CE N'EST QU'UN DEBUT... CONTINUONS LE COMBAT!
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domenica 1 luglio 2012

Restituire gli spazi ad un uso sociale: si può! Si deve!


Inaugurata la Nuova Periferia Polivalente
Migliaia di ore di lavoro volontario, spese minime grazie al contributo di tanti, ai legami nati con il quartiere, al percorso che #occupyPisa ha iniziato il 17 novembre scorso riaprendo gli spazi di via La Pergola: è grazie a tutto ciò che, in 7 settimane, la giungla di erbacce che nascondeva il campo di calcio, gli arbusti che invadevano i campi di calcetto, tennis e basket, la siepe inselvatichita che impediva persino l’utilizzo del marciapiede nella strada adiacente, gli spogliatoi ormai sostituiti da una fogna, hanno ripreso a vivere, sono tornati utilizzabili, sono stati trasformati in un immenso spazio sociale aperto a tutti e tutte.
Dopo sei anni di abbandono, durante i quali l’unico ruolo delle istituzioni è stato quello di murare il casottino degli spogliatoi - mettendo a rischio di epidemie un intero quartiere - la Polispotiva della Fontina è tornata a vivere, ad essere attraversata da decine di persone, ad essere utilizzata da grandi e piccini che vogliono uno spazio in cui trascorrere il proprio tempo, in cui poter praticare sport liberamente. 

lunedì 28 maggio 2012

Periferia Polivalente work in progress

E' da due settimane che #occupyPisa si è trasferita da piazza Dante occupando, il 15 maggio scorso, un ex-polisportiva nella prima periferia pisana.
Un posto molto grande: un campo da calcio a 11 con tribune, due campi da calcetto, uno da basket, uno da tennis ed un casottino con spogliatoi e uffici.
Questo luogo, di proprietà del comune di San Giuliano e della provincia di Pisa, era stato lasciato al degrado e all'abbandono. All'interno del casottino erano stati murati rifiuti di ogni genere, al punto da rendere il posto a rischio di diffusione di epidemie.
I militanti di occupyPisa, insieme a tanti solidali, in queste due settimane hanno fatto un lavoro immane: il casottino è stato bonificato, i rifiuti sono stati smaltiti, tutte le stanze sono state oggetto di disinfestazione, ieri è iniziata l'imbiancatura dei muri. Gli spazi all'aperto sono stati messi in sicurezza, l'erba è stata tagliata, le siepi potate; i campi da tennis e da calcetto vengono già utilizzati.

lunedì 21 maggio 2012

Occupy Pisa cresce e si trasforma

Occupy Pisa, nata il 17 novembre scorso conl'occupazione di via la Pergola, sgomberata manu militari il 15 febbraio, dopo tre mesi di presidio permanente in piazza Dante, martedì scorso al termine di una grande giornata di lotta contro Equitalia, ha deciso di proseguire il suo percorso in nuovi spazi: decine e decine di persone hanno occupato l'ex-polisportiva di via di Pratale, un luogo enorme abbandonato da anni al degrado. Da qui Occupy Pisa vuole continuare la strada aperta ormai sei mesi fa e che, giorno dopo giorno, vede sempre più persone avvicinarsi con la volontà di mettere a disposizione i propri sapere e le proprie capacità per costruire una reale risposta alla crisi e un orizzonte di cambiamento possibile.

giovedì 10 maggio 2012

Ora basta!Blocchiamo la riforma Fornero

La riforma "contro il lavoro" Fornero è da settimane in parlamento. Soltanto la reattività degli operai con scioperi, blocchi e occupazioni ha evitato che questa ennesima misura di precarietà e sfruttamento, diventasse immediatamente legge. Adesso, mentre i sindacati confederali, sostanzialmente, accettano l'impianto della riforma, la crisi continua a polarizzare la società. Da una parte le misure di austerità, promosse dal governo dei tecnici, delle banche e sostenute dal sistema dei partiti; Dall'altra il 99%: chi studia e fa gli stage, chi subisce il contratto di apprendistato, chi lavora, chi lo sta perdendo, chi lo cerca perché disoccupato.
Le decine di suicidi a catena che stanno avvenendo, fanno emergere una situazione d'insopportabilità, continuamente narrata dai media per esorcizzare la possibilità che essa cambi davvero. Ma questo cambiamento, risiede nella capacità di costruire un movimento, che individua la comune condizione di precarietà, e che rifiuti la logica dei sacrifici a senso unico.
Da queste settimane di lotta, di emersione di nuovi stimoli alla discussione ed alla partecipazione, nasce l'esigenza di continuare a confrontarci collettivamente, per cercare di rispondere alle istanze di trasformazione che provengono da tante realtà, in nuovi contesti e forme.
Lo sciopero generale, per noi che siamo da tre mesi in presidio permanente, non può essere il momento da aspettare che risolve tutti i problemi; bensì il processo che deve costruire un NO alla riforma Fornero capace di comporre, aggregare e connettere le differenti soggettività in lotta.

martedì 21 febbraio 2012

#occupy Pisa, da Piazza Dante alla città

#OCCUPYPISA, work in progress in piazza dante; appello per un'assemblea generale
Sono le sette del mattino del 15 febbraio quando i “vicini di casa” di Via La Pergola danno l’allarme: le forze dell’ordine stanno effettuando lo sgombero dell’immobile occupato il 17 novembre.
Sono passate solo poche ore da quando è stata pubblicamente lanciata la campagna “Esponiamoci” che, nel denunciare il perverso turbinare di speculazioni bancarie e immobiliari, società fantasma e compravendite gonfiate, finanze virtuali e debiti reali, che ruotano intorno a via La Pergola, trasforma quell’immobile nel paradigma della crisi: speculazioni delle banche che divengono debiti della popolazione, arricchimenti di pochi che diventano miseria di tanti.
Eppure, nel suo essere paradigma della crisi, via La Pergola diventa anche paradigma della possibilità di resistere, di opporsi alla morsa del debito, di sottrarsi al ricatto finanziario. 
Così lo sgombero di un immobile si è trasformato nell’occupazione di una piazza: quello che si è sviluppato da quel momento in avanti è qualcosa di diverso dalle pur legittime richieste di uno spazio sociale, di uno studentato, di una mensa. 

lunedì 20 febbraio 2012

Manifesto di #Occupy Pisa, work in progress in piazza dante

Pisa - Mercoledì 15 febbraio poliziotti e carabinieri hanno sgomberato alle 7 di mattina le palazzine liberate dal 17 novembre, sbattendo fuori i tre studenti che dormivano nello studentato autogestito, denunciandoli per occupazione assieme ad altre 12 persone. Le forze del dis-ordine hanno provato a chiudere i progetti di mensa sociale, i corsi dell'università popolare, gli esperimenti di aggregazione dello sportello contro il debito. Tutto ciò a seguito dell'attività di inchiesta, denuncia e contro-formazione che con la campagna "esponiamoci" ha reso la storia dello scandalo finanziario degli immobili ex cassa di risparmio, l'emblema ed il paradigma della crisi finanziaria: banche, speculatori, immobiliaristi creano debiti con operazioni di privatizzazioni per riversarli poi su tutta la popolazione.
Via la pergola, con i suoi progetti, la solidarietà, l'attivazione di tante e tanti, ha rappresentato non 4 mura, ma un'idea, una tendenza: quella di opporsi all'austerità ed alla morsa del debito, liberando la vita di tutti noi dal ricatto finanziario. Quest'idea, nella mattinata del 15 febbraio, non è morta, ma si è rafforzata: in tanti siamo andati nella stessa mattinata ad occupare la cassa di risparmio del gruppo di lodi, in tanti non abbiamo avuto paura dei carabinieri in antisommossa che volevano sbarrarci l'ingresso della Unicredit, in tanti siamo saliti in comune per denunciare la complicità dei partiti che governano con il sistema del debito. In tanti, ed in molti di più da quelli che eravamo all'inizio della mattinata, abbiamo deciso di rilanciare, evolvere e rafforzare via la pergola, occupando piazza dante.

giovedì 16 febbraio 2012

Solidarietà inarrestabile ad #occupy Pisa

Come un fiume in piena continuano ad arrivare attestati di solidarietà al progetto #occupy Pisa dopo lo sgombero di via la Pergola e le cariche sotto l'Unicredit; ne pubblichiamo e ne linkiamo una lista, ancora incompleta:
I Comitati pisani per la qualità della vita e la città dei diritti esprimono piena e convinta solidarietà al movimento Occupy Pisa, che nelle palazzine in via La Pergola, occupate mesi fa e ieri sgomberate dalla polizia, portava avanti un esperimento interessantissimo di unità tra senza casa, disoccupati, precari, studenti, lavoratori, cittadini.

Non è assolutamente comprensibile come si possa rispondere con scudi e manganelli a iniziative come: l'alloggio per chi non ha casa o deve sottostare alle pretese di agenzie e speculatori sulla pelle degli studenti non residenti; la mensa per chi ha pochi soldi per vivere; l'università popolare per chi vuole uscire dalle ammuffite aule dei baroni universitari; le cene che tentano di ricostruire un tessuto sociale tra giovani e adulti, uomini, donne, bambini.
Perché queste sono le cose realizzate in questi tre mesi di "occupazione" dentro quelle palazzine sfitte e abbandonate da anni, "proprietà privata" di banche che non avevano mostrato nessuna intenzione di metterle a disposizione della città.

Questo volevano dire, dopo lo sgombero, i giovani di Occupy Pisa e i cittadini del "Comitato Vicini di casa" cercando di entrare, pacificamente e simbolicamente, dentro alcune di queste istituzioni bancarie, e trovandosi davanti uno schieramento di forze dell'ordine che evidentemente aveva ricevuto la direttiva di non permettere alcuna forma di libera espressione del proprio pensiero e delle proprie idee.

Ancora una volta, la difesa della legalità si accanisce sui più deboli e difende i più forti, ogni volta che mette da parte la questione fondamentale della GIUSTIZIA e dei DIRITTI, che è altra cosa dalla legge formale: a Firenze in via dei Conciatori, e in cento altre città, si assiste a vicende di questo tipo, con lo sgombero delle poche e quasi eroiche esperienze che cercano di rispondere alla "crisi" cercando altre strade di solidarietà e di autorganizzazione della vita individuale e collettiva delle persone, alternative alle bugie che ci raccontano sull"'inevitabilità" dei sacrifici.
I Comitati auspicano che queste esperienze si allarghino e si diffondano fino a divenire coscienza e intelligenza diffusa.

Comitati pisani per la qualità della vita e la città dei diritti

LA MAFIA FINANZIARIA SGOMBERA VIA LA PERGOLA

All'alba di mercoledì 15 febbraio decine e decine di uomini delle forze dell'ordine hanno sgomberato gli immobili di via la Pergola, occupati il 17 novembre scorso da studenti, precari, disoccupati, abitanti dei quartieri popolari.

L'immobile di via la Pergola è di proprietà di una società fantasma in via di liquidazione; risalendo tramite un fitto sistema di scatole cinesi ai veri proprietari della palazzina, compaiono i nomi di importanti membri dei consigli di amministrazione delle banche Unicredit, Monte dei Paschi di Siena e Cassa di Risparmio. Tramite finte compravendite di immobili (tra cui quello di via la Pergola) questi personaggi si sono appropriati dei soldi dei risparmiatori, per usarli nei loro affari.


Da qualche giorno una rete di solidali con l'occupazione di via la Pergola ha lanciato la campagna “Esponiamoci!” per raccogliere firme in sostegno all'esposto che verrà presentato per denunciare questa MAFIA FINANZIARIA che si è arricchita rubando soldi alla comunità; evidentemente questo atto di denuncia pubblica nei confronti di poteri forti della finanza non è stato gradito, ed in difesa di questi speculatori si è immediatamente mossa la questura, con lo sgombero di oggi.


Al momento dello sgombero si trovavano all'interno dell'immobile tre persone, che avevano da poco cominciato a viverci, grazie al progetto di studentato autogestito e dello sportello contro il debito, nato per dare casa a studenti che hanno perso la borsa di studio e disoccupati e precari che non riescono a sostenere il costo di un affitto. Tutti i giorni in via la Pergola pranzavano a prezzo popolarissimo decine di persone, grazie alla mensa autogestita, come decine di altre andavano a studiare nell'aula studio. Due giorni fa era stata inaugurata la palestra all'interno dello stabile occupato e stasera ci sarebbe stata la prima iniziativa dell'università popolare, con un dibattito sulla questione delle periferie della nostra città.


Sicuramente l'idea che sta dietro il progetto #occupyPisa non si fermerà con lo sgombero di via la Pergola. Rilanciamo da subito con un presidio permanente in piazza Dante, dove stasera si terrà l'iniziativa dell'università popolare e dove trasferiremo nei prossimi giorni tutti i nostri progetti.

OCCUPY PISA NON SI FERMA!
LE NOSTRE VITE NON SONO IN DEBITO!
NON CI FERMERETE MAI!

ASSEMBLEA PUBBLICA IN PIAZZA ALLE 18 presso il presidio permanente di Piazza Dante
#OccupyPisa
#Occupy Piazza Dante 
 
 

lunedì 13 febbraio 2012

Occupypisa in via la Pergola parte con la campagna "Esponiamoci"


ESPONIAMOCI!  
Via la pergola non pagherà il debito alla mafia finanziaria

Raccolta di firme in sostegno alla denuncia dello “scandalo” bancario della storia dell’immobile di “Via la pergola”


Siamo cittadini, lavoratori, studenti, precari e professionisti che con questo appello vogliamo sostenere con forza la proposta di un esposto alla magistratura che metta in luce le evidenti illegalità e speculazioni che si celano dietro l’immobile di Via la pergola.


Ciò che è emerso ormai pubblicamente è che le palazzine situate in pieno centro storico sono state oggetto di un vero e proprio “scandalo” finanziario, il cui costo sociale ed economico gli stessi protagonisti della speculazione vorrebbero continuare a riversare sulla collettività.


L’attuale proprietà è una società in liquidazione, tale Olivia s.r.l. detenuta dall’imprenditore Cimatti Massimo. Questa società è stata fondata in data 09/11/2005 con un capitale sociale di soli 10.000 euro (il minimo legale per costituire una Società a Responsabilità Limitata), ed è stata sciolta il 15/11/2010, per iniziativa “volontaria”, ovvero ha affidato i suoi beni ad un liquidatore per cercare di ripagare i debiti che ha contratto. Questa società “fantasma”, attraverso un sistema complesso di scatole cinesi della finanza “creativa”, è detenuta dalla società finanziaria Norman 95, fallita lo scorso luglio con 200 milioni di euro di debiti, nonostante la continua elargizione di credito concessa da un pool di banche amiche, in primis il Monte dei Paschi di Siena e Unicredit.


Lo scandalo sta nel fatto che questa società, Olivia s.r.l. controllata occultamente da Norman 95 di Cimatti, appena costituita e senza nessuna garanzia economica, ha chiesto e ottenuto un prestito di dalla MpS e da una società del gruppo Lehman brothers, al fine di trasferire 23 milioni di euro al Banco popolare italiano all’epoca (2005) del “furbetto del quartierino” Fiorani, condannato per vari reati nel tentativo della scalata Antonveneta, e direttamente coinvolto nel capitale di Norman 95 (ma non di Olivia s.r.l.!), assieme ad altri super faccendieri quali il vice-presidente di Unicredit e della Cassa di Risparmio di Alessandria Palenzona. La decina di immobili di cui fa parte “via la pergola” sono stati utilizzati per occultare questi trasferimenti di denaro, indebitando volontariamente le società “fantasma” di Norman, come Olivia s.r.l., poi messe in liquidazione.

“Via la pergola” fa parte di una operazione speculativa che ha visto un ingente trasferimento occulto di denaro, e che vede i protagonisti in palese conflitto di interesse tra loro: banchieri che si erogano allegre elargizioni di fidi per i loro particolari interessi, banche che possono erogare finanziamenti agli stessi amministratori, manager o sindaci che abbiano rapporti di dipendenza con le stesse, configurando interessi privati in atti d'ufficio e palesi violazioni alle norme di prudente gestione del credito e risparmio, costi che vengono scaricati nei confronti dei risparmi della clientela ed in quelli di tutta la popolazione, costretta a subire misure di austerità per ripagare i debiti contratti dal sistema e dalle lobby bancarie in questo modo fraudolento.


Per questo chiediamo che venga posta fine alle operazioni di speculazione finanziaria ed immobiliare che hanno come oggetto gli immobili della ex cassa di risparmio di Pisa, oggi finalmente restituiti alla collettività dalle attività sociali e culturali (mensa sociale, studentato autogestito, università popolare) che stanno portando volontariamente avanti numerosi studenti, giovani precari e cittadini residenti della zona.
 

mercoledì 11 gennaio 2012

PRENDI CASA IN VIA LA PERGOLA!


sportello contro il debito aperto a borsisti, precari, studenti, cassa integrati e disoccupati per costruire insieme uno studentato autogestito, per chi rifiuta il pagamento del debito e della crisi!
orari:
martedì pomeriggio dalle 16 alle 20
mercoledì mattina dalle 11 alle 14
venerdì pomeriggio dalle 16 alle 20
 
 

domenica 4 dicembre 2011

video di una domenica in via la Pergola


Domenica 4 Dicembre 2011:  "via la Pergola bene comune" dalla speculazione finanziaria alla riqualificazione sociale.
Una giornata di socialità organizzata dai ragazzi di #occupypisa via la Pergola, comitato vicini di casa (P.zz Carrara - P.zz San Giorgio) e il comitato dell'acqua.




mercoledì 30 novembre 2011

comunicato studenti occupy dsu

Scriviamo questo comunicato dalla segreteria di direzione dell’Ardsu perché in questo momento il consiglio di amministrazione riunito a Firenze si appresta a decidere ulteriori misure di tagli ed austerità nei confronti di noi studenti e studentesse. I motivi con cui i dirigenti del DSU giustificano i tagli che vedranno aumentare ancora una volta i costi della mensa, tramite la fasciazione in base al reddito, sono i tagli che il governo ha fatto e continuerà a fare nei confronti della regione.

Noi siamo qui oggi per dire che queste giustificazioni non ci convinceranno mai: la crisi del debito non è responsabilità nostra, ma di tutta quella casta di banchieri, dirigenti, speculatori e politici, che da anni lucra sulle nostre vite. Oggi rischiamo di vederci aumentare la mensa, domani di sopprimere i residui di welfare e di vederli risucchiati dal meccanismo perverso - che sta fallendo in tutto il mondo - del “prestito d’onore”.

Noi di fronte a questa situazione vogliamo affermare il diritto di tutti gli studenti a poter studiare e di opporsi alle grinfie del sistema del debito. Non ci appartiene la logica delle rinunce e del “meno peggio”: c’è veramente rimasto pochissimo da salvare.

Comunichiamo a tutti gli organi di stampa e a tutti i dirigenti che stanno decidendo misure di austerità, che, come dimostrano i movimenti che si stanno sviluppando contro la mercificazione della formazione, non staremo a guardare che le nostre vite siano sacrificate dal ricatto dei tagli e del sistema finanziario.
Studenti e studentesse pisani contro il debito
 
 

mercoledì 23 novembre 2011

#OCCUPY DSU! LE NOSTRE VITE NON SONO IN DEBITO

Gli effetti dei tagli iniziano a concretizzarsi a partire dalle riforme universitarie e dalla distruzione degli ultimi residui di diritto allo studio. Con gli effetti della riforma e le liberalizzazioni proposte dal nuovo governo Monti molti corsi vengono cancellati, gli spazi disponibili nelle università diventano sempre meno, il sistema del “prestito d'onore” trasforma le borse di studio in indebitamento.
Il dsu potrà garantire agevolazioni soltanto ad una minima parte di richieste a fronte delle migliaia e migliaia che verranno tagliate fuori. E per chi continuerà ad essere “idoneo” il dsu vuole imporre un aut aut: lo studente “borsista” dovrà scegliere se avvalersi del contributo monetario, ritrovandosi però a pagare la mensa e l'alloggio, oppure scegliere di usufruire gratuitamente di questi servizi senza però ricevere la borsa di studio. In questo quadro d'impoverimento generalizzato si aggiungono i disagi legati al ritardo della pubblicazione delle graduatorie definitive che lascia gli studenti ritenuti “idonei” nella graduatoria provvisoria, in una sorta di limbo in cui si trovano a fare i conti con spese d'affitto e di mantenimento ingenti.

martedì 22 novembre 2011

DONA MOBILI A VIA DELLA PERGOLA!

Da circa una settimana centinaia di persone stanno attraversando gli spazi liberati di via della Pergola e sottratti all'abbandono ed alla speculazione delle banche.
 
L'idea di costruire al suo interno un nuovo modello di società, partendo proprio dai nostri bisogni, vuole essere materializzata proprio in questi spazi, dove studenti, disoccupati e ragazzi dei quartieri popolari se ne sono riappropriati con l'intenzione di riaprire questo spazio alla collettività.

In questi spazi stanno cominciando a materializzarsi molti progetti tra cui la costruzione di una foresteria, un’università popolare, uno sportello contro il debito e laboratori di attività culturale.


In questi primi giorni, anche molti abitanti del quartiere hanno portato la propria solidarietà a questa occupazione, ma anche un interesse e una partecipazione a costruirla insieme.

Gli spazi liberati di via della Pergola hanno bisogno di essere riempiti, per questo chiediamo a chiunque stia già contribuendo e a chi vorrebbe essere partecipe, di donare letti, mobili, tavoli, sedie e altro materiale che non viene utilizzato o che avete intenzione di buttare.

Occupy Pisa è un'idea, un progetto, una possibilità, una risposta, un punto da cui ripartire per creare forme di cooperazione, di scambio, di messa in comune che vadano oltre la povertà che ci cade addosso ogni giorno e che siano il segno tangibile di un cambiamento reale.


Via la Pergola è un divenire, attraversiamola, conosciamola, costruiamola!

Assemblea pubblica tutti i giorni ore 15!
 
CONTATTI:
chiama: 3335882725
scrivi: occupypisa@hotmail.it

___OCCUPY PISA____

Licenziamenti, cassa integrazione, contratti precari, affitti troppo alti, rate del mutuo insostenibili, aumento delle bollette, spese sanitarie non più accessibili. 
QUESTA E’ LA CRISI CHE STIAMO PAGANDO! 
Chi ci governa da Berlusconi a Monti, da Napolitano fino alla BCE, non ha interesse a risolvere la nostra crisi, ma solo a colmare un debito creato da alcuni decenni di politiche economiche scellerate che hanno arricchito pochi e impoverito tanti.
 
Noi non vogliamo lasciar spazio a chi ci chiede ulteriori sacrifici per ripagare questo debito!
A questi “signori” rispondiamo che la misura è colma!
Che se ne vadano tutti a casa, noi il vostro debito non lo paghiamo!
 
E’ arrivato il momento di cominciare a mettere in pratica questa risposta. Non diamo spazio alle guerre tra poveri in cui vorrebbero indurci; questo è il momento di mettere in campo una cooperazione dal basso con cui cominciare a riappropriarsi di tutto quello che ci viene toltoo che non abbiamo mai avuto.
 
E’ tempo di cominciare a immaginare nuove forme di organizzazione che siano risposte reali alla crisi. Dobbiamo iniziare a rivendicare il diritto all’insolvenza per riaffermare quello alla dignità della vita. OCCUPYPISA vuole essere questo!
 
OCCUPYPISA in questi giorni ha trovato casa: in via la pergola immaginiamo uno spazio che sia attraversato da grandi e piccini, da famiglie, disoccupati, migranti, studenti, uno spazio in cui dare vita a uno sportello contro il debito, a uno studentato autogestito, all’università popolare e a tutte quelle forme di condivisione dei saperi che possono diventare patrimonio di tutte e tutti.
 
Via la Pergola è la concretizzazione dello slogan Occupy Pisa.
 
Occupy Pisa è un'idea, un progetto, una possibilità, una risposta, un punto da cui ripartire per creare forme di cooperazione, di scambio, di messa in comune che vadano oltre la povertà che ci cade addosso ogni giorno e che siano il segno tangibile di un cambiamento reale.
Via la Pergola è un divenire, attraversiamola, conosciamola, costruiamola!
 
Assemblea pubblica tutti i giorni ore 15!

#occupypisa, work in progress in via la pergola.

sabato 19 novembre 2011

OccupyPisa interviene dal palco di Celestini

Siamo studenti, precari, disoccupati, abitanti dei quartieri popolari, giovani che probabilmente non avranno mai la pensione.

In questi giorni siamo bombardati dai titoli dei media maistream che sostengono la possibilità di una prossima uscita dalla crisi, un’uscita che richiederà sacrifici da parte di tutti, parlano quindi di equità. Non fidarsi del governo Monti non nasce da un pregiudizio, ma dalla consapevolezza che i sacrifici che verranno chiesti partiranno da noi e si concluderanno a noi.


La nostra realtà quotidiana è già questa: da quando la crisi economica è esplosa, noi abbiamo cominciato a pagarla!La paghiamo ogni giorno nei luoghi di lavoro, nelle nostre scuole che cadono a pezzi, nelle nostre università sempre più fabbriche di precariato. La paghiamo nelle nostre città, che nella morsa della crisi divengono sempre più luoghi inariditi e desocializzanti.


Per questo oggi siamo qui, in un luogo come il teatro Verdi, centro e parte della cultura pisana; crediamo che arte, cultura, saperi rappresentino parte del patrimonio da difendere e da non assoggettare alle logiche delle banche e del profitto. La cultura per noi non è logica commerciale, non è un nemico come lo è stato per il governo Berlusconi, ma è qualcosa che necessariamente deve essere accessibile a tutti, deve essere un elemento risocializzante, che non abbia confini, che sia anche occasione di ridefinizione degli spazi urbani troppo spesso suddivisi tra un centro città-vetrina e quartieri-dormitorio.


Questa è la sfida che proponiamo!Possiamo costruire un presente e un futuro di cambiamento che non si risolvano unicamente nella brutalità delle logiche finanziarie?!


Questo è quello che stiamo provando a fare!Questo è quello che vorremmo realizzare sperimentando nuovi spazi di socialità, di democrazia e di organizzazione.


E’ per questo motivo che da qualche giorno ci siamo riappropriati di uno spazio vuoto della nostra città. Uno stabile nel cuore della città universitaria, che è stato oggetto di diverse speculazioni, passando da una proprietà all’altra, di banca in banca, rimanendo inutilizzato.

Via la Pergola è per noi la concretizzazione dello slogan Occupy Pisa.


Occupy Pisa è un’idea, un progetto, una possibilità, una risposta, un punto da cui ripartire per creare forme di cooperazione, di scambio, di messa in comune che vadano oltre la povertà che ci cade addosso ogni giorno e che siano il segno tangibile di un cambiamento reale.

Via la Pergola è un divenire, vi invitiamo ad attraversarla, a conoscerla, a costruirla!

 

giovedì 17 novembre 2011

occupata ex cassa di risparmio, #occupyeverywhere

"Così si è detto, così si è fatto!". Oggi a Pisa intensa giornata all'insegna del blocco e dell'occupazione.

Dopo lo scorso 11 novembre in cui, nella piazza davanti al comune, studenti medi insieme a universitari e giovani dei quartieri periferici lanciavano lo slogan #occupypisa; la manifestazione di oggi ha dimostrato che l'unica alternativa reale alla crisi e ai governi tecnici, è quella di tradurre il "noi il vostro debito non lo paghiamo", costruendo risposte che partano dal basso.

Alle 9:30 in centinaia si son dati appuntamento in piazza Sant'Antonio con l'obiettivo di lasciare il segno dell'incompatibilità alla logica dei sacrifici rappresentata dal banchiere Monti, dai ministri tecnocrati del suo governo.
Di fronte alla sede dell'Inps, difesa da un'ingente schieramento di polizia, studenti universitari sono riusciti ad entrare nell'edificio e calare uno striscione dal terzo piano: "ridateci la grana, noi non pagheremo il vostro debito"; sintomo della consapevolezza che le casse pubbliche sono ormai agli sgoccioli, perché espropriate da governo e banche per risanare il sistema del debito.

Lungo il percorso, gli studenti medi hanno invece attaccato le scuole private e la banca Unicredit, incollando manifesti inneggianti V per Vendetta.

#occupy Pisa!Via della Pergola è nostra!

Oggi 17 novembre 2011 come studenti medi, universitari, precari e giovani dei quartieri popolari, abbiamo deciso di iniziare direttamente a riprenderci quello che ci è stato tolto.

Abbiamo costruito in assemblee universitarie e di ateneo, in quelle di istituto nelle scuole e dentro i quartieri da dove proveniamo, la giornata di oggi: #occupy Pisa.

La manifestazione, dopo aver sanzionato in differenti forme (attacchinaggi di V per Vendetta, striscioni e fumogeni) banche, scuole private e l'inps, ha voluto oggi iniziare a praticare direttamente il "non pagamento del debito", sottraendo un grandissimo spazio, di proprietà della banca popolare di Lodi, all'abbandono ed alla speculazione.

Il governo tecnico di Monti, è per noi il segno che la caduta di Berlusconi rappresenta una nuova stagione di tagli ed austerità che ci verranno imposte direttamente con manovre e riforme per continuare a tenere in vita il sistema del debito. Per questo abbiamo deciso di concretizzare questo rifiuto dei sacrifici in una riappropriazione immediata di spazi: vogliamo affermare che l'unica possibilità di non pagare più la crisi sta nella conquista collettiva di tutta quella ricchezza che ci stanno togliendo, e nel tentativo di socializzare beni e servizi che le istituzioni finanziarie hanno privatizzato.

Gli edifici di #occupy pisa sono vuoti da molti anni, e rappresentano la volontà collettiva di costruire nuovi percorsi di movimento capaci di rilanciare lotte per una formazione libera dai ricatti della precarietà e per un nuovo weelfare libero dalle grinfie del debito.

#occupy pisa

martedì 15 novembre 2011

Corteo studentesco 17 novembre #occupypisa!

L’assemblea di ateneo del 14 novembre, è per noi un primo momento di confronto collettivo sulla complessa fase politica che stiamo vivendo.

Siamo studenti universitari e giovani immersi nell’università della crisi e nelle logiche del debito e della precarietà. Dopo anni di lotte, ci troviamo oggi nelle nostre facoltà a vivere l’applicazione dei tagli lineari e della riforma Gelmini, con una didattica sempre più dequalificata e una ristrutturazione in senso aziendale e verticistico del mondo della conoscenza. Soprattutto, l’imposizione dell’indebitamento sulle nostre vite di studenti si declina nel diritto allo studio, sfigurato dalla fondazione per il merito che ci obbliga a contrarre prestiti con i soliti istituti bancari per “garantirci il nostro diritto al futuro”.

Vediamo in tutto ciò l’ennesima espropriazione di ricchezze comuni: è questa la cifra delle nostre vite al tempo della crisi, connotate dall’imposizione di ricatti e dal furto del nostro futuro. In questi termini leggiamo l’avvento del governo presieduto da Mario Monti. Vogliamo dire chiaramente che non accettiamo la retorica dei governi tecnici, della necessità e dell’emergenza, dell’applicazione dei dettami della BCE. Non accettiamo di pagare un debito che non abbiamo concorso a creare. Non accettiamo l’attacco devastante al mondo del lavoro portato dall’art. 8 della manovra di ferragosto e dall’estensione generalizzata del metodo Marchionne. Non accettiamo l’espropriazione vergognosa dei beni comuni, così come avviene con il territorio in Val di Susa e più in generale con lo scippo del risultato referendario operato con l’art 4 della manovra di ferragosto.

È questo il punto della nostra analisi: non accettiamo che ventisette milioni di persone siano cancellate in nome degli umori dei mercati. Ci sembra ormai chiara l’insostenibilità della retorica propinataci dal circuito massmediatico, per la quale il bene del mercato coincide con il nostro bene. Non è così, e il nostro quotidiano lo testimonia: non possiamo accettare questo modo di imporre il pagamento del debito. Il rischio di default e la retorica del pareggio di bilancio a tutti i costi non possono essere la giustificazione per annientare i nostri diritti, per ridurre alla povertà le nostre vite: se questo deve essere il nostro futuro, diciamo che non vogliamo pagare questo debito, che è stato creato da soggetti privati e che non può essere scaricato sulle fasce più deboli della collettività.

Questo è il senso che vediamo nella giornata del 17 novembre, questi i motivi per cui saremo in piazza giovedì prossimo. Quest’anno il 17 novembre non rappresenta soltanto la giornata mondiale del diritto allo studio, ma deve essere calata in un orizzonte generale di lotta e di sciopero. Come studenti universitari, ci sentiamo parte integrante di quel 99% che non può tollerare ancora ricatti. Per questo chiediamo a tutte le donne e gli uomini schiacciati dalla crisi, a tutte le forze sociali, politiche e sindacali, di essere in piazza con noi il 17 novembre: costruiamo in questa giornata un primo momento di confronto e organizzazione collettiva, una ripresa di parola reale che parta da tutti e tutte, da luoghi come le facoltà e le piazze che devono tornare ad essere i nostri laboratori. Dire oggi “Occupy Pisa” significa scommettere sulla possibilità di creare nuove relazioni sociali, di iniziare tutti insieme a riprenderci, giorno dopo giorno, il futuro.

martedì 8 novembre 2011

Comunicato dell'assemblea di movimento autoconvocata dell'8 novembre 2011

Questa sera circa 150 studenti e studentesse hanno risposto in massa all'appello di una prima discussione collettiva del movimento universitario. La convocazione aveva come obiettivo quello di connettere le istanze e le rivendicazioni di lotta degli spazi e dei soggetti della formazione - a legge Gelmini approvata - con il livello oggi imprescindibile di critica e mobilitazione contro il pagamento del debito, generato dal sistema della banche, della finanza e di tutti gli schieramenti parlamentari ad esso asserviti.

Emblematico il fatto che l'assemblea di movimento si sia tenuta proprio nella sera della notizia dell'imminente caduta di Berlusconi. Con chiarezza tutti gli interventi hanno ribadito che davanti a qualsiasi cambio di governo che sia all'insegna della continuità con i diktat della Banca Centrale Europea – che ordinano tagli, austerità, impoverimento e volontà di pagamento del debito – la risposta è immediatamente quella della costruzione e dell'organizzazione di momenti di lotta, riappropriazione e visibilità di tutti i soggetti sociali che rifiutano di fare sacrifici, rinunce e di accettare l'impoverimento come unico orizzonte del proprio presente e futuro.


Per questo l'assemblea ha deciso:   
  • di elaborare una propria progettualità di mobilitazione che abbia l'obiettivo principale di costruire un vero e proprio movimento territoriale per rifiutare il pagamento del debito che chi sta in alto ci sta imponendo per poter continuare a lucrare sulle nostre vite, per mantenere ed arricchire i loro profitti. Sulla base di questo chiaro, comune e conflittuale obiettivo, lo sviluppo del movimento degli studenti e delle studentesse, dei precari e delle precarie, e di tutti gli altri soggetti che ne faranno parte, vedrà dotarsi delle pratiche che riterrà collettivamente più efficaci ed incisive per raggiungere l'obiettivo.
  • di esprimere incondizionata solidarietà a Carlo Seppia, ragazzo di Pisa che da più di dieci giorni è stato arrestato perché ha partecipato al corteo di centinaia di migliaia di persone a Roma, resistendo in piazza San Giovanni contro le brutali cariche e caroselli fatti dalle forze di polizia.
  • di portare avanti già dai giorni successivi lo spirito di mobilitazione globale che dal movimento #occupyeverythink, si sta diffondendo in tutto il globo, occupando piazze, luoghi e spazi per contrastare il potere finanziario, economico e politico, affermando la dignità contro il ricatto del sistema del debito e della precarietà. Per questo le assemblee di facoltà a scienze e ingegneria del 9 e del 10 novembre, l'assemblea di ateneo di lunedì 14 ed i successivi appuntamenti assembleari in università saranno partecipati per rilanciare e legare le lotte sul terreno della formazione a quelle contro il pagamento del debito
  • di costruire l'11.11.11, in linea con lo spirito della giornata globale di mobilitazione, un concentramento universitario, per venerdì alle 10 e 30 in piazza Dante, collegandosi anche con la mobilitazione degli studenti delle scuole superiori
  • di assumersi da protagonisti la data del 17 novembre.
  • di concepire un proprio orizzonte politico e una propria forza territoriale che sappia utilizzare gli appuntamenti già fissati, sia localmente, che a livello internazionale, senza per questo essere schiacciato dalla logica dell' “evento”. In questo senso tutti gli appuntamenti già citati, sia assembleari che di piazza, sono da intendersi come occasioni che permettano la nascita e lo sviluppo di un movimento permanente in questa città: #occupy Pisa.