa - Questa mattina la città ha visto scendere nuovamente per le strade centinaia di studenti e studentesse degli istituti superiori, nuovamente in corteo per ribadire la loro netta opposizione alla riforma Gelmini, ad una sempre maggiore precarizzazione delle loro esistenze.



Questo terzo corteo studentesco è andato non solo a sancire definitivamente il chiaro protagonismo di questo soggetto all'interno delle lotte del mondo della formazione che hanno e stanno attraversando l'intera nazione, ma anche a riproporre con forza le parole d'ordine che da mesi ormai non smettono di risuonare nelle città, nei cortei, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nelle Università: contro le politiche del sacrificio! sciopero generale subito! verso e oltre il 14 dicembre!

Questo terzo momento di mobilitazione si inserisce in un quadro che vede gli studenti medi autorganizzarsi e,a partire da poche occupazioni, andare poi a prendersi quasi tutti i licei e gli istituti superiori riempiendoli di iniziative e momenti di autoformazione; li vede, inoltre, nelle scuole con gli scioperi a gatto selvaggio, nelle strade con cortei non autorizzati, nelle piazze assieme al resto del mondo della formazione.

Dal primo e già partecipatissimo corteo del 15 ottobre, passando per le cariche a freddo del 17 novembre, fino alla giornata del 30 con il blocco di una delle arterie principali della viabilità cittadina, gli studenti medi in lotta hanno messo in atto pratiche di rifiuto e riappropriazione mostrando la capacità di rilanciare sempre nuovi momenti di mobilitazione.

Mobilitazione per la quale secondo alcuni dirigenti scolastici gli studenti che hanno preso parte alle occupazioni e alle proteste dovrebbero "pagare" con 5 in condotta e rischio di bocciatura.

In piazza, quindi, al grido di "Que se vayan todos!", ma anche contro il tentativo di spaventare, di punire, di negare il diritto di manifestare, a dimostrazione che la repressione, che passi per un manganello o un provvedimento disciplinare non ha la capacità di zittire nessuno, anzi.

Intorno alle 8.30, da Pizza Sant'Antonio, luogo del concentramento, il corteo si è andato costruendo: pezzi di istituti sono arrivati in cortei spontanei per poi sciogliersi all'interno della piazza.

In circa 500 si sono mossi per le vie del centro: significativo il passaggio sotto la sede della CGIL dove gli studenti e le studentesse hanno chiesto ad alta voce lo sciopero generale.

E' stato poi il momento del Provveditorato dove i manifestanti hanno trovato una decina di celerini schierati ad attenderli. Alcuni studenti del Casp si sono staccati dal corteo e hanno appeso al cancello uno striscione contro il tentativo da parte della dirigenza scolastica di delegittimare la protesta.

Grandi Scuole, CEPU, Prefettura: il corteo ha proseguito compatto attraversando e bloccando la città fermo sulle sue parole d'ordine.

Intorno alle 11.30 gli studenti e le studentesse si sono uniti ai componenti del Collettivo Universitario Autonomo per dare vita ad una due giorni ricca di iniziative e socialità all'interno del Polo Carmignani nuovamente occupato per l'occasione.

venerdì 19 novembre 2010

Comunicato del CASP per CGIL

Noi studenti e studentesse medi in lotta contro la riforma Gelmini, vogliamo esprimere solidarietà alla CGIL, scesa con noi in piazza il 17 novembre, per l'atto vandalico subito alla propria sede. 

È necessario però rispedire al mittente le accuse subdole e vili che ci vengono indirettamente attribuite in un passaggio del comunicato di denuncia del vandalismo subito dalla CGIL. 


Intendiamo entrare direttamente nel merito del corteo del 17 per chiarire dei punti che sono fondamentali per continuare a tenere unito il movimento del mondo della formazione: 

  • Il corteo è stato costruito e lanciato da diverse soggettività politiche e sindacali; noi del C.A.S.P. lo abbiamo fatto in tutte le scuole della città attraverso i volantinaggi, le assemblee di istituto, le autogestioni e le occupazioni. La costruzione della manifestazione si è basata sul reciproco riconoscimento di tutte le componenti (della scuola, dell'università, dei sindacati e dei comitati dei genitori) con l'obiettivo di unire le forze contro lo smantellamento dell'istruzione pubblica, avvenuta nell'assemblea del mondo della formazione svolta durante l'occupazione della facoltà di lettere giovedì 11 novembre.
  • Il corteo è stato per noi un successo sia da un punto di vista della partecipazione numerica (la componente maggioritaria del corteo erano le migliaia di studenti medi), sia da un punto di vista qualitativo: infatti dall'occupazione dell'istituto alberghiero Matteotti passando dalle numerose azioni simboliche svolte durante il corteo, arrivando all'occupazione dell'istituto tecnico Santoni e all'occupazione del Polo Carmignani degli studenti universitari, è stato evidente a tutti quanto sia cresciuta la consapevolezza e la determinazione di tutti gli studenti nell'individuare le controparti che stanno distruggendo il nostro futuro e la nostra formazione. 
Alla CGIL vogliamo chiarire che “i gruppuscoli isolati di violenti, che anche ieri hanno tentato di inquinare la grande e bella manifestazione cittadina”, noi studenti medi abbiamo il coraggio di dire a chiare lettere che sono quelle forze di polizia, incontrate sulla strada verso Confindustria, che ci hanno manganellato selvaggiamente (senza neanche aspettare l'ordine da parte della dirigenza della questura), colpendoci più volte sulla testa, mandando la nostra compagna Michela in ambulanza all'ospedale! E tutto questo per impedire l'affissione di uno striscione contro l'invasione dei privati e degli industriali nell'istruzione pubblica!

Non riteniamo in nessun modo accettabili le strumentali allusioni della CGIL nei confronti di tutto il movimento, di aver alterato il senso politico del corteo. Il senso del corteo del 17 novembre, a Pisa come in tutta Italia, non si rispecchia sicuramente con queste dichiarazioni della CGIL, ma piuttosto dal rilancio del movimento che dal Polo Carmignani al Santoni occupati parla di un'opposizione reale, concreta e di massa alla dismissione strategica della formazione pubblica portata avanti dal Governo e da Confindustria. 



NO ALLA STRUMENTALIZZAZIONE E ALLA CRIMINALIZZAZIONE DEL MOVIMENTO! 



NO AL PROGETTO DI DISTRUZIONE DELLA FORMAZIONE PUBBLICA! 

CONTINUIAMO UNITI LA MOBILITAZIONE CONTRO IL GOVERNO DELLA CRISI E LA RIFORMA GELMINI! 

SCIOPERO GENERALE SUBITO! 

Dal Santoni occupato..... 


Studenti Medi in Lotta 

Collettivo Autonomo Studenti Pisani

sabato 13 novembre 2010

Pisa: azioni, contestazioni, occupazioni. Cresce il conflitto!

Cua e Casp: azione alla mensa universitaria - Studenti e studentesse universitari: contestata la commissione cultura - Alberghiero: sciopero "gatto selvaggio" e occupazione. 

Un'altra lunga giornata di lotta e conflitto nella città toscana. Protagonisti gli studenti e le studentesse delle scuole superiori e dell'università. Azione alla mensa universitaria. Il Collettivo Universitario Autonomo e il Collettivo Autonomo Studenti Pisani, hanno oggi compiuto un altro passo nel percorso di opposizione al processo di dismissione della scuola e dell'università pubblica. 

Il CUA e il CASP si sono simbolicamente riappropriati di un muro, situato tra la sede dell'Azienda Regionale del Diritto allo Studio e la mensa universitaria. E' stata oggi l'occasione per rilanciare l'importante data di mobilitazione del 17 novembre e più in generale per ribadire ancora una volta la necessità di allargare sempre più le pratiche di opposizione e di conflitto, per affermare che il tempo delle mediazioni è finito, che ora è tempo di decidere "da che parte della barricata stare". "Da che parte della barricata stare?Noi lo sappiamo!Verso il corteo del 17 novembre" è la scritta apparsa quindi sul muro davanti alla mensa universitaria, già teatro ieri di un importante momento di riappropriazione