Dal primo novembre il lavoro di pulizia nelle mense del DSU (azienda regionale diritto allo studio) per il servizio ristorazione è stato appaltato a una nuova ditta esterna, un grande consorzio romano: Euro Global Service. Come la precedente ditta appaltrice, l'Arca, la nuova ditta entrante si occuperà del servizio pulizia e igiene ambientale, sbarazzo e lavaggio stoviglie, utensili, carrelli e macchinari, raccolta e smaltimento rifiuti per il servizio ristorazione. Si tratta di lavori logoranti, essenziali ma nascosti, svolti dietro la gabbia dove si infila il rullo che porta via i vassoi sporchi oppure prima o dopo l'invasione della mensa da parte degli studenti. Come tipico dei lavori di cura, queste mansioni fondamentali vengono svolte prevalentemente da donne.
La nuova ditta è subentrata grazie a un nuovo bando indetto dal DSU il quale ha richiesto, per regolamento, uno sconto significativo. La cooperativa Arca ha partecipato al bando con uno sconto del 18% sul costo dell'appalto precedente, ma a vincere è stata l'Euro Global Service con uno sconto addirittura del 32%! La logica è sempre la stessa: risparmiare minando la qualità del servizio e sfruttando la forza lavoro. Infatti L'Euro Global Service contesta il numero eccessivo delle lavoratrici impiegate dall'Arca e taglia il 50% del monte ore complessivo di lavoro.
Le lavoratrici però non sono dello stesso avviso: i carichi di lavoro erano eccessivi già prima dell'ingresso della nuova ditta. Le 54 lavoratrici delle pulizie sono ora costrette a svolgere lo stesso tanto di lavoro di prima ma nella metà del tempo il che significa un raddoppio del lavoro. La parte di salario che viene a mancare con il decurtamento delle ore viene per il 25% coperta dai contratti di solidarietà a carico dell'inps che versa un altro 25% di quella stessa parte di salario all'azienda. Un ennesimo caso che conferma come il diritto del lavoro sia piegato nella crisi a una convergente volontà politica di pubblico (DSU) e privato (Euro Global Service) consistente nella ristrutturazione del comando sul lavoro verso un maggiore sfruttamento e una crescente precarizzazione: i contratti di solidarietà intervengono per sanare programmate riduzioni dell'orario di lavoro. Queste riduzioni però non sono necessarie – anzi - e producono anzi immiserimento e, in prospettiva, nuove assunzioni a titolo temporaneo con un numero di ore lavorative irrisorio e retribuzioni da fame.
Le lavoratrici però non sono dello stesso avviso: i carichi di lavoro erano eccessivi già prima dell'ingresso della nuova ditta. Le 54 lavoratrici delle pulizie sono ora costrette a svolgere lo stesso tanto di lavoro di prima ma nella metà del tempo il che significa un raddoppio del lavoro. La parte di salario che viene a mancare con il decurtamento delle ore viene per il 25% coperta dai contratti di solidarietà a carico dell'inps che versa un altro 25% di quella stessa parte di salario all'azienda. Un ennesimo caso che conferma come il diritto del lavoro sia piegato nella crisi a una convergente volontà politica di pubblico (DSU) e privato (Euro Global Service) consistente nella ristrutturazione del comando sul lavoro verso un maggiore sfruttamento e una crescente precarizzazione: i contratti di solidarietà intervengono per sanare programmate riduzioni dell'orario di lavoro. Queste riduzioni però non sono necessarie – anzi - e producono anzi immiserimento e, in prospettiva, nuove assunzioni a titolo temporaneo con un numero di ore lavorative irrisorio e retribuzioni da fame.


