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sabato 26 febbraio 2011

Pisa - Contestata la presentazione della commissione statuto

Continuano le mobilitazioni degli studenti e delle studentesse per opporsi all'applicazione della riforma Gelmini negli atenei italiani: diverse le contestazioni alla nomina e ai lavori delle commissioni statuto, organi deputati a riscrivere gli statuti universitari sulla base dei cambiamenti previsti dalla riforma.

Ieri mattina a Pisa il rettore Augello ha voluto fare le cose in grande per presentare la commissione dell'ateneo toscano: prenotata una sala del Palazzo dei Congressi, invitati a partecipare l'intero corpo accademico ed il personale tecnico-amminstrativo.
A tutti gli studenti e alle studentesse Augello ha riservato inviti personali recapitati per e-mail; la partecipazione del corpo studentesco voleva essere favorita anche dalla concessione della sospensione didattica.
Non molti hanno risposto alla chiamata di Augello: nessuno studente in sala, qualche dipendente dell'amministrazione e i soliti baroni.

giovedì 10 febbraio 2011

Respingiamo l’applicazione della riforma, ripartiamo dal conflitto


Stamattina, insieme a decine di studenti, abbiamo bloccato la nomina della commissione statuto. L'azione di stamani è stata il frutto dell'assemblea di ateneo di lunedì in cui evidenti e palesi sono state le divergenze di progettualità e di rivendicazione sul perché fosse necessario bloccare la nomina della commissione statuto.

Queste differenze, sostanzialmente, si basavano sulla concezione della commissione statuto o come organo da contestare in quanto espressione diretta della controparte o come campo dentro cui continuare la battaglia no-Gelmini, cercando prima di tutto di allargare la rappresentanza ai soggetti che si sono mobilitati, e quindi contestando il rettore sulle modalità delle nomine dei membri, ritenute non democratiche e verticistiche, in quanto calate dall'alto e non decise da elezioni a suffragio universale. Questa diversità di rivendicazione e di contenuto in seno a ciò che il movimento autunnale ha sedimentato, pensiamo debbano aprire una riflessione sulla necessità di concepire le lotte contro l'applicazione della Riforma Gelmini come rottura di quell'assetto di governo dell'ateneo, che punta ad assorbire ed a rendere compatibili istanze di trasformazione del sistema di potere universitario.