CE N'EST QU'UN DEBUT... CONTINUONS LE COMBAT!
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martedì 25 agosto 2015

Roma si barrica!

All'alba di questa mattina digos, carabinieri e polizia hanno bloccato via Musa per sgomberare lo studentato occupato Degage. Dal 2013 la palazzina sottratta all'abbandono era una casa per decine di studenti e precari ed inoltre un luogo di iniziative e progetti che coinvolgono centinaia di giovani. 
Occupato durante uno Tzunami Tour, lo studentato è stato una risposta ai bisogni concreti di moltissimi studenti esclusi e strozzati dai costi della formazione. 
Per questo motivo, un vigliacco sgombero estivo, non fermerà la voglia di dignità di studenti e studentesse attivi nei movimenti sociali ed universitari, Roma si barrica non è solo uno slogan. Questo pomeriggio alle 17 è stata lanciata un'assemblea al 3 Serrande, alla Sapienza.
Da Pisa la più totale solidarietà e complicità ai compagni e alle compagne del progetto Degage, ci vedremo nelle piazze, nelle università e nelle scuole. 
Roma si barrica! 

Collettivo Universitario Autonomo Pisa   

mercoledì 13 agosto 2014

La solidarietà attorno a Spot rilancia la lotta


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Sono passati pochi giorni dallo sgombero di Spot, ma ancora è tanta la rabbia per il gesto vile della polizia che in pieno agosto si è presentata in via della Faggiola per cacciare di casa diversi studenti, con la complicità dell'assenza di parecchi di loro. La mancanza di politica da parte dell'Ateneo, responsabile dello sgombero, conferma la fragilità di questa governance, costretta a radicalizzare una distanza con il corpo studentesco per la propria incapacità di fornire risposte adeguate ai nostri bisogni sociali. Questo non ci spaventa. Anzi, i tanti messaggi di solidarietà pervenutici in questi giorni nelle più svariate forme ci fanno riconoscere nella comune condizione delle migliaia di giovani che attraversano le università oggi, impegnati a sperimentare una pratica rinnovata del conflitto sociale per affermare diritti e aspirazioni collettive. questa la posta in gioco per noi: generalizzare l'alternativa unica di vita che prende forma nella lotta. In questo risiede la concretezza di un'esperienza capace di durare un anno e mezzo curandosi di non lasciar appassire nell'inascoltata testimonianza la nostra rabbia, ma anzi organizzandola in una pratica di riappropriazione con al centro figure e bisogni reali, impazienti, ora, di rilanciare i propri progetti in un autunno di mobilitazione.

Dei tanti messaggi di solidarietà ricevuti ci piace riportarne alcuni qui di seguito dandoci con questi appuntamento nelle lotte.


venerdì 8 agosto 2014

Unipi sgombera studentato occupato autogestito Spot

Alle 7.30 di questa mattina due camionette di polizia e diverse volanti della digos si sono presentate al numero di via della Faggiola 2 per eseguire l'ordinanza di sequestro di Palazzo Feroci, uno stabile dell'Università di Pisa da anni tenuto vuoto e da un anno e mezzo occupato per dare casa a decine di studenti in lotta contro il caro affitti in città. Esattamente come per il Lucernario della Sapienza, lo sgombero dello studentato Spot, fortemente voluto dal Rettore Augello, arriva vigliaccamente in pieno agosto, in una città deserta e svuotata dei suoi ventimila studenti fuori sede. Spot ha rappresentato un'alternativa concreta di lotta all'emergenza abitativa davanti alla passiva complicità delle istituzioni con lo stato di cose presenti. Troppi stabili pubblici che potrebbero sanare l'emorragia di studenti costretti ad abbandonare la città per l'insostenibilità degli affitti vengono lasciati vuoti o messi in vendita. Spot ha costruito su una domanda sociale una pratica concreta di riappropriazione della ricchezza collettiva e per questo la sua esperienza non si fermerà con lo sgombero di quest'oggi. Già nella conferenza stampa di questa mattina, tenutasi davanti al Rettorato, gli studenti occupanti hanno rilanciato una campagna per settembre che, lottando contro un continuo impoverimento che ci viene fatto unilateralmente subire, mira a organizzare quanti hanno bisogno di una casa per poter continuare a studiare.

giovedì 7 novembre 2013

Da Pisa studentato occupato Spot con la Verdi15


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Oggi 7 novembre, a pochi giorni dalla data che avrebbe visto la Residenza Verdi 15 di Torino compiere un nuovo anno di occupazione, siamo stati costretti ad assistere, per l’ennesima volta, ad uno sgombero atto a radere al suolo uno di quei tanti percorsi di riappropriazione che attraversano l’Italia.
La Verdi 15 nasce a Torino nel gennaio 2012 come residenza per tutti quegli studenti borsisti che ogni anno di più si vedono negare il diritto allo studio e all’abitare e con il passare del tempo è diventata un luogo simbolo per la sua città. Un luogo di socialità, di aggregazione, di volontà di riappropriarsi di ciò che dovrebbe essere di tutt*, in un panorama, a noi più che familiare, dove gli studenti e i precari si ritrovano ad essere i primi colpiti dalla crisi che stiamo vivendo. La residenza dopo un anno di occupazione ha subito uno sgombero che non l’ha vista fare un passo indietro bensì riprendersi altre due Verdi 15 che hanno continuato il percorso iniziato tempo prima.
Lo sgombero di questa mattina dà segno della forte repressione presente nelle nostre città e del tentativo di arginare quei progetti che vanno contro tutto ciò che ci viene quotidianamente imposto e che rendono le nostre vite sempre più precarie. A Torino, come a Pisa. Affitti sempre più cari, borse di studio inesistenti sono tutte conseguenze dei tagli alle risorse che ci sono, ma che non vengono investite nell’università, negli alloggi per gli studenti, negli spazi che attraversiamo tutti i giorni come precari di questa società. Per questo le risposte che troviamo da soli a queste esigenze non vengono accettate anzi represse in qualsiasi modo, da questura e autorità.
Non saranno a fermarci né uno sgombero dai metodi abominevoli come quello di stamattina che ha visto ragazzi e ragazze picchiati, insultati, apostrofati per nome né le intimidazioni e provocazioni della polizia, come quelle che qua a Pisa hanno colpito Spot gli scorsi giorni, quando con la scusa di un’ispezione in prospettiva di un imminente sgombero hanno tentato di entrare all’interno del nostro studentato.
Come student* e occupanti di Spot diamo la nostra solidarietà ai ragazz* della Verdi 15 continuando la lotta verso la riappropriazione e l’assedio a chi abita quei palazzi del potere che non ci vedranno mai fare un passo indietro. 


Spot - Studentato Occupato Autogestito
Collettivo Universitario Autonomo -  Pisa 

martedì 5 novembre 2013

Spot resiste allo sgombero e rilancia!

altCon la scusa di procedere a un'ispezione per verificare l'agibilità dello stabile questa mattina la polizia con i vigili del fuoco ha provato a fare irruzione a Spot, lo studentato autogestito nato il 16 aprile scorso con l'occupazione di Palazzo Feroci, uno stabile dell'università inserito nei piani di alienazione. Gli abitanti dello studentato hanno impedito l'ingresso della polizia barricandosi a Spot. Dopo qualche tempo, con il concentramento di un presidio di solidarietà allo studentato sotto attacco, la polizia ha rinunciato al tentativo.
Ancora una volta il rettore Augello si è sottratto alle proprie responsabilità politiche. L'Università di Pisa ha scelto di ignorare le soluzioni dal basso promosse dagli studenti e favorire i piani di investimento che condannano migliaia di studenti all'esclusione e all'impoverimento, invece di utilizzare il proprio patrimonio immobiliare come ricchezza collettiva per i bisogni studenteschi. Per questo dopo la resistenza a Palazzo Feroci i residenti di Spot si sono spostati a mensa per un momento comunicativo di rilancio verso altre tappe di mobilitazione contro le politiche di esclusione in università, a partire da domani in cui al Senato Accademico si riporteranno i vertici dell'ateneo davanti alle loro responsabilità.

Kevin, occupante di Spot, racconta i fatti di oggi in diretta su Parole Ribelli, trasmissione di Radio Blackout
Di seguito il comunicato sulle vicende di stamani e il video

giovedì 16 febbraio 2012

Solidarietà inarrestabile ad #occupy Pisa

Come un fiume in piena continuano ad arrivare attestati di solidarietà al progetto #occupy Pisa dopo lo sgombero di via la Pergola e le cariche sotto l'Unicredit; ne pubblichiamo e ne linkiamo una lista, ancora incompleta:
I Comitati pisani per la qualità della vita e la città dei diritti esprimono piena e convinta solidarietà al movimento Occupy Pisa, che nelle palazzine in via La Pergola, occupate mesi fa e ieri sgomberate dalla polizia, portava avanti un esperimento interessantissimo di unità tra senza casa, disoccupati, precari, studenti, lavoratori, cittadini.

Non è assolutamente comprensibile come si possa rispondere con scudi e manganelli a iniziative come: l'alloggio per chi non ha casa o deve sottostare alle pretese di agenzie e speculatori sulla pelle degli studenti non residenti; la mensa per chi ha pochi soldi per vivere; l'università popolare per chi vuole uscire dalle ammuffite aule dei baroni universitari; le cene che tentano di ricostruire un tessuto sociale tra giovani e adulti, uomini, donne, bambini.
Perché queste sono le cose realizzate in questi tre mesi di "occupazione" dentro quelle palazzine sfitte e abbandonate da anni, "proprietà privata" di banche che non avevano mostrato nessuna intenzione di metterle a disposizione della città.

Questo volevano dire, dopo lo sgombero, i giovani di Occupy Pisa e i cittadini del "Comitato Vicini di casa" cercando di entrare, pacificamente e simbolicamente, dentro alcune di queste istituzioni bancarie, e trovandosi davanti uno schieramento di forze dell'ordine che evidentemente aveva ricevuto la direttiva di non permettere alcuna forma di libera espressione del proprio pensiero e delle proprie idee.

Ancora una volta, la difesa della legalità si accanisce sui più deboli e difende i più forti, ogni volta che mette da parte la questione fondamentale della GIUSTIZIA e dei DIRITTI, che è altra cosa dalla legge formale: a Firenze in via dei Conciatori, e in cento altre città, si assiste a vicende di questo tipo, con lo sgombero delle poche e quasi eroiche esperienze che cercano di rispondere alla "crisi" cercando altre strade di solidarietà e di autorganizzazione della vita individuale e collettiva delle persone, alternative alle bugie che ci raccontano sull"'inevitabilità" dei sacrifici.
I Comitati auspicano che queste esperienze si allarghino e si diffondano fino a divenire coscienza e intelligenza diffusa.

Comitati pisani per la qualità della vita e la città dei diritti

LA MAFIA FINANZIARIA SGOMBERA VIA LA PERGOLA

All'alba di mercoledì 15 febbraio decine e decine di uomini delle forze dell'ordine hanno sgomberato gli immobili di via la Pergola, occupati il 17 novembre scorso da studenti, precari, disoccupati, abitanti dei quartieri popolari.

L'immobile di via la Pergola è di proprietà di una società fantasma in via di liquidazione; risalendo tramite un fitto sistema di scatole cinesi ai veri proprietari della palazzina, compaiono i nomi di importanti membri dei consigli di amministrazione delle banche Unicredit, Monte dei Paschi di Siena e Cassa di Risparmio. Tramite finte compravendite di immobili (tra cui quello di via la Pergola) questi personaggi si sono appropriati dei soldi dei risparmiatori, per usarli nei loro affari.


Da qualche giorno una rete di solidali con l'occupazione di via la Pergola ha lanciato la campagna “Esponiamoci!” per raccogliere firme in sostegno all'esposto che verrà presentato per denunciare questa MAFIA FINANZIARIA che si è arricchita rubando soldi alla comunità; evidentemente questo atto di denuncia pubblica nei confronti di poteri forti della finanza non è stato gradito, ed in difesa di questi speculatori si è immediatamente mossa la questura, con lo sgombero di oggi.


Al momento dello sgombero si trovavano all'interno dell'immobile tre persone, che avevano da poco cominciato a viverci, grazie al progetto di studentato autogestito e dello sportello contro il debito, nato per dare casa a studenti che hanno perso la borsa di studio e disoccupati e precari che non riescono a sostenere il costo di un affitto. Tutti i giorni in via la Pergola pranzavano a prezzo popolarissimo decine di persone, grazie alla mensa autogestita, come decine di altre andavano a studiare nell'aula studio. Due giorni fa era stata inaugurata la palestra all'interno dello stabile occupato e stasera ci sarebbe stata la prima iniziativa dell'università popolare, con un dibattito sulla questione delle periferie della nostra città.


Sicuramente l'idea che sta dietro il progetto #occupyPisa non si fermerà con lo sgombero di via la Pergola. Rilanciamo da subito con un presidio permanente in piazza Dante, dove stasera si terrà l'iniziativa dell'università popolare e dove trasferiremo nei prossimi giorni tutti i nostri progetti.

OCCUPY PISA NON SI FERMA!
LE NOSTRE VITE NON SONO IN DEBITO!
NON CI FERMERETE MAI!

ASSEMBLEA PUBBLICA IN PIAZZA ALLE 18 presso il presidio permanente di Piazza Dante
#OccupyPisa
#Occupy Piazza Dante 
 
 

giovedì 3 febbraio 2011

Solidarietà ai compagni e alle compagne di Napoli

Pochi giorni fa è avvenuto a Napoli lo sgombero, da parte di decine di carabinieri in tenuta antisommossa, degli spazi ZERO81 e FANON, occupati dagli studenti alcune settimane fa.
E’ questa l’ennesima risposta di un sistema governativo orientato a reprimere il dissenso di una generazione che in questo autunno è cresciuta, si è rafforzata e radicalizzata nel conflitto, è scesa nelle strade, ha occupato piazze, stazioni, autostrade, aeroporti.

Gli studenti e le studentesse di Napoli ci indicano la strada da seguire per continuare la battaglia contro il ddl Gelmini: sabotare l’applicazione dei decreti attuativi è la produzione di conflitto che punta alla riappropriazione, con lo scopo di riprenderci quello di cui veniamo espropriati, i nostri bisogni, i nostri spazi, la nostra ricchezza sociale.



Lo sgombero e le cariche dentro gli spazi universitari da parte della celere non sono che l’espressione di una governance universitaria che non riesce a tollerare spazi di autonomia e di contro-cooperazione… ma pare proprio che non facciano altro che rafforzarci! 

Solidarietà da Pisa agli studenti  e alle studentesse napoletani/e!
Nessuno sgombero fermerà la nostra lotta! 10 100 1000 occupazioni!


Collettivo Universitario Autonomo - Pisa