CE N'EST QU'UN DEBUT... CONTINUONS LE COMBAT!
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giovedì 6 novembre 2014

Il tempo della politica lavora contro gli studenti



Ieri ennesima puntata dell'infinita telenovela su Fossabanda. La Conferenza Università e Territorio si è un'altra volta riunita per decidere di rinviare la decisione sull'acquisizione dell'albergo di Santa Croce in Fossabanda da parte del DSU come residenza studentesca. Esattamente come la precedente CUT rinviò al 14 ottobre la medesima decisione, senza poi dare risposte, ed esattamente come giunte fantasma e consigli comunali si sono ben guardate dal prendere una posizione ufficiale sulla vicenda annunciando, però l'interesse e le offerte di soggetti privati per l'acquisizione della struttura.

Su questa storia di parole da marinai e false promesse vogliamo formulare una riflessione in merito a due aspetti:
1) la natura di una trattativa condotta solo su un piano istituzionale
2) la considerazione dei reali rapporti di forza che determinano i reali interessi dei soggetti coinvolti nella trattativa e il loro peso.

  1. Fossabanda, le CUT e le trattative... ma quali aspettative?
La partita sull'albergo di Santa Croce in Fossabanda e la sua rivendicazione da parte dei movimenti studenteschi durante l'anno scorso tra assemblee d'ateneo e occupazioni, riguarda, più in generale una partita sull'appropriazione delle risorse pubbliche: redistribuirle verso il basso, per soddisfare bisogni complessi e urgenti della popolazione studentesca, quali l'abitare e il mantenimento di condizioni di vita dignitose e libere dal ricatto dell'affitto e del lavoro intermittente e sottopagato, oppure valorizzarle verso l'altro, nel mercato immobiliare o a vantaggio di soggetti investitori privati.

mercoledì 1 ottobre 2014

Il buco di bilancio del DSU non lo paghiamo noi!

L'Azienda Regionale per il Diritto allo Studio ha accumulato un buco di bilancio 481 mila euro. Dal 2012 la tassa regionale per il diritto allo studio è stata aumentata da 98 a 140 euro sulla base di una normativa nazionale. Ciò che è accaduto in Toscana è che il maggior gettito fiscale era servito per compensare il definanziamento ministeriale, mantenendo ancora un livello minimo di erogazione dei servizi. Quest'anno la Regione non ha assicurato la redistribuzione di questo gettito lasciando scoperte le voci in bilancio da questo garantite. Mancano per l'appunto 481mila euro.


Corso renziano

La giunta Rossi in febbraio, per tenersi in piedi, ha dovuto pagare dazio alla scalata di Renzi a Montecitorio con un rimpasto. L'assessorato all'Università e Istruzione di Stella Targetti è saltato lasciando il posto a Emmanuele Bobbio. Non sorprende che un ricercatore del centro studi di Bankitalia e uomo del Sant'Anna come Bobbio voglia far cassa a spese nostre. Obbiettivo: drenare ricchezza dal basso tramite la fiscalità, il taglio dei servizi e la svendita del patrimonio pubblico.


mercoledì 23 luglio 2014

Contro l'emergenza abitativa studentesca interrotto il cda dell'università

Questa mattina un gruppo di studenti sono intervenuti al cda d'Ateneo per discutere del ruolo e delle responsabilità dell'Università sull'emergenza abitativa studentesca. Ieri è stato presentato a Firenze il III rapporto sulla condizione abitativa in Toscana, alla presenza della vice-presidente della Giunta regionale Stefania Saccardi. Il focus sulla città di Pisa ha confermato quello che da più di un anno gli studenti denunciano. Ci sono 3.020 studenti con un reddito famigliare inferiore ai 19 mila euro che hanno diritto a un posto alloggio per poter continuare gli studi. Il Diritto allo Studio a Pisa però ha messo a disposizione solo 1523 posti letto nell'anno accademico 2013-14, escludendo dal beneficio pertanto quasi la metà degli aventi diritto. In tutta la città sono oltre 20 mila gli studenti fuori sede che necessitano di una casa, ostaggi di un mercato degli affitti dove i prezzi variano dai 250-350 euro al mese per una singola e oscilla fra i 180 e i 250 euro per una doppia.

Davanti a una stato di oggettiva sofferenza che, con la compressione dei redditi vede accrescersi la platea degli idonei alla borsa di studio e al posto alloggio, osserviamo però come le politiche degli enti pubblici tutelino altri interessi. Fondi e risorse di tutti vengono distratti verso la speculazione immobiliare, negando soluzioni adeguate alle crescenti domande poste da nuovi e urgenti bisogni sociali. È questo il caso di Villa Madrè, via Da Buti, Paradisa e Santa Croce in Fossabanda.

mercoledì 2 luglio 2014

Report assemblea sul nuovo regolamento Residenze

Dal profilo Ardsu Pisa riportiamo questo report, redatto da alcuni studenti presenti all'assemblea tenutasi lunedì 30 giugno.

Ieri si è tenuta presso la residenza Fascetti un'assemblea di discussione sul nuovo regolamento delle residenze toscane. Oltre agli studenti di tutte le residenze pisane erano presenti anche la direttrice del servizio residenze Magda Beltrami e la coordinatrice delle residenze pisane Giulia Lacerra.

L'assemblea è stata preparata raccogliendo tra gli studenti alloggiati nelle residenze DSU oltre mille firme di contrarietà ai seguenti punti previsti nella bozza di regolamento scritta dal Consiglio di amministrazione senza raccogliere le indicazioni presentate in precedenza dai rappresentanti delle residenze:

1) I controlli periodici nelle stanze potranno essere effettuati senza alcun preavviso (Art. 22.5)
Vogliamo che i controlli prevedano un preavviso di minimo 7 giorni.
2) Sarà vietato poter ospitare in qualsiasi spazio della residenza per più di 4 ore (Art. 24.1)
Vogliamo l'abolizione dei limiti di tempo per l'ospitalità di visitatori esterni.
3) Durante i periodi di chiusura estiva gli studenti assegnatari di tutte le residenze saranno tenuti
a liberare le proprie camere da qualsiasi effetto personale (Art. 18.3)
4) L'accesso a tutte le aule studio e spazi comuni sarà limitato alle sole ore comprese tra le 9 e le
24 (Art. 23.9)
5) Sarà vietato l'utilizzo di piccoli elettrodomestici, quali asciugacapelli e forni elettrici (Art.
11.4)
6) Non è prevista gradualità alcuna nell'applicazione di sanzioni disciplinari, permettendo
misure quali l'immediata sospensione del posto alloggio per violazioni minori già al primo richiamo. (Art. 27.1)

Su ogni punto la dirigenza DSU ha provato una funambolica mediazione che, a seconda dei casi si presentava come una poco convinta difesa d'ufficio o come un palese tentativo di raggiro (non sappiamo come chiamare diversamente lo spacciare come concessione la permanenza nelle residenze fino al 31 luglio – come garantito da bando peraltro – per poi comunque non retrocedere sulla volontà di sgombrare tutte le residenze nel mese di agosto).

La discussione di ieri, che non è arrivata a un punto di svolta ma certo ha rafforzato la posizione di contrarietà degli studenti al nuovo regolamento, ha comunque ribadito un indirizzo preciso dell'azienda: guadagnare sulle spalle degli studenti. Ne sono esempio le sanzioni pecuniarie (la fonte d'ispirazione per l'azienda è stato il contratto collettivo dei lavoratori), e, appunto, l'intenzione di svuotare le residenze dagli studenti e dai loro effetti personali per affittarle nel mese di agosto per fronteggiare la mancanza di finanziamenti.

La dirigenza “spiritualmente” è attenta ai bisogni e alla qualità della vita degli studenti, impostando i suoi regolamenti su un tanto declamato “principio di uguaglianza”. La realtà che viviamo noi studenti borsisti è tutto l'opposto: disciplinamento crescente, ulteriore compressione degli spazi di socialità (che anche ora non abbondano), aumento dei disagi e dei costi a carico dei borsisti.

L'assemblea si è conclusa strappando l'impegno da parte dei dirigenti a portare in commissione residenze la posizione degli studenti e le firme raccolte nelle residenze. Inoltre è stata garantita dall'assemblea una presenza studentesca quando il nuovo regolamento verrà portato in CdA a Firenze a fine Luglio. Una cosa è certa: se il DSU non tornerà indietro su questo regolamento si estenderà la protesta nelle residenze.