CE N'EST QU'UN DEBUT... CONTINUONS LE COMBAT!
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giovedì 29 dicembre 2016

Natale di tagli per il Diritto allo Studio

All’ombra delle feste natalizie l’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio della Toscana ha approvato il bilancio previsionale in cui sono previsti 2,8 milioni di euro in meno. Questo perché l’Agenzia delle Entrate ha deciso di far pagare anticipatamente l’IVA sui servizi. Il governo continua le politiche di taglio al sociale, per finanziare invece il salvataggio delle banche, come sta accadendo per la Monte dei Paschi di Siena. La regione Toscana ha deciso di coprire con 2 milioni questo deficit di bilancio, rimangono in questo modo scoperti 800 mila euro che saranno tagliati dai servizi e scaricati sugli studenti e le studentesse. Non sarà garantita la copertura totale della borsa servizi (misura che un anno fa il DSU spacciò come strumento ‘paracadute’ per tutti coloro che perdevano i benefici del diritto allo studio a causa del ricalcolo degli indicatori ISEE). Inoltre verrà varata una nuova fasciazione per le mense universitarie che vedrà un rincaro del costo del pasto per tutte le fasce di reddito.

giovedì 27 febbraio 2014

Perché la nostra mensa (NON) è la migliore in Italia


Non sono nuovi i problemi alle mense del DSU. Poco più di un anno fa la mensa è stata invasa per giorni dai vassoi sporchi perché il nuovo appalto a ribasso accettato dal DSU aveva ridotto del 50% il monte ore complessivo del lavoro degli operai delle pulizie. In questi giorni la riorganizzazione del lavoro è stata definitivamente assunta a piene mani dal direttore Vicini che già negli anni precedenti aveva dato prova di lungimiranza, per le sue tasche. Il suo obbiettivo è sempre stato quello di ridurre il numero di lavoratori mantenendo il carico di lavoro immutato e anzi aprendo nuovi servizi, cioè aumentando la produttività. Grazie a questi “aumenti”, che in realtà non sono altro che sfruttamento dei lavoratori, il Vicini e la dirigenza del DSU “guadagnano” dei lauti premi di produttività, nell'ordine delle varie decine di migliaia di euro.

Ora che la situazione è diventata ingestibile, data la perenne carenza di organico e l'aumento dell'affluenza al servizio dovuto all'inizio delle lezioni, il direttore ha deciso di togliere dei lavoratori dai banchi di distribuzione per mandarli nelle cucine (senza nessuna preparazione professionale) e utilizzare come carta jolly i lavoratori della Colser - cooperativa che si occupa delle pulizie delle stoviglie e degli interni della mensa- che dovrebbero all'occorrenza distribuire i pasti o i cestini, pulire le stoviglie e la struttura.

lunedì 12 novembre 2012

L'assemblea d'ateneo occupa e autogestisce la mensa

Era nell'aria da tempo. Almeno da quando un mese fa le assemblee di polo avevano fatto incontrare per la prima volta quest'anno studenti e lavoratori dell'università. In quell'occasione mancò un effettivo momento di costruzione di lotta per i soggetti concreti impoveriti dalla ristrutturazione dall'università della crisi. Quest'oggi, invece, è stata rotta la ritualità e nell'immediato, dopo l'assemblea d'ateneo, si è attivata una risposta collettiva che ha portato studentesse e studenti a occupare e autogestire la mensa, luogo simbolo nelle ultime settimane della resistenza delle lavoratrici e dei lavoratori alle politiche di impoverimento imposte dal DSU.
Per due ore - tutto l'orario di apertura pranzo – studentesse e studenti hanno invaso le cucine e si sono appropriati dei banchi distribuendo pasti gratis. Al piano terra, nelle cucine, le lavoratrici e i lavoratori hanno incrociato le braccia davanti allo sguardo impotente di dirigenti e capo sala. Dopo settimane di pressante controllo da parte dei capi addetti a supervisionare la riorganizzazione del lavoro, con l'introduzione delle linee veloci e l'aumento dei carichi di lavoro, un intervento concreto ha rotto, dal basso, le nuove disposizioni di Vicini, direttore del DSU. Allo stesso modo, le lavoratrici delle pulizie, presenti all'assemblea, hanno appoggiato l'azione di riappropriazione come momento di sospensione del nuovo appalto che taglia il 50% delle ore raddoppiando, di fatto, i carichi di lavoro.
Dopo l'autogestione della mensa è stato occupato il Polo Carmignani. Si aprono così nuovi spazi dove i percorsi aperti dall'assemblea d'ateneo avranno modo di darsi organizzazione e progettualità in vista della giornata dello sciopero del 14 novembre al fine di interpretarla come autentico momento di incontro ed espansione della resistenza alle politiche di austerità.

giovedì 8 novembre 2012

Nel caos le mense DSU a Pisa: la dignità contro i sacrifici

Dal primo novembre il lavoro di pulizia nelle mense del DSU (azienda regionale diritto allo studio) per il servizio ristorazione è stato appaltato a una nuova ditta esterna, un grande consorzio romano: Euro Global Service. Come la precedente ditta appaltrice, l'Arca, la nuova ditta entrante si occuperà del servizio pulizia e igiene ambientale, sbarazzo e lavaggio stoviglie, utensili, carrelli e macchinari, raccolta e smaltimento rifiuti per il servizio ristorazione. Si tratta di lavori logoranti, essenziali ma nascosti, svolti dietro la gabbia dove si infila il rullo che porta via i vassoi sporchi oppure prima o dopo l'invasione della mensa da parte degli studenti. Come tipico dei lavori di cura, queste mansioni fondamentali vengono svolte prevalentemente da donne.
 La nuova ditta è subentrata grazie a un nuovo bando indetto dal DSU il quale ha richiesto, per regolamento, uno sconto significativo. La cooperativa Arca ha partecipato al bando con uno sconto del 18% sul costo dell'appalto precedente, ma a vincere è stata l'Euro Global Service con uno sconto addirittura del 32%! La logica è sempre la stessa: risparmiare minando la qualità del servizio e sfruttando la forza lavoro. Infatti L'Euro Global Service contesta il numero eccessivo delle lavoratrici impiegate dall'Arca e taglia il 50% del monte ore complessivo di lavoro.
Le lavoratrici però non sono dello stesso avviso: i carichi di lavoro erano eccessivi già prima dell'ingresso della nuova ditta. Le 54 lavoratrici delle pulizie sono ora costrette a svolgere lo stesso tanto di lavoro di prima ma nella metà del tempo il che significa un raddoppio del lavoro. La parte di salario che viene a mancare con il decurtamento delle ore viene per il 25% coperta dai contratti di solidarietà a carico dell'inps che versa un altro 25% di quella stessa parte di salario all'azienda. Un ennesimo caso che conferma come il diritto del lavoro sia piegato nella crisi a una convergente volontà politica di pubblico (DSU) e privato (Euro Global Service) consistente nella ristrutturazione del comando sul lavoro verso un maggiore sfruttamento e una crescente precarizzazione: i contratti di solidarietà intervengono per sanare programmate riduzioni dell'orario di lavoro. Queste riduzioni però non sono necessarie – anzi - e producono anzi immiserimento e, in prospettiva, nuove assunzioni a titolo temporaneo con un numero di ore lavorative irrisorio e retribuzioni da fame.